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 RADIO KRISHNA CENTRALE
 DOMANDE E RISPOSTE N. 26
 Commentario alla Bhagavad gita autorizzato?
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gargam
Utente Medio



Lombardia


29 Messaggi

Inserito il - 27/02/2015 : 19:22:34  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Hare Krishna,

vorrei leggere un commentario alla Bhagavad gita scritto da Adi shankara, volevo sapere se è consigliabile oppure può essere fuorviante ed è perciò meglio attenersi solo ed esclusivamente al commento di Bhaktivedanta Swami Prabhupada?

In particolare, il libro di cui sto parlando è questo:

[link cancellato dal moderatore in base alle regole del forum: http://padasevanam.mediarama.com/rkcforum/forum/topic.asp?TOPIC_ID=768 ]

Specifico che ho già letto il commento di Prabhupada pubblicato dalle edizioni BBT.

grazie in anticipo della risposta.

RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


1956 Messaggi

Inserito il - 28/02/2015 : 14:07:40  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro amico, Hare Krishna, grazie della domanda.

La Verita' Assoluta puo' essere capita cosi' com'e' veramente, soltanto attraverso la conoscenza discendente che proviene da Krishna Stesso (Dio, la persona suprema) tramite una successione autorevole di maestri spirituali autentici, che la riportino esattamente allo stesso modo, senza alcuna aggiunta, modifica o sottrazione.

In questo Universo esistono 4 successioni, o guru-parampara' autorevoli, discendenti rispettivamente da Brahma, da Siva, da Lakshmi e dai 4 Kumara.

Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada rappresenta il 32° anello della successione discendente da Brahma, chiamata (appunto) Brahma-madhva-gaudiya sampradaya, i cui maestri sono elencati qui: www.facebook.com/note.php?note_id=176508504697

Percio' leggere il suo commento, alla Bhagavad Gita o ad altri testi vedici, equivale ad ascoltare direttamente la versione del Signore in persona.

I commenti di altri maestri, che non appartengano alle successioni discipliche autorevoli di cui sopra (tra i quali Sankaracarya), ovviamente non potranno essere altrettanto favorevoli ad una corretta comprensione della conoscenza trascendentale, della reale posizione di Dio e dell'essere vivente individuale, anzi saranno certamente fuorvianti.

D'altra parte Adi Sankara, pur essendo una manifestazione di Siva stesso, che e' il fondatore di una propria autorevole successione disciplica (la Rudra-sampradaya), apparve pero' nella forma di Sankaracarya, in un dato periodo storico, con la specifica missione di predicare la filosofia "impersonalista", "mayavada", percio' dovette dare un'interpretazione erronea dei Veda, alterandone il significato tramite i suoi commentari.

Cio' e' chiarito in molti punti degli scritti di S.D.G. Bhaktivedanta Svami Prabhupada, per esempio nella spiegazione al verso 3.4.20 dello Srimad Bhagavatam:

TRADUZIONE
"Ho studiato la via della conoscenza del se' presso il mio maestro spirituale, il Signore Supremo, e dopo aver girato intorno a Lui in segno di rispetto sono venuto in questo luogo, profondamente addolorato di essere separato da Lui".

SPIEGAZIONE
"La vita stessa di Sri Uddhava e' l'applicazione diretta del catuh-sloki-Bhagavatam cosi' come fu enunciato per la prima volta a Brahmaji dal Signore Supremo. Questi quattro versi principali dello Srimad-Bhagavatam sono particolarmente cari ai filosofi mayavadi, che li interpretano a modo loro, adattandoli alla loro visione monistica impersonale.

Ma qui troviamo la giusta risposta a questi speculatori non autorizzati. I versi dello Srimad-Bhagavatam appartengono alla piu' pura scienza teistica, che puo' essere compresa da coloro che hanno gia' assimilato la Bhagavad-gita. Gli aridi speculatori intellettuali offendono i piedi di loto del Signore, Sri Krishna, poiché deformano il messaggio della Bhagavad-gita e dello Srimad-Bhagavatam, e sviando cosi' la gente si aprono la strada diretta verso l'inferno conosciuto come Andhatamisra.

Come conferma la Bhagavad-gita (16.20), questi speculatori invidiosi sono privi di conoscenza e certamente vanno verso un triste destino, vita dopo vita. Essi cercano inutilmente rifugio in Sripada Sankaracarya, ma questi non fu mai così drastico da commettere un’offesa ai piedi di loto di Sri Krishna.

Secondo Sri Caitanya Mahaprabhu, che e' il Signore in persona, Sripada Sankaracarya predico' la filosofia mayavada con uno scopo ben preciso. Questa filosofia, infatti, era necessaria per vincere la filosofia buddista, che negava l’esistenza dell’anima spirituale, ma non era destinata a durare eternamente. Si trattava piuttosto di una misura di emergenza.

Del resto Sankaracarya ha riconosciuto Sri Krishna come Signore Supremo nel suo commento sulla Bhagavad-gita. Poiche' era lui stesso un grande devoto di Sri Krishna, non oso' scrivere alcun commento sullo Srimad-Bhagavatam, proprio per non commettere offese ai piedi di loto del Signore.

Ma in seguito alcuni speculatori, in nome della filosofia mayavada, scrissero inutili commenti sul catuh-sloki-Bhagavatam senza alcuna intenzione sincera.

Gli aridi speculatori monisti non devono occuparsi dello Srimad-Bhagavatam perche' l'autore stesso di questa particolare opera vedica lo vieta. Infatti, Srila Vyasadeva ha esplicitamente proibito alle persone impegnate nel compimento di atti pii, nell’accumulo di ricchezze, nella gratificazione dei sensi e anche, in ultima analisi, nella ricerca della liberazione, di tentare di capire lo Srimad-Bhagavatam, che non e' destinato a loro.

Sripada Sridhara Svami, il grande commentatore dello Srimad-Bhagavatam, ha esplicitamente proibito a coloro che cercano la liberazione e ai monisti di occuparsi dello Srimad-Bhagavatam, perche' quest'opera non e' fatta per loro. Eppure queste persone non autorizzate cercano in modo perverso di capire lo Srimad-Bhagavatam commettendo così offese ai piedi di loto del Signore, cosa che nemmeno Sripada Sankaracarya oso' fare. Cosi' si preparano a continuare la loro miserabile esistenza.

Notiamo qui che Uddhava ricevette il catuh-sloki-Bhagavatam, l'insegnamento che in passato era stato enunciato a Brahmaji, direttamente dal Signore, ma questa volta il Signore enuncio' in modo ancora piu' approfondito la conoscenza spirituale definita con le parole paramam sthitim.

Ricevendo questa conoscenza del se', fonte di amore, Uddhava si senti' sopraffatto dal dolore per la separazione dal Signore. Se non ci si risveglia alla realizzazione di Uddhava —e non si sente continuamente il dolore di essere separato dal Signore in un sentimento di amore trascendentale, come mostrò anche Sri Caitanya-, non si puo' capire il vero significato dei quattro versi essenziali dello Srimad-Bhagavatam.

Non bisogna dunque commettere l'errore di alterarne il messaggio e situarsi cosi' sul pericoloso sentiero dell’offesa".

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Anche se tu stai chiedendo a riguardo del commento originale di Sankaracarya alla Bhagavad-Gita, e non allo Srimad Bhagavatam da parte dei suoi seguaci, rimane il fatto che tale commento fu inteso per sviare la comprensione dei suoi contemporanei, allo scopo di elevarli "un passo" oltre al buddhismo, percio' rappresenta sicuramente una fonte di confusione e di possibili offese, per chi voglia accedere invece, alla verita' piu' alta, la concezione personale del Signore, rivelata piu' tardi da Sri Caitanya.

In altre parole no, non e' consigliabile leggerlo a meno di essere estremamente ferrati nella scienza spirituale e perfettamente situati sul piano trascendentale con il metodo del bhakti yoga ( www.radiokrishna.com/bhaktiyoga ).

D'altra parte in quel caso, una tale lettura non presenterebbe alcun interesse, avendo gia' a disposizione una conoscenza ben superiore, e perfetta (al contrario di quella presentata da Sankara, studiata appositamente per alterare il significato degli sloka sanscriti della Bhagavad Gita).

Piuttosto, essa apparirebbe per cosi' dire "disgustosa", contenendo diverse offese dirette alla persona Stessa di Dio.
Da qui il pericolo di rimanere coinvolti in tale offese, quindi confusi ed ostacolati nel nostro percorso spirituale.

Al contrario, si puo' ricevere continuamente, grande felicita' ed illuminazione nella conoscenza trascendentale, ad ogni rilettura, dal commento autorizzato di S.D.G. Bhaktivedanta Svami Prabhupada, accettandolo come nostro maestro e guida, in campo spirituale.

In effetti i suoi libri non sono intesi per essere letti una sola volta per poi passare ad altri (come si fa per quelli ordinari, mondani), si possono invece gustare costantemente, giornalmente, ancora ed ancora, allo scopo di usufruire della sua personale compagnia, e in questo modo possiamo accedere a nuove rivelazioni, ogni volta che li leggiamo, pur ripetutamente.

Si tratta infatti di un differente metodo di acquisizione della conoscenza: essa ci viene rivelata direttamente nel cuore (nella mente) e prende il nome di "divya jnana", conoscenza trascendentale, e ad ogni passaggio, la stessa frase puo' donarci nuove realizzazioni.
A patto di seguire il metodo stabilito (il bhakti yoga, appunto).

Ti invito a fare questa illuminante esperienza, se lo desideri.

Buona lettura, Haribol !

Gokula Tulasi das
(RKC Mayapur)





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gargam
Utente Medio



Lombardia


29 Messaggi

Inserito il - 04/03/2015 : 10:14:48  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
grazie della risposta esaustiva, credo proprio che mi atterrò unicamente al commento autorizzato.
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