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 IL FONDATORE - LIBRI E LEZIONI DI SRILA PRABHUPADA
 LEZIONI SULLO SRIMAD BHAGAVATAM (in Italiano)
 Srimad-Bhagavatam Canto 1 Capitolo 2 Verso 7
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Sangita Dasi
Amministratore



118 Messaggi

Inserito il - 22/03/2026 : 18:12:19  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
LEZIONE*
di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada
Tenuta a Delhi il 13 Novembre 1973

SRIMAD-BHAGAVATAM
CANTO 1 CAPITOLO 2

VERSO 7
vasudeve bhagavati
bhakti-yogah prayojitah
janayaty asu vairagyam
jnanam ca yad ahaitukam

TRADUZIONE

"Chi serve il Signore Supremo, Sri Krishna, con amore e devozione, acquisisce subito, per la Sua grazia, la conoscenza e il distacco."

Vasudeva bhagavati. Vasudeva [pron. Vasudev] è un altro nome di Krishna perché Krishna appare come figlio di Vasudeva [pron. Vasudeva]. Ogni volta che Krishna appare, Si mostra come figlio di Vasudeva e Devaki. Krishna è l'origine di tutti. Come possono dunque esistere un padre e una madre per Krishna? Krishna è descritto come 'sarva-karana-karanam' (Bs. 5.1), la causa di tutte le cause. Nella Bhagavad-gita Krishna dichiara, aham adir hi devanam (Bg. 10.2): "Io sono l'origine di tutti i deva". Devanam: esseri celesti. Il primo deva è il Signore Brahma, la prima creatura vivente di questo universo. Poi Vishnu, Shiva, e gli altri esseri celesti, Indra, Candra, Surya—alcuni milioni. Ma come può Vasudeva diventare Suo padre, tanto che il Suo nome sia conosciuto come Vasudev(a), "figlio di Vasudeva"? Il fatto è che Vasudeva in passato si era sottoposto a severe austerità per il desiderio di avere un figlio come Krishna. Così Krishna acconsentì, dicendo: "Non c'è nessun altro come Me". Krishna è 'asamordhva': nessuno è uguale a Lui o al di sopra di Lui. Pertanto Vasudeva, nella sua vita precedente, desiderava un figlio come Krishna. Ma, non riuscendo a trovare nessuno come Lui, Krishna stesso acconsentì a diventare suo figlio. L'idea è che Krishna, Dio, la Persona Suprema, quando viene in questo mondo materiale, appare proprio come un normale bambino umano e accetta il Suo devoto come padre e la Sua devota come madre.

È così che avviene. Per questo Krishna è apparso come figlio di Vasudeva, ed è ben noto come Vasudev(a). Vasudevah sarvam iti sa mahatma sudurlabhah (Bg. 7.19): "Dopo numerose nascite e morti, colui che ha la vera conoscenza si sottomette a Me sapendo che Io sono la causa di tutte le cause e tutto ciò che esiste. Un'anima così grande è molto rara". Nella Bhagavad-gita si dice che una persona che progredisce nella conoscenza spirituale deve arrivare a comprendere Vasudev(a). Allora la sua conoscenza è perfetta. Bahunam janmanam ante. Non gli uomini comuni, ma coloro che stanno effettivamente cercando la Verità Assoluta Suprema, tali persone, bahunam janmanam ante, dopo molte, molte vite trascorse in tale ricerca, comprendono che "Vasudev(a) è tutto". Vasudevah sarvam iti sa mahatma sudurlabhah (Bg. 7.19). Un mahatma è un'anima elevata; e ksudratma, o duratma, è esattamente il contrario. Coloro che sono avanzati nella conoscenza spirituale sono chiamati mahatma. E il sintomo del mahatma è 'mahatmanas tu mam partha daivim prakritim asritah bhajanty ananya-manasah' (Bg. 9.13): "Sapendo che Io sono Dio, la Persona Suprema, originale e inesauribile, essi si dedicano completamente al Mio servizio di devozione".

Mahatma non è cambiare abito o avere una grande barba. Un mahatma è descritto come 'mahatmanas tu mam partha daivim prakritim asritah': non è sotto il controllo di questa energia materiale, ma è sotto la protezione dell'energia spirituale, daivi-prakriti. E il sintomo è 'bhajanty ananya-manasah': la sua unità attività è servire Dio, la Persona Suprema. Bhajanti, o bhaja sevayam, offrire servizio. Questo "bhaja-dhatu" [radice verbale] è usato nel senso di rendere servizio, bhajanti. La parola bhajanti è usata nella Bhagavad-gita in molti punti. Catur-vidha bhajante mam janah sukritino 'rjuna (Bg. 7.16): "O migliore dei Bharata, quattro tipi di uomini virtuosi Mi servono con devozione—l'infelice, il curioso, l'uomo che cerca la ricchezza e colui che desidera conoscere l'Assoluto". Sukriti significa "pio". Perciò coloro che hanno compiuto azioni virtuose raggiungono lo stato di bhajanti. Inoltre, 'yesam anta-gatam papam jananam punya-karmanam' (Bg. 7.28), coloro che, avendo posto fine alle loro azioni peccaminose (gatam papam), sono effettivamente impegnati in attività pie (punya-karmanam). Pertanto, secondo la civiltà vedica, si raccomanda alle persone di agire con devozione. Se sei molto povero, e non ha nulla da donare in beneficenza o da offrire in sacrificio, allora "vai al Gange e fai un bagno". Anche questa è un'attività pia.

In tal modo, l'intera civiltà vedica si basa sull'indurre le persone a impegnarsi in attività pie. Perché, agendo con religiosità, un giorno si arriverà allo stadio di bhajana. Per cultura e tradizione, L'India, la terra di Bharata-varsa, è punya-bhumi [una terra virtuosa]. Ancora oggi, al Kumbha-mela molti milioni di persone accorrono per fare il bagno, immergersi nel Gange, perché ritengono che sia un atto di devozione. Quindi, nelle vene degli indiani scorre il fluido spirituale. Purtroppo i leader li stanno fuorviando e, in generale, stanno diventando atei. È una situazione molto deplorevole. In ogni caso, dopo molte attività pie, si può arrivare alla piattaforma del bhagavad-bhajana. Catur-vidha bhajante mam janah sukritino (Bg. 7.16): "Quattro tipi di uomini virtuosi Mi servono con devozione—l'infelice, il curioso, l'uomo che cerca la ricchezza e colui che desidera conoscere l'Assoluto". Quattro categorie di uomini: artha, gli afflitti e gli infelici—tutti soffrono, ma qui si parla di coloro sono particolarmente provati dalla sofferenza; artha-arthi, coloro che desiderano un beneficio materiale; jijnasuh, che sono curiosi di sapere chi sia Dio; e jnani, ovvero coloro che sono nella conoscenza, che sono nella ricerca. Quattro classi di uomini iniziano il bhajana; non gli altri.

Gli oppositori sono descritti come, 'na mam duskritino mudhah prapadyante naradhamah' (Bg. 7.15): "Gli stolti, gli ultimi tra gli uomini, coloro la cui conoscenza è rubata dall'illusione e coloro che hanno una natura atea e demoniaca—questi miscredenti non si abbandonano a Me". Coloro che sono duskritina, miscredenti, il cui contesto è costituito semplicemente da attività peccaminose, non possono farlo. Perciò, nello Srimad-Bhagavatam, Suta Gosvami spiega durante l'incontro a Naimisharanya, dicendo: vasudeve bhagavati bhakti-yogah prayojitah. (SB 1.2.7) Il bhakti-yoga può essere applicato solo nei confronti di Vasudeva Bhagavati. Il bhakti-yoga non si pratica in nessun altro contesto, come affermato negli shastra. Bhakti significa servire con devozione; e yoga indica il processo. Nella Bhagavad-gita (7.1) è descritto il bhakti-yoga, mayy asakta-manah partha yogam yunjan mad-asrayah: "O figlio di Pritha, ascolta come praticando lo yoga in piena coscienza di Me e con la mente legata a Me, potrai conoscerMi completamente, senza il più minimo dubbio". Mad-asrayah: "prendi rifugio in Me, in piena coscienza di Me". Bisogno quindi prendere rifugio in Krishna o nel Suo rappresentante. È necessario affidarsi a Krishna o a un suo rappresentante. Mad-asrayah.

Narottama dasa Thakura scrisse, asraya lana bhaje, krishna tare na hi tyaje (Saranagati): Chiunque abbia preso rifugio, asraya, e inizi il proprio bhajana, Krishna non lo abbandonerà mai, Krishna non potrà mai rinunciare a lui, Krishna lo accetterà. E nella Bhagavad-gita è citato il verso, 'tad-vijnanartham sa gurum eva abhigacchet' (Mundaka Upanishad 1.2.12): "Per comprendere questa scienza trascendentale, bisogna avvicinarsi a un maestro spirituale autentico". Anche nel Bhagavatam è detto 'tasmad gurum prapadyeta jijnasuh sreya uttamam' (SB 11.3.21): "Chiunque desideri seriamente la vera felicità deve cercare un maestro spirituale autentico e prendere rifugio in lui attraverso l'iniziazione". Coloro che sono curiosi di sapere chi è Dio, brahma-jijnasa, otterrano lo scopo ultimo della vita, jijnasuh sreya uttamam. Sreya significa il beneficio finale. Le persone sono molto attaccate al beneficio immediato, proprio come i bambini. Un bambino è molto attaccato a dei confetti del valore di due centesimi; ma se volete coinvolgerlo nell'istruzione, non ne è altrettanto attaccato. Esistono due cose: sreya e preya. Preya significa godimento immediato e sreya significa beneficio futuro—quindi sreya uttamam (beneficio ultimo). Ognuno fa qualcosa. Proprio come un bambino che è educato per la felicità futura, ma tale felicità è materiale è temporanea.

Anche se si riceve un'ottima istruzione, si diventa un grande avvocato, un giudice di tribunale o si ricopre una posizione di rilievo, tutto è temporaneo. Perché non appena il corpo cessa di esistere, tutto finisce. A quel punto bisogna rinascere, e non c'è garanzia di che tipo di rinascita. Supponiamo di rinascere nella società umana, allora si dovrà studiare e impegnarsi di nuovo, se si vuole raggiungere una posizione di rilievo, perciò in questo mondo tutto è temporaneo, anitya. Anitya significa che nulla è permanente. Ma qui è detto: sreya uttamam. Uttamam significa 'udgata tamam yasmad' [ciò da cui è rimossa l'oscurità del mondo materiale]. Questo mondo materiale è chiamato tamah [oscurità], quindi il consiglio vedico è 'tamasi ma jyotir gama': "Non rimanere nell'oscurità, cerca di andare verso la luce". Jyotir gama. Quindi uttama significa trascendentale, al di là di questo mondo materiale; e sreya è il beneficio ultimo della vita, al di là di questo mondo materiale. Pertanto, chi è interessato a sreya, il beneficio ultimo al di là di questo mondo materiale, deve accettare un guru. Tasmad gurum prapadyeta jijnasuh sreya uttamam (SB 11.3.21). In genere, le persone accettano un guru per qualche beneficio materiale, per un 'asirvada' [augurio o benedizione] a buon mercato, in modo da poter diventare più opulenti in questo mondo—ma questo non è sreya. Queste cose finiranno. Finiranno con il corpo, e il corpo finirà sicuramente.

Mrityuh sarva-haras caham (Bg. 10.34). Krishna dice "Io sono la morte che porta via ogni cosa". Accumulate beni, un buon conto in banca, grattacieli, una bella famiglia, molte cose, ma tutto vi sarà portato via al momento della morte e inizierà un altro capitolo. E non si sa quale capitolo inizierà, dipende dal vostro karma e contaminazione. A seconda di come avete creato la vostra condizione mentale, sada tad-bhava-bhavitah (Bg. 8.6) [ciò che determina la condizione futura dell'essere], quello otterrete; la natura vi darà un corpo simile. È così che accade. Karmana daiva-netrena jantur deha upapatti (SB 3.31.1): "Sotto la direzione del Signore Supremo e secondo il frutto delle sue opere". Per effetto del karma tutti agiscono, ma agiscono secondo le tre influenze della natura. In questo mondo materiale esistono tre qualità della natura: sattva-guna, rajo-guna e tamo-guna. Se si agisce in tamo-guna, allora si sta preparando un corpo di tamo-guna. Se si agisce in rajo-guna, allora si sta preparando un corpo per rajo-guna; e quindi sattva-guna. Come è descritto nella Bhagavad-gita, urdhvam gacchanti sattva-sthah: Coloro che agiscono in sattva-guna, andranno sui sistemi planetari superiori—Janaloka, Maharloka, Tapoloka, Brahmaloka, Satyaloka, Siddhaloka.

Così, urdhvam gacchanti sattva-stha madhye tisthanti rajasah (Bg. 14.18): "Coloro che sono guidati dalla virtù si elevano fino ai pianeti superiori, coloro che sono dominati dalla passione rimangono sui pianeti intermedi, terrestri". E se si vuole rimanere nel sistema planetario intermedio, allora quello è rajo-guna. E, jaghanya-guna-vritti-stha adho gacchanti tamasah, coloro che agiscono sotto l'influenza di tamo-guna, con comportamenti abominevoli (jaghanya), andranno nel regno animale o nel sistema planetario inferiore. Questo è il processo. Poiché vi state contaminando al contatto con le influenze della natura materiale, karanam guna-sango 'sya, incontrate così piaceri e sofferenze nei vari tipi di corpi, sad-asad-janma-yonisu (Bg. 13.22). Perciò, sat e asat-janma. Perché ci sono tante varietà di vita? Cani, gatti, alberi, acquatici, uccelli, bestie, esseri umani, esseri celesti, civilizzati, incivili, così tanti. Perché ci sono così tante varietà? Karanam guna-sango 'sya. Poiché, associandosi ai diversi tipi di qualità, si ottiene diversi tipi di corpo. Accade questo. Pertanto Caitanya Mahaprabhu spiega (Cc. Madhya 19.151):

ei rupe brahmanda bhramite kona bhagyavan jiva
guru-krishna-kripaya paya bhakti-lata-bija

"Secondo il loro karma, tutti gli esseri vanno errando per l'universo intero... Tra milioni di esseri viventi erranti, solo chi è molto fortunato ha l'opportunità di associarsi con un autentico maestro spirituale per grazia di Krishna. Per la misericordia di Krishna e guru, tale persona riceve il seme del rampicante del servizio devozionale".

Caitanya Mahaprabhu dice che "l'essere vivente ruota all'interno di questo universo", brahmanda bhramite. A volte su questo pianeta, a volte su quel pianeta, a volte in questo corpo, a volte in quell'altro corpo. In tal modo sta errando da tempo immemorabile. Ma se per buona fortuna entra in contatto con un guru idoneo, allora ottiene Krishna. Guru-krishna-kripaya: per la misericordia di Krishna incontra il guru, e per la misericordia del guru incontra Krishna, simultaneamente—se è davvero serio riguardo a Krishna, alla coscienza di Krishna. Questo è molto importante, ascoltare riguardo a Krishna, perciò è necessario il sat-sanga, per risvegliare la coscienza di Krishna che è dormiente nel cuore di tutti, perché ognuno è parte integrante di Krishna. Proprio come un ragazzo che ha lasciato la sua casa fin dall'adolescenza. In qualche modo, si è separato dal suo ricco padre e ora girovaga per strada; ma è in grado di ricordare. Similmente, siamo tutti figli del padre più opulento. Aisvaryasya samagrasya viryasya yasasah sriyah (Vishnu Purana 6.5.47). Ma purtroppo abbiamo dimenticato e pensiamo "io sono americano, sono indiano, sono questo, sono quello", e ci affanniamo e lavoriamo duramente, lottando per l'esistenza. Perciò l'attività di benessere più benefica è la coscienza di Krishna: Ricordiamo alle persone che "tu sei figlio di una grande personalità, Krishna. Perché non torni a casa? Perché marcisci in questo mondo materiale, soffrendo?" Questa è la nostra missione.

Ecco perché è necessaria un'educazione. Quando si comprende che "sto marcendo qui, in questo posto orribile; questo è un luogo sgradevole, non solo questo pianeta, ma qualsiasi luogo all'interno di questo mondo materiale. Abrahma-bhuvanal lokah punar avartinah, 'rjuna (Bg. 8.16): "Tutti i pianeti del mondo materiale, dal più alto al più basso, sono luoghi di sofferenza dove nascita e morte si susseguono". Anche se andaste a Brahmaloka, dove la durata della vita è incalcolabile e lo standard di vita è di gran lunga superiore, tuttavia, abrahma-bhuvanal lokah punar avartinah, ovunque andiate, janma-mrityu-jara-vyadhi (Bg. 13.9) [nascita, malattia, vecchiaia e morte] è presente. Non si può evitarlo. Così questa informazione, la coscienza di Krishna, è persino superiore al pianeta Brahmaloka. Pertanto la coscienza di Krishna è l'attività più benefica al mondo: risvegliare la coscienza di Krishna dormiente in ognuno. Tale risveglio è possibile quando ci si dedica al servizio devozionale di Vasudeva, Krishna. Proprio come questi ragazzi, europei e americani, stranieri, si sono impegnati nel servizio di Vasudeva. Sravanam kirtanam visnoh smaranam pada-sevanam, arcanam. Questo è arcana: l'offerta di arati, bhoga e sravanam kirtanam, il canto del mantra Hare Krishna e l'ascolto. Questi sono alcuni dei nove processi devozionali, e questo è chiamato bhakti-yoga (SB 7.5.23):

sravanam kirtanam visnoh
smaranam pada-sevanam
arcanam vandanam dasyam
sakhyam atma-nivedanam

"Ascoltare e cantare il santo nome trascendentale, la forma, le qualità, i divertimenti di Sri Vishnu e ciò che lo circonda, ricordare ogni cosa, servire i piedi di loto del Signore, offrire al Signore una rispettosa adorazione mediante sedici differenti oggetti, offrire preghiere al Signore, diventare Suo servitore, considerare il Signore come il proprio migliore amico, e sottomettere ogni cosa a Lui [ossia, servirlo con il corpo, la mente e le parole]—questi nove metodi sono considerati puro servizio devozionale".

Qui è detto 'vasudeve bhagavati'. Vasudeve: Krishna. Chi è Krishna? Bhagavan, bhagavati. Non è una persona comune. Egli è Bhagavan, krishnas tu bhagavan svayam (SB 1.3.28): "Sri Krishna è Dio, il Signore Supremo nella Sua forma primordiale". Ci sono molti bhagavan, ma il bhagavan originale è Krishna. Aham adir hi devanam (Bg. 10.2): "Io sono l'origine di titti i deva". Aham sarvasya prabhavo mattah sarvam pravartate (Bg. 10.8): "Sono la fonte di tutti i mondi, spirituali e materiali, tutto emana da Me". Perciò Krishna è il Supremo, vasudeve bhagavati. Non considerate Krishna come un essere umano. Avajananti mam mudha manusim tanum asritam (Bg. 9.11): "Gli stolti Mi denigrano quando scendo in questo mondo nella forma umana". Poiché Egli viene per mostrare effettivamente chi è Dio, appare come essere umano. Ciò non significa che sia un essere umano come noi. Come quando il governatore va a ispezionare la prigione, e i detenuti pensano: "Oh, anche lui ora è uno di noi, è un prigioniero". Come quando Mahatma Gandhi andò in prigione; e se il ladro pensa: "Ora anche il Mahatma Gandhi è uno di noi", è sbagliato. Avajananti mam mudhah (Bg. 9.11). Poiché è un mudha, il ladro pensa che "anche il Mahatma Gandhi è come noi" o "il governatore è entrato in prigione, quindi anche lui è uno di noi". Non è così, Egli viene per Sua misericordia.

I cosiddetti speculatori e grandi studiosi cercano di capire Dio: "Dio potrebbe essere così..." Perché "potrebbe"? Voi non conoscete Dio, ammettete semplicemente che non Lo conoscete. Perché mentire? Perché imbrogliare? Ma questi furfanti non lo ammetteranno mai. Ma Dio è presente: "Io sono così", dice Krishna. Aham sarvasya prabhavo mattah sarvam pravartate (Bg. 10.8), Egli è adorato da tutti i saggi, dalle persone sante. E anche Arjuna lo ammise: "O Krishna, Tu sei il Para-brahman, Tu sei purusha"—param brahma param dhama pavitram paramam bhavan purusham sasvatam (Bg. 10.12). Purusha significa goditore; e sasvata significa eternamente. Non è che, "Ora Tu sei il goditore e prima eri qualcos'altro". No. Sasvatam purusham adyam: eternamente Tu sei il goditore originale. Questa è la comprensione di Krishna. Leggendo la Bhagavad-gita, se non si comprende Krishna, se si cerca di bandire Krishna, allora che senso ha leggere la Bhagavad-gita? È una completa sciocchezza. Se invece si comprende davvero la Bhagavad-gita, la si studia veramente, allora, come Arjuna ammise, "Oh, Tu sei param brahma param dhama pavitram paramam bhavan" (Bg. 10.12) Questa è l'esperienza di Arjuna dopo aver ascoltato la Bhagavad-gita. Egli disse: "Tu sei accettato da grandi personalità, come Asita, Narada, Vyasa, Devala, personalità molto importanti".

Perciò, svayam ca: "Ho ascoltato dagli shastra e dalle autorità, e Tu stesso stai parlando personalmente; quindi accetto che Tu sei Para-brahman". Questo è lo studio della Bhagavad-gita. Così Dio si sta rivelando personalmente ed è stato riconosciuto dalle autorità, non solo nei tempi antichi, ma anche recentemente, negli ultimi cinquecento o settecento anni, da grandi, grandi acarya—Sankaracarya, Ramanujacarya, Madhvacarya, Vishnu Svami—grandi acarya affidabili; e più recentemente negli ultimi cinquecento anni, Sri Caitanya Mahaprabhu stesso—tutti loro accettano Krishna, Dio, la Persona Suprema. E questi mascalzoni cercano di capire chi sia Dio. Guardate che furfanti. Dio è qui, e loro stanno cercando. Pertanto, coloro che sono alla ricerca di Dio, se avanzano qualche ipotesi o tesi, sono tutte sciocchezze, inganni. Voi non conoscete Dio, ammettetelo—sarebbe una buona cosa. Ma perché formulate tesi? Dio non è soggetto alle vostre speculazioni mentali. Ciò è confermato nella Brahma-samhita (5.34):

panthas tu koti-sata-vatsara-sampragamyo
vayor athapi manaso muni-pungavanam
so 'py asti yat prapada-simny avicintya-tattve
govindam adi-purusam tam aham bhajami

"Adoro Govinda, il Signore originale. In cerca della spiritualità, gli yogi che praticano il pranayama controllando il respiro, e i jnani che si sforzano di scoprire il Brahman non-differenziato rifiutando ciecamente la materia—solo dopo migliaia di milioni di anni di sforzi incessanti—possono arrivare a sfiorare le dita dei Suoi piedi di loto".

Abbiamo esperienza di volo in aereo, viaggiando a seicentomila miglia all'ora. Ma qui è detto: panthas tu koti-sata-vatsara-sampragamyo vayor athapi. Sull'aereo alla velocità dell'aria, oppure alla velocità della mente. Potete capire la velocità della mente: Siete seduti qui e all'istante potete andare a Londra a diecimila miglia di distanza. Quindi andare alla velocità della mente, non alla velocità di seicentomila miglia all'ora. La velocità della mente significa che in un secondo si può percorrere milioni di miglia. E con quella velocità, se si continuasse per 'koti-sata-vatsara-sampragamyah', per molti milioni di anni, alla ricerca di Dio, sarebbe impossibile comprenderLo. Non si può. Panthas tu koti-sata-vatsara-sampragamyo vayor athapi manaso muni-pungavanam (Bs. 5.34). E da chi può essere fatto? Dai 'muni-punga', dai grandi trascendentalisti santi [yogi e jnani]. Eppure, rimane comunque avicintya-tattva [inconcepibile], non è possibile comprendere. Nei Veda è detto, nayam atma pravacanena labhyah (Mundaka Upanishad 3.2.3): "Con le sole argomentazioni e speculazioni, non è possibile capire". Bisogna comprendere Dio da Dio stesso o dal Suo rappresentante, altrimenti non è possibile. Questo è il processo. Perciò è detto: 'vasudeve bhagavati'.

Per chi s'impegna nel servizio devozionale, 'vasudeve bhagavati bhakti-yogah', gli altri tipi di yoga—jnana-yoga, karma-yoga, dhyana-yoga, hatha-yoga—non avranno alcun valore. Perché nella Bhagavad-gita, Krishna afferma, bhaktya mam abhijanati (Bg. 18.55): "Puoi comprenderMi così come sono, Dio, la Persona Suprema, solo attraverso il servizio di devozione". Krishna non dice mai: "Con il processo di jnana o di karma o di yoga...", non è possibile. Bhaktya mam abhijanati. Oppure, nella Bhagavad-gita (18.65), Egli dice ad Arjuna, mad bhakto, priyo 'si me: "Perché sei Mio devoto e Mi sei molto caro". Quindi, senza devozione, senza il bhakti-yoga, non c'è possibilità di comprendere chi è Dio. Prendetelo per certo. Pertanto il Bhagavata afferma, vasudeve bhagavati bhakti-yogah prayojitah (SB 1.2.7). Se ci si impegna nel bhakti-yoga offerto a Dio, la Persona Suprema, vasudeve bhagavati, quale sarà il risultato? Il risultato è: janayaty asu vairagyam jnanam ca yad ahaitukam. ["Si acquisisce subito, per Sua grazia, la conoscenza e il distacco"]. Due cose sono necessarie per la perfezione della vita—jnana e vairagya. Jnana significa conoscenza perfetta. Che cos'è questa conoscenza? Aham brahmasmi: "Non sono americano, indiano, questo o quello. Sono brahma-vastu, sono parte integrante di Dio. Dio è Para-brahman ed io ne sono parte integrante, perciò anch'io sono Brahman". Anche una particella d'oro è oro—parte integrante dell'oro.

Bisogna rendersi conto che "Io non sono questo corpo, la materia. Sono un'anima spirituale, parte integrante dell'Anima Suprema". Questo è jnana, la conoscenza, e non i dottorati in medicina e filosofia—questi sono diverse espansioni di ajnana [nescienza]. La cosiddetta formazione universitaria, il dottorato in medicina-filosofia, non sono altro che un'espansione dell'ajnana. Più una persona è un cosiddetto scienziato, istruito, più è senza Dio. Ciò significa che si sta addentrando sempre più nell'ajnana, perché jnana significa conoscere Dio. Bahunam janmanam ante jnanavan mam prapadyate (Bg. 7.19). Qui è usata la parola jnanavan, non ajnanavan. Se non conosci Dio, se non sai chi sei, se non sai qual è la tua relazione con Dio, allora qual è il tuo jnana? È quel jnana per mangiare, dormire, accoppiarsi, che anche i cani e i gatti hanno? Vuoi dire che avere una migliore conoscenza di come mangiare bene, dormire meglio o avere rapporti sessuali piacevoli, è jnana? No, sono tutti ajnana. Sono affari per cani e gatti. Il vero jnana è conoscere aham brahmasmi. Brahma-bhutah prasannatma na socati na kanksati (Bg. 18.54). Questo è il vero jnana.

["Colui che raggiunge il livello trascendentale realizza subito il Brahman Supremo. Non si lamenta mai e non aspira mai a niente; si mostra equanime verso tutti gli esseri viventi. In questa condizione può servirMi con devozione pura". (Bg. 18.54)]

Perciò, vasudeve bhagavati bhakti-yogah prayojitah (SB 1.2.7). Se si pratica il bhakti-yoga a Vasudeva, Krishna, Dio, la Persona Suprema, allora molto presto, janayaty asu... Asu significa molto presto. Janayaty asu vairagyam. Basta guardare questi ragazzi e ragazze d'America e d'Europa, erano troppo assuefatti, perché il loro padre, la loro madre, la loro civiltà sono attaccati al godimento materiale. In realtà lo erano. Ora osservate il loro vairagyam [distacco]—è pratico, non c'è nulla di teorico. Non appena ci si dedica a questo, vasudeve bhagavati... Una delle mie allieve era una grande artista, una famosa ballerina in Australia, ha rinunciato a tutto ed è venuta da me: "Swamiji, vorrei essere tua discepola". Ho conosciuto suo padre e sua madre in Australia. Una ragazza molto bella. Un titolo enorme sui giornali diceva: "Tale ragazza ha lasciato tutto". Questo è vairagya. Così ha lasciato un'attività molto redditizia; guadagnava molto bene. Tutti loro sono qualificati. Non sono come i nostri giovani indiani, senza istruzione o analfabeti. No, sono ben qualificati, possono guadagnare qualsiasi somma di denaro. Ma, janayaty asu vairagyam. Vedetelo nella pratica. E in quanto a jnanam, portate qualsiasi cosiddetto svami e yogi che parlino con loro di jnana; ne usciranno vittoriosi, anche se sono con me solo da quattro o cinque anni.

Perciò è qualcosa di pratico, non è una semplice storiella. Se davvero desiderate jnana e vairagya (conoscenza e distacco), allora vasudeve bhagavati bhakti-yogah prayojitah, janayaty asu (SB 1.2.7), molto presto le acquisirete. Ahaitukam (senza causa): nessuno può spiegare come questa persona sia diventata così presto distaccata. In realtà, i nostri connazionali indiani si chiedono: "Come mai questi europei, americani sono diventati devoti così bravi?" Ma, ahaitukam, non potete stabilire quale sia la ragione. È il favore di Krishna, è il favore di Krishna, e chiunque può trarne beneficio. Stiamo diffondendo il movimento per la coscienza di Krishna, dicendo: "Abbracciate la coscienza di Krishna e la vostra vita sarà perfetta". E qual è la perfezione della vita? Jnana e vairagya. Tutti agiscono con l'errata convinzione che "io sono questo corpo", pertanto sono nell'ignoranza (ajnana), perché non sanno di non essere il corpo. Ma appena si giunge alla comprensione che "non sono questo corpo, sono un'anima spirituale", ovvero jnana, ci si chiederà immediatamente: "Allora quali sono le attività dell'anima spirituale? Finora ho agito nell'interesse di questo mio corpo, ma non ho fatto nulla nell'interesse del mio spirito, ciò che io sono. Sono un'anima spirituale". Questo è il bhakti-yoga. Le attività dell'anima spirituale, le attività del Brahman, sono il bhakti-yoga.

Il bhakti-yoga non è un'attività materiale, consiste in attività puramente spirituali. Pertanto nella Bhagavad-gita si legge, mam ca 'vyabhicarena bhakti-yogena yah sevate (Bg. 14.26): "Colui che s'impegna completamente nel servizio di devozione, senza mai deviare, trascende subito le tre influenze della natura materiale e raggiunge così il livello del Brahman". Avyabhicarena, il bhakti-yoga non contaminato. Yah sevate, chiunque sia impegnato nel bhakti-yoga puro, non adulterato, sa gunan samatityaitan brahma-bhuyaya kalpate, realizza immediatamente la propria identificazione con il Brahman. Sa gunan, i sattva-rajo-tamo-guna che ho già descritto, egli li trascende immediatamente. Mukti significa uscire dall'influenza di sattva, rajo e tamo-guna. Questa è mukti. Ecco l'assicurazione del Signore stesso: "Chiunque sia impegnato nella pura bhakti, senza alcuna alterazione o falsificazione..." Avyabhicarena bhakti-yogena yah sevate. La stessa cosa è spiegata nel Bhagavatam (1.2.7), bhakti-yogena bhakti-yogah prayojitah. E, sa gunan samatityaitan brahma-bhuyaya kalpate (Bg. 14.26). Egli diventa immediatamente trascendentale rispetto alle qualità della natura materiale e diventa Brahman. Brahma-bhutah prasannatma na socati na kanksati (Bg. 18.54). Queste cose sono spiegate. Abbiamo bisogno di jnana; jnana significa comprendere il proprio sé.

A meno che uno non comprenda che "io non sono questo corpo", non c'è jnana per nessuno, per quanto erudito possa essere; e perciò è chiamato 'mayayapahrita-jnanah' (Bg. 7.15) ['La cui conoscenza è stata rubata dall'illusione']. Se si afferma che una persona cosiddetta istruita è situata in ajnana perché non sa chi è—come è stato ammesso da Sanatana Gosvami. Egli era il primo ministro del Nawab Hussain Shah Khan e si unì al movimento di Caitanya Mahaprabhu, si sottomise e si arrese a Lui, dicendo, gramya-vyavahare loke kaha ei pandita (Cc. Madhya 20.100): "Nonostante ciò, la gente mi considera generalmente un grande studioso, pandita, e anch'io mi considero tale". Troverete così molti pandita, studiosi eruditi. Se gli chiedete: "Chi sei?", egli tace. "Da dove vieni?", tace. "Dove stai andando?", tace. "Chi è Dio?", silenzio. Quindi questo tipo di pandita non vi salverà. Se volete davvero salvarvi dal rischio di essere trascinati di nuovo nelle abominevoli specie inferiori di vita, allora dovete dedicarvi alla coscienza di Krishna, il bhakti-yoga, vasudeve bhagavati. Allora sarete illuminati. Vasudeve bhagavati bhakti-yogah prayojitah, janayaty asu vairagyam (SB 1.2.7). Perché vairagya significa distacco.

Quando capirete che "non appartengo a questa struttura", allora sarete naturalmente vairagya, vale a dire, "che interesse ho?" I karma sono molto attaccati, lavorano molto duramente; pensano che "questo avanzamento materiale di vita mi renderà felice". Ma non è così. Perciò sono ajnani. E i jnani, quando non riescono a progredire o a ottenere la pace della mente o la pace attraverso le attività materiali, dicono: brahma satyam jagan mithya, "Questo mondo è falso; la realtà è Brahman". Ma se non s'impegna in attività relative a Brahman, allora cadrà anche lui, il cosiddetto jnani. È stato dimostrato. Abbiamo visto tanti sannyasi. Prima di tutto dicono: "Questo mondo è falso; prenderò sannyasa". E, dopo aver vissuto alcuni anni nel sannyasa, imparano a mangiare carne, a bere vino, a frequentare donne e poi tornano; e devono avere un'attività, un'opera filantropica, aprire una scuola, un ospedale. Perché? Se il mondo è falso, perché siete interessati ad aprire scuole e ospedali. No, non sono molto interessati. Ma noi siamo interessati ad aprire scuole se c'è educazione alla coscienza di Krishna, come abbiamo aperto a Dallas, nel Texas, per i bambini piccoli. Questo ci interessa, perché questo è Krishna. C'è Krishna. Ma non siamo interessati alla cosiddetta educazione senza Dio. Non è affar nostro.

Questo è ciò che si chiama vairagya. Vasudeve bhagavati, vairagya. Questo è necessario. Bhaktih paresanubhavo viraktir anyatra syat (SB 11.2.42): "La devozione, l'esperienza diretta del Signore Supremo e il distacco—questi tre elementi si manifestano simultaneamente per chi ha preso rifugio in Dio, la Persona Suprema". Bhakti significa che quando si realizza Dio, allora naturalmente ci si distacca dalle attività materiali. Questa è la prova. Non è che solo avendo il tilaka o il kanthi (collanina di Tulasi), si diventi devoti. La prova è quanto si è distaccati dall'attrazione materiale. Questa è la prova. Vasudeve bhagavati bhakti-yogah prayojitah janayaty asu vairagyam (SB 1.2.7). Se non c'è vairagya, se si è ancora attaccati alle cose materiali, la devozione non c'è. Perciò queste cose sono davvero preziose. Vi invito a studiare cos'è la bhakti, cos'è la pura devozione, cos'è Vasudeva. C'è tutto. È una scienza, una grande scienza. Non è sentimentalismo, né una cosiddetta fede religiosa. È una scienza, vijnanam. Yad vijnanam samanvitah. Ma la gente non lo sa, perciò la considerano un movimento religioso e la rifiutano. No, non rifiutatela, è una scienza. Cercate di capire, se avete un cervello. Pertanto, il bhakti-yoga deve essere "bhakti-yoga puro", come descritto da Rupa Gosvami (Brihat-rasamrita-sindu 1.1.11),

anyabhilasita-sunyam
jnana-karmady-anavritam
anukulyena Krishnanu-
silanam bhaktir uttama

"Quando si sviluppa un servizio devozionale di prim'ordine, bisogna essere liberi da qualsiasi desiderio materiale, dalla conoscenza ottenuta attraverso la filosofia monista e dall'attività interessata. Il devoto deve servire continuamente Krishna, secondo i desideri di Krishna". Allo stesso modo, nel Narada Pancaratra è spiegato cos'è il bhakti-yoga (Cc. Madhya 19.170),

sarvopadhi-vinirmuktam
tat-paratvena nirmalam
hrisikena hrisikesa-sevanam bhaktir ucyate

Finché ci saranno upadhi: "sono americano, sono indiano, sono brahmana, sono sudra o sono nero"...
Queste sono tutte upadhi, designazioni corporee. Brahmana, ksatriya, vaisya, sudra: queste denominazioni servono per progredire sistematicamente nella vita umana. Ma in realtà, quando uno diventa un puro devoto, è al di sopra di tutte queste cose. Candalo 'pi dvija-srestho hari-bhakti-parayanah (Hari-bhakti-vilasa 10.127): "Anche chi è nato in una famiglia di candala può diventare il migliore tra i brahmana se s'impegna nel servizio devozionale al Signore". Non sono cose ordinarie. Pertanto, il bhakti-yoga puro significa sarvopadhi-vinirmuktam, essere liberi da ogni designazione. Ora, questi ragazzi e ragazze hanno dimenticato—se sono americani, indiani o africani, non se lo ricordano. Sanno di essere eterni servitori di Krishna. Questa è la pura bhakti—sarvopadhi-vinirmuktam tat-paratvena nirmalam. Questa è la libertà. Qui, 'nirmalam' significa mukti; e 'mala' significa cose sporche. Finché siamo avvolti dalle cose sporche, non c'è bhakti. Tat-paratvena nirmalam. Nirmalam: quando le cose sporche sono lavate via, si rimane nella pura vita spirituale o nel corpo spirituale, allora i sensi, indriya... Perché abbiamo i sensi anche nella vita spirituale.

Vita spirituale non significa essere senza sensi. Altrimenti, perché si dice "hrisikena"? Hrisika significa indriya, i sensi. I sensi vengono purificati, non scompaiono. Così come quando si ha la cataratta, se si viene operati, la cataratta è rimossa, non gli occhi. Gli occhi devono rimanere al loro posto, altrimenti a cosa serve la cura? Allo stesso modo, al presente i nostri sensi sono contaminati e bisogna purificarli, tat-paratvena nirmalam. E quando si serve Krishna con i nostri sensi purificati, hrisikena hrisikesha-sevanam bhaktir ucyate, questo si chiama bhakti. Perciò la bhakti non è una cosa ordinaria—bhakti-yoga. Dovete capirlo e dovete praticarlo sotto la guida del maestro spirituale, come stanno facendo questi ragazzi e ragazze. Allora capirete chi è Dio. E non appena capirete Dio e il vostro rapporto con Dio, allora jnana e vairagya si presenteranno. E con il jnana capirete che non siete il corpo materiale, un prodotto di questo mondo materiale. Ciò si chiama jnana-vairagya. E vairagya significa che se non siete interessati a questo mondo materiale, allora il vostro vero interesse è la vita spirituale; e questo rende la vostra vita un successo. Grazie mille, Hare Krishna. (fine)
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