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 RADIO KRISHNA CENTRALE
 DOMANDE E RISPOSTE N. 25
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luis67
Utente Medio


Piemonte


43 Messaggi

Inserito il - 27/12/2014 : 16:30:17  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
tanta serenità a tutti,
il Signore nella Bhagavad Gita dice che ogni volta che l'irreligione avanza, interviene per riportare i principi
della Religione, in difesa dei devoti e degli oppressi.
Bhe', sono tempi bui questi che stiamo vivendo, dominati
più che mai dall'illusione, dalla menzogna portata all'ennesima potenza, da un grado elevato di irreligione.
Forse il Signore è già intervenuto e sta intervenendo e noi siamo disattenti e non ce ne accorgiamo....
o forse è necessario che l'irreligione sortisca effetti più incisivi?
In ogni caso da quello che ho letto si incarnerà direttamente solo tra 470000 anni con la venuta di Kalki.
Se il genere umano è già ridotto così adesso, e poiché non mi pare che accenni ad un miglioramento, non oso
pensare come sarà la vita sulla terra tra 470000 anni !
Il devoto deve confidare in Lui nonostante tutto e pensare che andrà tutto per il meglio e purtuttavia se si guarda
il mondo è difficile non farsi prendere dallo scoramento e desiderare che in qualche modo intervenga a riportare la giutizia ....
Mi pare che il genere umano troppo lentamente accenni a risvegliarsi, a vedere oltre il telo illusorio e menzognero
tessuto da un pugno di malvagi, e i malvagi pur essendo forse pochi hanno un potere enorme e dominano tutti gli altri.
Forse gli oppressi di oggi sono gli oppressori del passato e questa è già una forma di giutizia ...
Hare Krishna
speriamo mi torni la speranza

RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


1958 Messaggi

Inserito il - 29/12/2014 : 15:53:24  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cara amica, Hare Krishna, ben ritrovata sul forum di RKC !

Grazie dell'intervento e delle domande.

Si, la prossima incarnazione del Signore e' chiamata Kalki e la sua venuta e' prevista tra circa 427.000 anni, alla fine del Kali Yuga, questo periodo di grande sofferenza che dura 432.000 anni (e' iniziato circa 5.000 anni fa, poco dopo la scomparsa di Krishna).

La situazione e' cosi' terribile proprio perche' l'umanita' non segue le leggi di Dio (i principi religiosi, in generale), anzi in realta' non le conosce nemmeno, percio' continuando cosi', certamente, come tu stessa convieni, le cose non possono che peggiorare sempre piu'.

Tuttavia ogni cosa rientra comunque nella "giustizia divina", nel senso che ognuno riceve esattamente cio' che gli spetta in base al proprio "karma", le attivita' che ha compiuto in questa vita e nelle precedenti: sara' premiato per le buone azioni, e punito per quelle cattive, in base alle disposizioni degli agenti del Signore, gli esseri celesti, che fanno rispettare le leggi di Dio nell'Universo, a livello individuale e collettivo.

Inoltre, non occorre aspettare l'avvento di Kalki o di altri avatara del Signore per dissipare la disperazione che puo' assalirci, vedendo tutti i problemi che assillano il mondo oggigiorno: e' sufficiente praticare il bhakti yoga ( www.radiokrishna.com/bhaktiyoga ), che ci permette di ristabilire la nostra relazione eterna con Krishna, Dio, la persona suprema, e di vedere tutto cio' che succede con occhio equanime, non necessariamente "voluto", ma permesso dal Signore, in modo indiretto (attraverso i deva, appunto).

Come se fossimo in un carcere, sapendo che saremo liberati se accetteremo di sottostare di nuovo alla legge. Potremmo vedere altri carcerati rifiutare di adeguarsi, e pertanto essere puniti e rimanere in carcere piu' a lungo. Ma non ne saremo turbati piu' di tanto, coscienti che la legge deve fare il suo corso, per il bene di tutti (ignoriamo per un momento che la giustizia terrena fa tanti sbagli, c'e' corruzione ecc. ecc... E' solo un esempio: la giustizia divina al contrario, non sbaglia mai :-) ).

Anche il fatto che uno Stato, o il pianeta, siano eventualmente governati da uno o piu' persone "malvage", come dici tu, rientra sempre nel piano del karma collettivo. Secondo i Veda, l'accusatore e' colpevole quanto l'accusato, come spiega S.D.G. Bhaktivedanta Svami Prabhupada per esempio nei commenti ai versi dal 20 al 22 dello Srimad Bhagavatam, Canto 1, Capitolo 17:

VERSO 20

TRADUZIONE

Alcuni altri pensatori credono che non sia possibile accertare la causa della sofferenza, ne’ con la ragione ne’ con l’immaginazione, e che non sia possibile neppure esprimerla a parole. O saggio tra i re, giudica tu stesso, esaminando tutto cio’ con la tua intelligenza.

SPIEGAZIONE

Come abbiamo gia’ spiegato, i vaisnava, i devoti del Signore, credono fermamente che niente possa accadere senza l’approvazione del Signore Supremo. Come il Signore stesso conferma nella Bhagavad-gita (15.15), Egli e’ il maestro supremo, perche’ risiede nel cuore di ogni essere come Paramatma onnipresente, ed e’ il testimone di ogni minima azione. L’argomento degli atei secondo cui non si puo’ essere puniti per i propri misfatti se non si e’ giudicati colpevoli davanti a un tribunale qualificato, e’ rifiutato appena accettiamo l’esistenza di un compagno costante dell’essere vivente, testimone eterno di ogni sua azione. L’essere puo’ dimenticare tutto cio’ che ha fatto nelle sue vite passate o in quella presente, ma deve sapere che l’essere individuale e l’Essere Supremo, il Paramatma, stanno insieme, come due uccelli, sull’albero del corpo materiale. Il primo, l’essere vivente, gode dei frutti dell’albero, mentre il secondo, l’Essere Supremo, osserva ogni sua azione. Il Paramatma, o l’Anima Suprema, e’ dunque il testimone di tutte le azioni dell’essere vivente, e solo sotto la Sua guida l’essere puo’ ricordare o dimenticare cio’ che ha fatto in passato. L’essere Supremo e’ dunque il Brahman impersonale onnipresente, e insieme il Paramatma localizzato nel cuore di ogni essere. Conosce il passato, il presente e il futuro, e nulla puo’ rimanerGli nascosto. I devoti conoscono questa verita’, percio’ compiono i loro doveri con sincerita’, senza troppa ansia di ricevere una ricompensa. Inoltre, nessuno puo’ determinare le reazioni del Signore, ne’ con la logica ne’ con la deduzione. Perche’ Egli mette in difficolta’ una persona e un’altra no ? Egli e’ il conoscitore supremo del sapere vedico, percio’ e’ il vero vedantista, e allo stesso tempo e’ l’autore del Vedanta. Nessuno e’ indipendente da Lui; tutti, in modi diversi, sono impegnati al Suo servizio. Allo stato condizionato l’essere Gli offre il suo servizio per forza di circostanze, costretto dalla natura materiale, mentre allo stato liberato l’essere e’ aiutato dalla natura spirituale nel suo servizio volontario al Signore.

Nelle azioni del Signore non si trova nessuna incongruenza o imperfezione perche’ esse sono fedeli alla via della Verita’ Assoluta. Bhismadeva da’ una giusta valutazione delle azioni inconcepibili del Signore. In conclusione, le sofferenze del rappresentante della religione e della Terra, entrambi presenti di fronte a Maharaja Pariksit, avevano lo scopo di dimostrare che Maharaja Pariksit era il capo di Stato ideale, perche’ sapeva bene come proteggere le mucche (la Terra) e i brahmana ( i principi religiosi), che sono i due pilastri dell’avanzamento spirituale. Tutti sono completamente sotto il controllo del Signore, percio’ il Signore non commette alcun errore quando desidera che qualcuno agisca in un determinato modo, indipendentemente dalle circostanze. La grandezza di Maharaja Pariksit fu cosi’ messa alla prova, e ora vedremo come la sua perspicacia risolse la questione.


VERSO 21

TRADUZIONE

Suta Gosvami disse:
O migliore tra i brahmana, dopo aver ascoltato le parole della religione in persona, l’imperatore Pariksit si senti’ pienamente soddisfatto e rispose senza errore o rimpianto alcuno.

SPIEGAZIONE
Il discorso del bue, personificazione della religione, era pieno di filosofia e conoscenza e soddisfece il re, il quale capi’ che quel bue sofferente non era un essere ordinario. Infatti, se non si conoscono perfettamente le leggi del Signore Supremo non si puo’ parlare di verita’ filosofiche cosi’ profonde. L’imperatore, che era sullo stesso piano di saggezza, rispose nel modo giusto, senza dubbi o errori.


VERSO 22

rajovaca
dharmam bravisi dharma-jna
dharmo 'si vrisa-rupa-dhrik
yad adharma-kritah sthanam
sucakasyapi tad bhavet

TRADUZIONE

Il re disse:
Tu che hai preso forma di un bue e conosci la verita’ sulla religione, tu affermi che il destino di colui che compie atti contrari alla religione e’ lo stesso di colui che lo accusa. Dunque, tu non sei altri che la religione in persona.

SPIEGAZIONE

Il devoto e’ giunto alla conclusione che nessuno e’ direttamente responsabile dei benefici o dei misfatti che compie, perche’ niente avviene senza l’approvazione del Signore; percio’ non considera nessuno direttamente responsabile di queste azioni. In entrambi i casi, nella perdita come nel guadagno egli accetta la sua condizione come un dono di Dio, come una manifestazione della Sua misericordia. In caso di guadagno, nessuno avra’ difficolta’ a riconoscere la volonta’ di Dio, ma in caso di perdita o avversita’ ci si puo’ chiedere come il Signore possa mostrarSi cosi’ duro verso il Suo devoto da metterlo in tali difficolta’. Gesu’ Cristo, per esempio, dovette affrontare grandi difficolta’ quando fu crocefisso dagli ignoranti, ma egli non mostro’ mai alcuna collera verso i suoi carnefici. Questo e’ il modo giusto di accettare le cose, favorevoli o sfavorevoli che siano. Per il devoto, dunque, l’accusatore e’ nel peccato tanto quanto il colpevole del misfatto. Vedendo ovunque la misericordia del Signore, il devoto puo’ tollerare ogni avversita’. Maharaja Pariksit noto’ questa qualita’ nel bue, percio’ capi’ che quel bue non era altri che la religione in persona. In altre parole, il devoto non prova alcuna sofferenza, perche’ anche cio’ che e’ chiamato sofferenza e’ la misericordia di Dio per il devoto che vede Dio in ogni cosa. La mucca e il bue non si lamentarono mai davanti al re per essere stati torturati da Kali, benche’ tutti siano sempre pronti a lamentarsi di fronte alle autorita’ dello Stato. Lo straordinario comportamento del bue fece concludere al re che il bue non poteva essere altri che la religione in persona, poiche’ nessun altro avrebbe potuto capire con tanta finezza le sottigliezze inerenti al codice della religione.

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Quindi cara amica, non ti preoccupare, continua semplicemente la pratica del bhakti yoga e tutto si chiarira' gradualmente ai tuoi occhi.

D'altra parte chiunque puo' liberarsi dalle sofferenze con lo stesso metodo, e noi lo diffondiamo pubblicamente cosi' che sia sempre disponibile.

Ti saluto fraternamente e con l'occasione ti auguro un felice anno nuovo in coscienza di Krishna, alla prossima, Haribol !

Gokula Tulasi das
(RKC Mayapur)


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luis67
Utente Medio


Piemonte


43 Messaggi

Inserito il - 30/12/2014 : 00:10:43  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
grazie,
come l'attore che recita nel ruolo di 'malvagio' non è veramente malvagio, più di quanto lo sia l'attore nel ruolo di 'vittima'.
Entrambi recitano un ruolo, determinato a causa del karma accumulato nelle vite precedenti.
Purtroppo è l'immedesimazione che mi gioca sempre e poi le tue risposte mi chiariscono
buon anno a tutti e speriamo sempre più in coscienza di krishna
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RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


1958 Messaggi

Inserito il - 30/12/2014 : 13:05:00  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Si, esatto, l'anima rimane sempre pura, qualunque cosa possano compiere i corpi materiali che assume in questo mondo a causa del karma, vita dopo vita. Di base, questo ci puo' rendere piu' sereni in generale.

In realta' pero' non si puo' paragonare esattamente un essere vivente ad un attore passivo, come quello di un film, perche' c'e' anche il libero arbitrio che conta molto, specie nell'esistenza in corpi umani. Possiamo sempre scegliere se migliorare o peggiorare la nostra posizione karmica, materiale, agendo in modo virtuoso o empio rispettivamente, in ogni momento.

Ma la miglior scelta sara' quella di agire spiritualmente, preparandoci cosi' a tornare nel mondo spirituale, evitando ogni sofferenza.

Infatti, la sofferenza dell'anima condizionata in questo mondo e' in qualche modo reale (sebbene simile a quella che si prova in un sogno) e puo' durare un tempo lunghissimo, o anche eternamente: finche' non ritorna nel mondo spirituale, l'essere si trova comunque in una posizione anomala, dalla quale e' bene uscire al piu' presto, appena se ne presenta l'opportunita' e appena ne capiamo l'importanza e l'urgenza, con tutti i mezzi a nostra disposizione (nella fattispecie, col bhakti yoga).

Piu' aspettiamo, piu' rischiamo di ritrovarci in condizioni di estrema sofferenza, ignoranza e confusione, come quelle del kali yuga inoltrato (ancora peggiori di quelle attuali).

Forse adesso ci rendiamo poco conto del pericolo, essendo molto fortunati a vivere in questo periodo storico, in cui la conoscenza trascendentale ed un metodo di purificazione efficace sono pienamente disponibili a chiunque e dovunque, per la misericordia del Signore e del Suo puro devoto, S.D.G. Bhaktivedanta Svami Prabhupada.

Ma come ci rivela il dodicesimo canto dello Srimad Bhagavatam, man mano che il Kali yuga avanza, la conoscenza dei nomi e delle attivita' di Dio nelle Sue varie forme verra' gradualmente dimenticata e non sara' piu' disponibile alcun metodo di realizzazione spirituale.

Quelli saranno tempi terribili, e nascere in quell'epoca, sarebbe davvero una sfortuna.

Approfittiamo quindi dell'eccezionale occasione che ci si presenta, praticando il bhaki yoga e cercando di tornare a Dio, nella nostra dimora originale, il piu' presto possibile !

Di nuovo tanti auguri e un caro saluto, Haribol !

Gokula Tulasi das
(RKC Mayapur)



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