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 IL FONDATORE - LIBRI E LEZIONI DI SRILA PRABHUPADA
 LEZIONI SULLA BHAGAVAD GITA (in Italiano)
 La Bhagavad-gita cosi' com'e' - Cap. 4 Verso 3
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Sangita Dasi
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Inserito il - 07/08/2024 : 11:20:41  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
RKC - RADIO KRISHNA CENTRALE PRESENTA:

Lezioni* di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada su

La Bhagavad-gita cosi' com'e'





LEZIONE*
di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada
Tenuta a Bombay (oggi Mumbai, India), il 23 Marzo 1974

Traduzione e trascrizione in Italiano a cura di Sangita devi dasi

DALLA BHAGAVAD-GITA COSI' COM'E'
CAPITOLO 4 - VERSO 3

sa evayam maya te 'dya
yogah proktah puratanan
bhakto 'si me sakha ceti
rahasyam hy etad uttamam
 
TRADUZIONE
"Oggi, t'insegno questa antichissima scienza della relazione col Supremo perché tu sei Mio devoto e Mio amico e puoi dunque capire il mistero trascendentale di questa scienza".

SPIEGAZIONE di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada

"Esistono due categorie di uomini, i devoti e i demoni. Il Signore sceglie Arjuna per trasmettere questa grande scienza perché egli è un devoto del Signore, mentre un demone non può penetrare il mistero di questa grande scienza. C’è un gran numero di edizioni della Bhagavad-gita, alcune commentate dai devoti del Signore e altre dai demoni. Le spiegazioni dei devoti presentano questa Scrittura così com’è, in tutta la sua realtà, mentre le spiegazioni dei demoni sono inutili. Arjuna riconosce Sri Krishna come Dio, la Persona Suprema; così, ogni commentatore che segua le tracce di Arjuna serve veramente la causa di questa grande scienza. Le persone demoniache, invece, non accettano Krishna così com’è, ma sviano i lettori e con le loro teorie sulla natura del Signore li allontana dal vero insegnamento di Krishna. Qui c’è un’ammonizione a guardarsi da tali sentieri devianti. Bisogna cercare di seguire i maestri spirituali della linea di Arjuna, se si vuole ottenere tutto il beneficio della scienza della Bhagavad-gita".

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sa evayam maya te 'dya
yogah proktah puratanan
bhakto 'si me sakha ceti
rahasyam hy etad uttamam

"Oggi ti insegno questa antichissima scienza della relazione con il Supremo, perché tu sei Mio devoto e Mio amico, e puoi quindi capire il mistero trascendentale di questa scienza".

SRILA PRABHUPADA: "Questo verso è molto importante per capire la Bhagavad-gita. Con le interpretazioni dei mascalzoni non è possibile capire. È un mistero—rahasyam, misterioso. Solo un devoto che è in una relazione confidenziale con Krishna può capire, come qui è chiaramente affermato. Krishna parlò della Bhagavad-gita ad Arjuna sul campo di battaglia, non in un salotto dove si conversa e si discute di filosofia Vedanta. No, era sul campo di battaglia ed era una cosa molto seria. E Krishna scelse Arjuna. A quel tempo, quando Krishna era presente, c'erano grandi studiosi molto eruditi, come Vyasadeva e molti altri, Asita e Devala, grandi santi e saggi, rajarsi. Maharaja Yudhisthira era un rajarsi; e nel verso precedente ha detto, 'evam parampara-praptam imam rajarsayo viduh' (Bg. 4.2): "Questa scienza suprema è stata ricevuta attraverso la catena parampara, e i re santi l'hanno compresa in questo modo".

Perché allora ha scelto Arjuna? Arjuna era un militare, non un vedantista. Un militare non dovrebbe essere un vedantista o un grande sannyasi. Perché i cosiddetti vedantisti non possono capire la Bhagavad-gita, non è possibile, è un mistero. In un altro punto, Krishna dice 'naham prakasah sarvasya yoga-maya-samavrita' (Bg. 7.25): "Non posso espormi a nessuno". Yoga-maya-samavrita. Pertanto, gli sciocchi e i mascalzoni considerano Krishna una persona fittizia, un essere umano o un personaggio storico. Oppure affermano: "Krishna non è mai esistito, questa è una scrittura immaginaria", perché simili mascalzoni non possono capire. A meno che non sia un vero devoto intimamente legato a Krishna, non può capire. Tale è il significato di questo verso. Prima di tutto bisogna essere devoti. Perché, come si legge nel diciottesimo capitolo, 'bhaktya mam abhijanati yavan yas casmi tattvatah' (Bg. 18.55)—Krishna può essere realmente compreso, tattvatah, attraverso la devozione e il servizio. Questo è ciò che predichiamo in tutto il mondo, il servizio devozionale. Nello Srimad-Bhagavatam (7.5.23-24) è spiegato:

sravanam kirtanam visnoh
smaranam pada-sevanam
arcanam vandanam dasyam
sakhyam atma-nivedanam

iti pumsarpita visnau
bhaktis cen nava-laksana
kriyeta bhagavaty addha
tan manye 'dhitam uttamam

"Ascoltare e cantare il santo nome trascendentale, la forma, le qualità, i divertimenti di Sri Vishnu e ciò che lo circonda, ricordare ogni cosa, servire i piedi di loto del Signore, offrire al Signore una rispettosa adorazione mediante sedici differenti articoli, offrire preghiere al Signore, diventare Suo servitore, considerare il Signore come il proprio migliore amico, e sottomettere ogni cosa a Lui [in altri termini, servirlo con il corpo, la mente e le parole]—questi nove metodi sono considerati puro servizio devozionale. Colui che ha dedicato la propria vita al servizio di Krishna mediante questi nove metodi dev'essere considerato la persona più colta perché ha raggiunto la perfetta conoscenza".

Questa è l'affermazione di Prahlada Maharaja e questo è il processo della bhakti. Se si vuole diventare un bhakta, si deve iniziare con sravanam (l'ascolto). Proprio come voi siete gentilmente venuti qui per ascoltare di Krishna. Questo è l'inizio della bhakti, ascoltare sulla Persona Suprema. È il processo vedico, o sruti. I Veda sono noti come sruti. Nella Brahma-samhita (1.2.101) è detto:

sruti-smriti-puranadi
pancaratra-vidhim vina
aikantiki harer bhaktir
utpatayaiva kalpate

Se non si seguono i principi vedici e gli smriti, o corollari vedici... Srmiti è la letteratura compilata secondo i principi vedici. E Sruti significa Veda. 'Bhaktya sruta-grihitaya' (SB 1.2.12), la conoscenza è realizzata con il servizio devozionale e l'ascolto dei Veda. Sruta-grihitaya ha due significati: l'ascolto attraverso l'udito e l'ascolto attraverso lo studio della letteratura vedica. Nei Veda vi sono tre settori di studio. Il primo è sambandha. Sambandha significa "qual è la mia relazione con Dio". Nel Vedanta è detto 'janmady asya yatah': "La Verità assoluta è ciò da cui tutto è generato". E nel tutto, ci sono anch’io e ci siete voi. Anche noi proveniamo da quella Suprema Verità Assoluta. Krishna dichiara, 'mamaivamso jiva-bhutah' (Bg. 15.7), tutte queste entità viventi... 'Sarva-yonisu kaunteya' (Bg. 14.4), in ogni specie, in qualsiasi forma di vita... 'Sambhavanti murtayo yah', ci sono molte forme... Non solo gli esseri umani—ma animali, alberi, uccelli, acquatici, insetti, piante—tutte le entità viventi.

Krishna dice 'sarva-yonisu kaunteya sambhavanti murtayo yah', in ogni specie di vita, quante forme ci sono; 'aham bija-pradah pita', io sono il padre originale; 'bija-pradah pita', il padre che dà il seme. Come il padre pone il seme nel grembo della madre, così la natura materiale è la madre, e Krishna è il padre. Krishna impregna la natura materiale e noi ne usciamo in forme diverse—sveda-ja (sudore), anda-ja (uova), jarayu-ja (embrione) e padapa-ja (semi). Sveda-ja significa attraverso il sudore, come le cimici dei letti. Se il letto non è pulito, con la sudorazione si generano le cimici—sveda-ja, per sudorazione. E anda-ja, attraverso le uova, come gli uccelli. E jarayu-ja, attraverso l’embrione, proprio come noi. E padapa-ja, attraverso i semi, dagli alberi e le piante. Pertanto, all'interno di questi quattro gruppi provengono tutti i diversi esseri viventi.

Così, attraverso un'evoluzione graduale, siamo giunti alla forma di vita umana. E in questa forma c'è una prerogativa: la possibilità di sapere cos'è Dio e qual è la mia relazione con Lui. Ciò è chiamato sambandha-jnana. Prima sambandha e poi abhidheya, l'esecuzione del dovere. Si può capire che tra una ragazza e un ragazzo non sposati c'è prima di tutto sambandha; il padre e la madre creano la relazione. Poi c'è la funzione tra marito e moglie, questo si chiama abhidheya. E perché? Perché c'è una necessità. Che cos'è? Quella di avere figli. Sambandha, abhidheya, prayojana. Ogni sambandha, ogni relazione, ogni azione è fatta con uno scopo, l'obiettivo o prayojana. Pertanto, la letteratura vedica comporta "sambandha, abhidheya e prayojana". Ed è ciò che deve essere studiato nella forma di vita umana. 'Vedais ca sarvair aham eva vedyah' (Bg. 15.15). Studiare i Veda significa capire chi è Krishna, chi sono io, qual è la mia relazione con Krishna, come agire in tale relazione e qual è lo scopo della vita.

Lo scopo della vita è tornare a casa da Dio. Questo è lo scopo. Siamo caduti nella condizione materiale di vita—stiamo soffrendo, ma non lo sappiamo. Siamo così sciocchi, proprio come gli animali, non sappiamo qual è lo scopo della vita. Lo scopo della vita è descritto nella Bhagavad-gita, 'janma-mrityu-jara-vyadhi-duhkha-dosanudarsanam' (Bg. 13.9). Quando si riesce a capire che questo ciclo ripetitivo di nascita, morte, vecchiaia e malattia, non è voluto da me... Nessuno vuole morire, ma la morte gli viene imposta. Non pensa: "Questo è il mio problema. Non voglio morire, ma la morte è certa". Ecco il problema, ma nessuno si preoccupa di come risolverlo. Semplicemente sono impegnati in problemi temporanei; ma questi non sono problemi. Il vero problema è come fermare la morte, la nascita, la vecchiaia e la malattia. Questo è il vero problema—che può essere risolto quando si è liberati da questo mondo materiale.

Così Krishna viene di nuovo, 'yada yada hi dharmasya glanir bhavati bharata (Bg. 4.7): "Ogni volta che in qualche luogo dell'universo la religione declina e l'irreligione avanza, Io vengo in persona". Dharmasya glanih. 'Glanih' significa quando il dharma è alterato, o inventato, in nome della cosiddetta religione. "Questa è la nostra religione indù, musulmana o cristiana; questa è la religione buddista, questa è la religione sikh" e così via. Hanno creato così tante religioni. Ma la vera religione è 'dharmam tu saksad bhagavat-pranitam' (SB 6.3.19): "I veri principi religiosi sono stabiliti da Dio, la Persona Suprema". Religione significa i codici e le leggi dati dal Signore, da Dio. Questa è la semplice definizione di religione, 'dharmam tu saksad bhagavat-pranitam'. Così come la legge è data dallo Stato o il governo. Non si può inventare la legge.

L’ho ripetuto più volte: proprio come la legge è fatta dal governo, così la religione è creata da Dio. Se si accetta la religione di Dio, allora è religione. E qual è la religione di Dio? Nella Bhagavad-gita si legge 'sarva-dharman parityajya mam ekam saranam vraja' (Bg. 18.66). Questa è la religione di Dio: "Abbandona tutte le religioni senza senso, diventa Mio devoto e un'anima arresa a Me". Questa è la religione. Chi non sa chi è Dio e come arrendersi a Lui, non è religioso. Qualsiasi religione priva del concetto di Dio, della conoscenza di Dio e del processo di abbandono, è descritta nello Srimad-Bhagavatam come "religione ingannevole". 'Dharmah projhita-kaitavah atra' (SB 1.1.2): "Rifiutando tutte le attività religiose motivate materialmente, questo Bhagavata Purana propone la verità più alta, che è comprensibile da quei devoti che sono pienamente puri di cuore". Il cosiddetto sistema religioso, che è solo un inganno, deve essere rifiutato. Perché religione significa sviluppare l'amore assopito per Dio e mettere in pratica le Sue leggi.

Come Krishna dice, 'sarva-dharman parityajya mam ekam saranam vraja' (Bg. 18.66). Come si raggiunge tale obiettivo? Anche questo è spiegato da Krishna, 'man-mana bhava mad-bhakto mad-yaji mam namaskuru' (Bg. 18.65). Solo quattro principi: "Pensa sempre a Me, diventa Mio devoto, adoraMi e offriMi i tuoi omaggi". Se cantiamo Hare Krishna, ricordiamo Krishna, man-manah... Hare Krishna Hare Krishna ... Questa è la religione, almeno di quest’epoca. Nella Caitanya-caritamrita (Adi, 17.21) troviamo questo verso:

harer nama harer nama harer namaiva kevalam
kalau nasty eva nasty eva nasty eva gatir anyatha

Non c'è altro modo, se non cantare. È confermato nel Vedanta-sutra, 'sabdad anav#7771;tti', semplicemente cantando, vibrando il suono, si diventa liberati. E anche nello Srimad-Bhagavatam (12.3.51), 'kirtanad eva krsnasya mukta-sangah param vrajet': "Semplicemente cantando il maha-mantra Hare Krishna, ci si può liberare dai legami materiali ed essere promossi al regno trascendentale". È spiegato, 'kaler dosa-nidhe rajann asti hy eko mahan gunah' (SB 12.3.51). Sukadeva Gosvami disse a Maharaja Pariksit: "Mio caro re, quest'era di Kali è un oceano di difetti, ma c'è ancora una buona qualità, un beneficio. Che cos'è?" 'Kirtanad eva krishnasya mukta-sangah param vrajet': "Semplicemente cantando il santo nome di Krishna, ci si può liberare dai legami materiali ed essere promossi al regno trascendentale". Param vrajet, si può essere liberati e andare nel mondo spirituale.

Questo è il nostro obiettivo. La forma di vita umana è destinata a risolvere tutti questi problemi, 'janma-mrityu-jara-vyadhi' (Bg. 13.9), e tornare a casa, tornare a Dio. Ma le persone non lo sanno. Non sono istruite su chi è Dio, qual è il regno di Dio dove tornare, qual è la mia posizione, qual è la mia relazione. Niente di tutto ciò è insegnato o sono date lezioni in qualsiasi università, ovunque. Ma è tutto nella Bhagavad-gita, dove Krishna personalmente dà istruzioni. Krishna istruisce Arjuna e ognuno di noi su una conoscenza molto antica. Perciò Krishna dichiara: "Non inventate un nuovo tipo di religione". È solo una perdita di tempo; non si può inventare nulla. Eppure tutti sono alla ricerca di una religione modernizzata. Perché questo nonsenso delle religioni moderne? Siamo esseri viventi, parti integranti di Dio—è una relazione antica, 'purana'. Purana significa molto antico. 'Na jayate na mriyate va kadacit, nityam sasvato yam puranah' (Bg. 2.20):

"Per l'anima non c'è né nascita né morte. Esiste e non smette mai di esistere. Non ebbe mai inizio e non avrà mai fine". Dobbiamo accettare che siamo eterni, purana. 'Na hanyate hanyamane sarire' (Bg. 2.20): "Non si muore quando il corpo muore". Non siamo distrutti con la distruzione del corpo. Rimaniamo e accettiamo un altro corpo. 'Tatha dehantara-praptir dhiras tatra na muhyati' (Bg. 2.13): "Così l'anima passa in un altro corpo all'istante della morte". Questa è la Bhagavad-gita, ma nessuno vuole conoscerla e si inventano i loro commenti. In questo modo non capirete mai, come Krishna dice, 'sa eva ayam puratanah'. La stessa cosa. Che cos'è? Che "Io sono Dio, Krishna, e voi siete Mie parti integranti". È una relazione eterna, non può essere interrotta, ma l'avete dimenticato. Avete dimenticato la vostra relazione con Krishna. Avete creato una relazione con la vostra cosiddetta famiglia, il cosiddetto paese, la cosiddetta società, e così via, così via, così via. Tutto questo è temporaneo. Supponiamo che oggi io sia indiano e tu sia americano.

Ma c'è garanzia che dopo la morte tu diventerai americano o io diventerò indiano? O che nascerò nella stessa famiglia? No. Secondo il mio karma potrei nascere tra i cani e i gatti, e tu potresti nascere tra i semidei o diventare qualcos'altro. Perciò, 'dehantara-praptih' (Bg. 2.13), significa che dovrete accettare un altro corpo. Esistono 8.400.000 specie di forme corporee e dovrete accettarne una qualsiasi. 'Prakriteh kriyamanani gunaih karmani sarvasah' (Bg. 3.27): "L'anima sviata dal falso ego crede di essere l'autrice delle proprie azioni, che in realtà sono compiute dalle tre influenze della natura materiale". Avete così sprecato il vostro tempo come membro di una famiglia o di una nazione o di questo o di quello, ma non c'è alcuna garanzia che nella prossima vita sarete lo stesso connazionale o la stessa famiglia. No, non c'è tale garanzia. Dehantara-praptih, dovrete accettare un corpo secondo il vostro karma.

'Karmana daiva-netrena jantur dehopapattaye' (SB 3.31.1): "Sotto la direzione del Signore Supremo e secondo il frutto delle sue attività, l'essere vivente, l'anima, è introdotto nel grembo di una donna attraverso una goccia di seme maschile per assumere un particolare forma corporea". Queste sono le istruzioni degli shastra, è qualcosa di molto scientifico e importante, ma purtroppo non ce ne occupiamo. Siamo molto impegnati nei problemi temporanei; ma i problemi temporanei non sono problemi. La Bhagavad-gita lo conferma, 'agama apayinah anityah tams titiksasva bharata' (Bg. 2.14). I vostri problemi temporanei, la cosiddetta felicità e angoscia, sono 'agama payinah': vanno e vengono. Non è molto importante. Proprio come i cambiamenti stagionali, come l’inverno che viene e se ne va. Sul momento si può sentire molto freddo, ma poi passa. Similmente, la stagione estiva va e viene—eventuali cambiamenti stagionali. Allo stesso modo, non dovremmo essere disturbati dai cambiamenti di gioia e dolore.

matra-sparsas tu kaunteya
sitosna-sukha-duhkha-dah
agamapayino 'nityas
tams titiksasva bharata

"O figlio di Kunti, la comparsa non permanente della gioia e del dolore, e la loro scomparsa nel corso del tempo, sono simili all'alternarsi dell'inverno e dell'estate. Gioia e dolore sono dovuti alla percezione dei sensi, o discendente di Bharata, e si deve imparare a tollerarli senza esserne disturbati". (Bg. 2.14)

Dovremmo essere molto seri riguardo ai problemi della vita, 'janma-mrityu-jara-vyadhi' (Bg. 13.9). Questo è il progresso spirituale. A meno che non si arrivi a un punto serio o non si diventi molto intelligenti, "Non voglio morire. Perché c'è la morte...?" Questa è intelligenza. Potete risolvere i vostri problemi temporanei; ma non potete, con le vostre cosiddette attività materialistiche, risolvere il problema della morte. Nessuno vuole morire. 'Mrityuh sarva-haras ca aham' (Bg. 10.34): "Io sono la morte che tutto divora". La morte arriverà. Ma le persone sono diventate così poco intelligenti da non prendere sul serio i veri problemi. Proprio come gli animali. Un animale è portato al macello, entra nel magazzino del bestiame, dove entrano tutti gli animali uno dopo l'altro. E non sa che "devo rimanere qui per essere ucciso". Non lo sa. È un animale. Allo stesso modo, se non prendete sul serio questi problemi, non siete migliori degli animali.

Per quanto possiate essere avanzati nelle comodità e comfort corporei, siete animali. 'Yasyatma-buddhih kunape tri-dhatuke' (SB 10.84.13): "Chi identifica se stesso come un corpo inerte composto da muco, bile e aria, ... non è migliore di una mucca o di un asino". Kunape tri-dhatuke, questo contenitore di tre elementi, kapha-pitta-vayu. Se pensi che "io sono questo corpo, e il comfort di questo corpo è la mia felicità"—sa eva go-kharah (SB 10.84.13), non sei migliore di un animale. Questa è la concezione animale della vita. Dovete sapere che "io non sono questo corpo. Io sono l'anima spirituale. Secondo le circostanze, sono stato messo in questo corpo e di nuovo sarò messo in un altro corpo. Qual è la soluzione a questo problema?" La soluzione è la Bhagavad-gita. Se si comprende appieno la Bhagavad-gita e i suoi insegnamenti, allora si troveranno le risposte a queste domande.

Perciò Krishna dichiara che questa è la religione più antica—bhagavad-bhakti. Non è un nuovo tipo di religione. C'è Bhagavan, ci sono gli esseri viventi e la loro relazione. Ora, avendo dimenticato Dio, Krishna, siamo impegnati in problemi temporanei; ma stiamo dimenticando il vero problema. Perciò Krishna dice bhakto 'si. Si deve diventare bhakta. Se c'è Bhagavan, allora c'è il bhakta e la bhakti. Ma queste persone negano l'esistenza di Bhagavan. "Dio non c'è ". Ora, come si diventa un bhakta? O come si esegue la bhakti? Perciò, Bhagavan, bhakta e bhakti. La stessa cosa. Il bhakta è in relazione con Bhagavan e lo scambio tra Bhagavan e bhakta si chiama bhakti. Bhakti significa servizio devozionale favorevole reso a Krishna, 'anukulyena krisnanu-silanam' (Bhakti-rasamrita-sindhu 1.1.11), come citato nella Caitanya-caritamrita (Madhya 19.167):

anyabhilasita-sunyam
jnana-karmady-anavritam
anukulyena krisnanu-
silanam bhaktir uttama

"Quando si sviluppa il servizio devozionale di prima classe, si deve essere privi da tutti i desideri materiali, dalla conoscenza della filosofia monistica e dall'azione interessata. Il devoto deve costantemente servire Krishna favorevolmente, come Krishna desidera".
Questa è la definizione data da Rupa Gosvami. Similmente, nel Narada-pancaratra, citato nella Caitanya-caritamrita (Madhya 19.170), la bhakti è così definita:

sarvopadhi-vinirmuktam
tat-paratvena nirmalam
hrisikena hrisikesa-
sevanam bhaktir ucyate

"Bhakti, o servizio devozionale, significa impegnare i nostri sensi al servizio del Signore Supremo, Hrisikesha, il maestro di tutti i sensi. Quando l'anima spirituale rende servizio al Supremo, ci sono due effetti collaterali. Ci si libera da tutte le designazioni materiali e i propri sensi sono purificati semplicemente impegnandoli al servizio del Signore".

Queste sono le definizioni di bhakti. Senza bhakti, nessuno può diventare un bhakta. Bhakta significa colui che esegue la bhakti. Questi è un bhakta; e il beneficiario è Bhagavan. Quindi coloro che sono impegnati in questo processo di bhakti, 'sravanam kirtanam visnoh...' (SB 7.5.23). Vishnu significa Bhagavan, o Krishna. Così, sravanam kirtanam, si deve sentir parlare di Krishna, questo è sravanam. E kirtanam, si deve cantare. Io vi sto parlando, anche questo è kirtanam; e voi ascoltate, sravanam. Questa è la bhakti. Sravanam kirtanam; il canto e la danza di Krishna, questa è la bhakti. Sravanam kirtanam visnoh smaranam, ricordando Krishna, e man-mana bhava mad-bhaktah, impegnando la mente... 'Sa vai manah krishna-padaravindayoh' (SB 9.4.18), dobbiamo sempre fissare la nostra mente ai piedi di loto di Krishna.

Se non si accetta arcanam, l'adorazione nel tempio, come si può essere sempre impegnati ai piedi di loto di Krishna? Questi sono i metodi. Non è sentimentale, è un processo scientifico. Il nostro compito è diventare bhakta, questa è la perfezione. E poiché Arjuna era un bhakta, perciò Krishna gli sta parlando. Tuttavia, non è riservato esclusivamente ad Arjuna, se anche voi diventate bhakta, Krishna vi parlerà. Ora voi dite: "Dov'è Dio?" Ecco Dio, Dio sta parlando. Perché non vedete Dio? Dio sta parlando. Lo scoprirete nel settimo capitolo. Se non riuscite a vedere Dio, se non riuscite a vedere Krishna nel tempio, se non riuscite a vedere Krishna nella Bhagavad-gita, allora Krishna dice, 'raso ham apsu kaunteya prabhasmi sasi-suryayoh (Bg. 7.8): "O figlio di Kunti, Io sono il sapore dell'acqua, la luce del sole e della luna, la sillaba om nei mantra vedici. Sono il suono nell'etere e l'abilità nell'uomo".

Quando bevete l'acqua, o qualsiasi cosa beviate, potete vedere Krishna. Rasa, quel sapore è Krishna; quindi non c'è alcuna difficoltà a vedere Dio. Questi furfanti dicono: "Dov'è Dio?" Qui c'è Dio, state bevendo l'acqua. Perché non vedete Dio nel sapore dell'acqua? Quindi Krishna può essere visto sempre, purché si voglia vedere Dio. Ma noi non vogliamo vedere Dio; questa è la difficoltà. Altrimenti, si può vedere, sadaiva. Nella Brahma-samhita è detto, 'santah sadaiva hridayesu vilokayanti '. Santah, significa persona santa. Se diventate una persona santa... Se diventate santi... Ma se rimanete mascalzoni, ladri, gatti e cani, allora come potete vedere Dio? Si deve diventare un 'santa', puro devoto.

premanjana-cchurita-bhakti-vilocanena
santah sadaiva hridayesu vilokayanti
yam syamasundaram acintya-guna-svarupam
govindam adi-purusam tam aham bhajami

"Adoro Govinda, il Signore primordiale, chiamato anche Syamasundara. È Krishna stesso, dagli innumerevoli, inconcepibili attributi, contemplato nel profondo del cuore dai puri devoti che hanno gli occhi spalmati dal balsamo dell'amore e della devozione". (Brahma-samhita 5.38)

Perciò, dovete diventare 'santa'. Se rimanete sempre dipendenti dalle attività peccaminose, come potete vedere Dio? Non è possibile. Dovete abbandonare le attività peccaminose. Quali sono queste attività peccaminose? Sesso illecito, mangiare carne, intossicarsi e giocare d'azzardo. Tutto qui. Dovete rinunciare a queste attività. 'Yesam anta-gatam papam jananam punya-karmanam, te dvandva-moha-nirmuktah' (Bg. 7.28): "Le persone che furono virtuose nelle loro vite passate e in questa vita, le cui attività peccaminose sono state completamente estirpate, sono libere dalla dualità nata dall'illusione e Mi servono con determinazione".

Se diventi un cosiddetto leader, un leader mascalzone, e sei dedito al sesso illecito, all'intossicazione e al consumo di carne, se sei un peccatore, come puoi guidare le persone? 'Andha yathandhair upaniyamanah' (SB 7.5.31): Un cieco che guida altri ciechi. Perciò non c'è soluzione. Perché il mondo è nel caos? Perché i leader sono tutti peccatori. Queste sono le definizioni di peccato. 'Striya-suna-pana-dyuta yatra papas catur-vidhah' (SB 1.17.38). [Kali ottenne il permesso di risiedere nei luoghi in cui si pratica il gioco d'azzardo, il bere, la prostituzione e la macellazione degli animali]. Così, non è molto difficile vedere Dio, a condizione che siate purificati, che siate puri. Pertanto, questo movimento della coscienza di Krishna è un processo di purificazione. Un processo purificatorio.

La prima condizione è che non accettiamo nessun che sia dipendente da questi quattro principi. Non facciamo discepoli a buon mercato. La nostra condizione è che prima di tutto si rinunci a queste cose: sesso illecito, consumo di carne e intossicazione, inclusi tè e sigarette—dovete rinunciarvi—e al gioco d'azzardo. Così questi bravi ragazzi hanno rinunciato. Erano dipendenti da tutte queste abitudini nella loro vita precedente; ma hanno rinunciato, quindi stanno facendo progressi. Sono diventati 'santa', persone sante. Perciò Krishna è 'param pavitram'. Quando Arjuna si rivolge a Krishna, dopo aver ascoltato la Bhagavad-gita, dice, 'param brahma param dhama pavitram paramam bhavan' (Bg. 10.12):

"Tu sei Dio, la Personalità Suprema, la suprema dimora, il più puro, la Verità Assoluta. Tu sei la Persona originale, eterna e trascendentale, il non nato e il più grande". Arjuna aveva capito. 'Pavitram paramam bhavan': "Tu sei il più puro". Non ci si può avvicinare al più puro se si è impuri. Bisogna essere puri. Perciò il canto del mantra Hare Krishna è un processo di purificazione. Più si canta Hare Krishna, più si diventa puri.

ceto-darpana-marjanam bhava-maha-davagni-nirvapanam
sreyah-kairava-candrika-vitaranam vidya-vadhu-jivanam
anandambudhi-vardhanam prati-padam purnamritasvadanam
sarvatma-snapanam param vijayate sri-krishna-sankirtanam
(Cc. Antya 20.12)

"Glorie al sankirtana di Sri Krishna, che ripulisce il cuore da tutta la polvere accumulata da anni ed estingue il fuoco della vita condizionata, caratterizzata da ripetute nascite e morti. Questo movimento del sankirtana è la benedizione più grande per tutta l'umanità perché, come la luna, diffonde i suoi raggi benevoli. È la vita di tutta la conoscenza trascendentale, espande l'oceano della felicità trascendentale e ci permette di gustare in pieno il nettare del quale siamo sempre ansiosi".

Perciò, aderite a questo movimento Hare Krishna. È molto facile, anche un bambino può parteciparvi. Vedete? Questi bambini non sono nati in una famiglia di brahmana o in questa o quella famiglia. Non importa. Poiché partecipano al canto e alla danza, si stanno purificando. Ogni singolo passo della loro danza è annotato e considerato—ajnata-sukriti (attività pie accumulate). 'Catur-vidha bhajante mam' (Bg. 7.16), quattro tipi di uomini pii iniziano a renderMi servizio devozionale. Perciò questa è un'opportunità. Stiamo aprendo molti centri per dare la possibilità a tutti di purificarsi, di conoscere Krishna. Allora la loro vita avrà successo. Grazie mille".




Fine
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Altro sull'autore, Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada

Biografia:
www.radiokrishna.com/vsp_online.php

Altre opere: www.radiokrishna.com/books_online.php

Lezioni Audio: www.radiokrishna.com/rkc_archive_new/index.php?q=s&sm=fi&s=lezioni+di+srila+prabhupada&x=8&y=6

Canzoni, Bhajans ecc.: www.radiokrishna.com/rkc_archive_new/index.php?q=f&f=%2FMusica+-+Music+A-K%2FBhaktivedanta+Swami+Prabhupada

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Le lezioni, a volte sono riportate sottoforma di estratto, per una presentazione adatta anche ai lettori estranei agli argomenti trattati, o in generale al metodo del bhakti yoga, la coscienza di Krishna.
Cio' allo scopo di evitare possibili fraintendimenti, sul significato di alcuni termini e concetti espressi, non sempre corrispondenti alle accezioni linguistiche attuali, e quindi talvolta, causa di una comprensione errata o distorta delle vere intenzioni, del maestro spirituale fondatore.

Il testo integrale originale (in Inglese) delle lezioni, e' comunque reperibile in rete su vari siti esteri.

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