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luis67
Utente Medio


Piemonte


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Inserito il - 24/02/2014 : 15:54:05  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Hare Krishna,
durante la lettura dello Srimad-Bhagavatam, ho trovato più volte espresso il concetto che non siamo noi ad agire, ma chi veramente
agisce sono i 3 guna che hanno influenza sulla materia e quindi in definitiva è Dio stesso, mentre a noi rimane solo l'illusione di essere attivi.
Fino ad oggi non riuscivo ad inquadrare questa affermazione, che andava a cozzare contro la mia idea di libero arbitrio, che mi era tanto cara.
Poi con l'aiuto delle letture dei sacri testi credo di essere riuscita a trovare la quadra. Vorrei sottoporti quello che
è finora il risultato a cui sono giunta, per chiederti conferma oppure smentita e darmi delle dritte.
Da queste letture ho imparato che il problema nasce dalla nostra identificazione con una macchina sofisticatissima, che è il corpo fisico dotato di mente, il complesso corpo/mente.
La mente crea il falso ego. Il falso ego è una sorta di bagaglio di idee, vissuto, pensieri, esperienze, ricordi ecc, che la mente, attraverso l'aiuto dei sensi, crea e alimenta dal momento della nascita fino al momento della morte. Da quando l'anima entra nel corpo e gli dà vita, la mente diventa operativa e attraverso i sensi fa esperienza del corpo e dell'ambiente circostante e, idea dopo idea, esperienza dopo esperienza, si genera un'entità virtuale, che non so come definire se non come l'IDEA madre di tutte le idee, ovvero l'IDEA DI ESSERE qualcuno, e questa "Idea di essere qualcuno" elabora a sua volta la convinzione di essere dotata di corpo e di mente, quindi di poter agire, di prendere decisioni autonomamente e questo dovrebbe essere in parole semplici il falso ego.
Esso si rafforza con il tempo, la stessa vista dello corpo che lui si è associato e dei suoi confini, lo conferma di essere un'entità, un tutt'uno con quello stesso corpo. L'uso dei sensi non fa che confermare l'idea di esistere e di essere 'qualcuno', e così ogni azione che il corpo compie conferma al falso ego anche il possesso di alcune cose. Anche l'interazione con altri corpi lo conferma, perché vede e sente se stesso interagire.
Come paragone mi aiuta pensare ad un'auto futuribile, dotata di un computer di bordo, in grado di prendere decisioni sulla
strada da seguire autonomamente, che arriva al punto di decidere non solo il percorso, ma anche la destinazione! Questo computer chissà, potrebbe arrivare a 'pensare', come nei film di fantascienza.
Ma il computer di bordo non può operare se non è cablato nella macchina fisica, come il falso ego, per quanto abbia preso il sopravvento e ci abbia indotti a identificarci in lui, senza un corpo fisico tramite il quale agire, sarebbe spiazzato. In fondo il falso ego è solo una convinzione, molto forte, un bagaglio di idee e ricordi, quindi falso, e comunque non eterno. Forse sopravvive per un pò alla morte fisica del corpo (?), allo scopo di trasferire desideri, ansie, passioni, ecc al nuovo corpo fisico nel quale l'anima dovrà continuare il suo percorso, se non si è liberata. Non so.
Per venire al libero arbitrio..... stando così le cose, colui che agisce nell'ambiente fisico è il falso ego, che utilizza il
corpo per operare, ma si trova anch'esso sotto l'effetto dei 3 guna, in quanto la mente, come il corpo fisico, è uno strumento di cui l'anima è stata dotata per continuare il suo percorso in questo ambiente fisico.
In definitiva, il problema del libero arbitrio è un falso problema, in quanto CHI si pone il problema è il falso ego.
Se io mi pongo il problema, è solo a causa della mia identificazione con esso. Per il falso ego è un grosso problema, in quanto per affermarsi e continuare ad esistere, deve continuamente rafforzare la sua IDEA MADRE, la convinzione di essere lui a prendere le decisioni autonomamente e più si convince, più sopravvive e diventa forte, è un loop che si autoalimenta.
Se per qualche motivo perdesse questa convinzione, cioè di essere il dominatore, colui che decide, si annullerebbe l'idea madre, ovvero il falso ego stesso e l'anima in questo caso si libererebbe.
Ammesso che quello che ho scritto sia corretto, credo anche che non sia sufficiente intuire queste cose, ovvero intuire con la mente, a livello razionale, affinché l'anima si liberi. La mente con la sua intuizione forse minaccia il falso ego, ma l'anima non si libera finché non è degna della grazia di Dio.
Ho letto che è assolutamente necessario che Dio consenta all'anima di liberarsi, affinché l'intuizione razionale, ancorché corretta, frutti all'anima la liberazione.
La liberazione non è qualcosa che la mente può conquistare.
Scusa, so che mi sono dilungata parecchio, ma volevo scrivere per bene quello che ho appreso dalle letture dei testi (sempre se ho compreso bene) e ho bisogno di avere una conferma, oppure una smentita, per poter proseguire.
Grazie per la pazienza,
Hare Krishna.

RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


1964 Messaggi

Inserito il - 28/02/2014 : 09:00:08  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cara amica, Hare Krishna, grazie dell'intervento e delle domande.

In linea di massima le tue conclusioni sono giuste se escludiamo alcuni dettagli e cambiamo prospettiva, ma non possiamo analizzare l'intero post e chiarire punto per punto, per mancanza di tempo e di spazio.

Mi limitero' quindi a citarti alcuni riferimenti alle scritture che spiegano la nostra posizione come anime spirituali eterne ed individuali: grazie al nostro libero arbitrio, dalla posizione liberata in cui eravamo, in compagnia del Signore a Vaikuntha, nel regno di Dio, abbiamo ad un certo punto creato l'elemento falso ego (ahankara, in Sanscrito), "grazie" al quale ci siamo identificati in un corpo materiale.

Da quel momento valgono piu' o meno le considerazioni che scrivi, tuttavia per capire bene l'argomento bisogna tener conto del fatto che noi SIAMO un'anima spirituale, ed e' l'anima che "sogna" di vivere l'esperienza materiale, con tutte le sue esperienze, buone, cattive e spirituali.

Spero quindi che le seguenti citazioni ti chiariscano il punto e che tu possa proseguire senza piu' dubbi: buona lettura e alla prossima, Haribol !

Gokula Tulasi das
(RKC Mayapur)


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luis67
Utente Medio


Piemonte


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Inserito il - 28/02/2014 : 09:25:43  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Grazie,
quindi il falso ego non è venuto dopo la 'discesa' dell'anima nel corpo, ma prima. Come scrivi, l'anima vuole "entrare nell'esperienza materiale" per godere dei sensi, che equivale un po' a voler "sognare" o fare un'esperienza virtuale e per poterlo fare, l'anima stessa crea un 'falso ego' per poter entrare in un corpo e durante il 'sogno' rimane intrappolata, dimenticando chi è e da dove proviene
Grazie di avermi chiarito
hare krishna
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RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


1964 Messaggi

Inserito il - 28/02/2014 : 09:26:07  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Dallo Srimad Bhagavatam 2.5.25

TRADUZIONE

Le tenebre del falso ego generano l’etere, il primo dei cinque elementi, e il suono rappresenta la sua forma sottile. Il suono e’ per l’etere cio’ che l’oggetto della vista e’ per colui che vede.

SPIEGAZIONE di S.D.G. Bhaktivedanta Svami Prabhupada

I cinque elementi, cioe’ l’etere, l’aria, il fuoco, l’acqua e la terra, sono altrettante manifestazioni derivate dalle tenebre del falso ego. Cio’ significa che il falso ego, nell’aggregato del mahat-tattva, e’ generato dall’energia marginale del Signore, e che a partire da questo falso ego che vuole dominare la creazione materiale provengono gli elementi necessari al piacere illusorio degli esseri viventi. Gli esseri regnano sugli elementi materiali da padroni e beneficiari, benche’ il Signore Supremo li domini tutti. In realta’, nessuno eccetto il Signore Supremo puo’ essere definito beneficiario di qualcosa, ma nella loro illusione gli esseri individuali aspirano ad assumere questo stesso ruolo. Cosi’ nasce il falso ego. Con queste aspirazioni degli esseri illusi nascono anche, per volonta’ del Signore, gli elementi ingannevoli che essi potranno desiderare avidamente ma invano.

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Dallo Srimad Bhagavatam 3.26.23-24

TRADUZIONE
L'ego materiale ha origine dal mahat-tattva, che a sua volta proviene dall' energia del Signore. II falso ego è dotato fondamentalmente di tre poteri d'azione, secondo la virtù, la passione e l'ignoranza; e a partire da queste tre forme di ego materiale la mente, i sensi di percezione, gli organi d'azione e gli elementi grossolani si manifestano.

SPIEGAZIONE di S.D.G. Bhaktivedanta Svami Prabhupada

La prima impurità che contamina all'inizio la coscienza limpida dell'essere nel suo stato puro, o coscienza di Krsna, è il falso ego, ossia l'identificazione con il corpo. L'essere individuale allo stato naturale vive nella coscienza di Krsna, ma poiché appartiene all'energia marginale, possiede una certa indipendenza, e questo gli permette di dimenticare Krsna. In origine, egli vive nella pura coscienza di Krsna, ma se fa un cattivo uso della sua indipendenza marginale, rischia di dimenticare Krsna...

Il falso ego appare dunque nello stato di pura coscienza a causa di un cattivo uso dell'indipendenza. Non possiamo speculare su ciò che ha provocato l'apparizione del falso ego a partire dalla coscienza pura; in realtà c'è sempre il rischio che questo accada, perciò dobbiamo sempre essere molto prudenti. Il falso ego è all'origine di tutte le attività materiali che si compiono secondo le tre influenze della natura materiale. Appena ci si allontana dalla pura coscienza di Krsna ci si trova sempre più coinvolti nelle reti della materia. La rete del materialismo è rappresentata dalla mente materiale, dalla quale provengono i sensi e gli organi materiali.

---------------------------

Dallo Srimad Bhagavatam 3.9.11

TRADUZIONE

Mio Signore, i Tuoi devoti possono contemplarTi attraverso gli orecchi grazie alla pratica dell'ascolto spirituale con cui essi purificano il loro cuore, che diventa allora il Tuo luogo di residenza. Tu sei cosi misericordioso verso i Tuoi devoti che Ti manifesti a loro nella forma spirituale ed eterna sulla quale essi meditano costantemente.

SPIEGAZIONE di S.D.G. Bhaktivedanta Svami Prabhupada

... l'essere individuale è eternamente il servitore del Signore Supremo, Sri Krsna. Di conseguenza, ogni essere ha una relazione particolare di servizio col Signore, eternamente. Questo particolare attaccamento si risveglia con la pratica del servizio di devozione compiuto secondo i principi regolatori, e il devoto ritrova completamente il suo attaccamento per la forma eterna del Signore, proprio come se non l'avesse mai perso. Questo attaccamento per una particolare forma del Signore è chiamato svarupa-siddhi.

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RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


1964 Messaggi

Inserito il - 28/02/2014 : 09:37:38  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Hare Krishna, hai postato prima che finissi la citazione, ma sono contento di esserti stato utile: si, il falso ego viene creato dall'anima spirituale prima, della sua "discesa" nel mondo materiale, ed anzi ne e' la causa "tecnica", se cosi' si puo' dire.

Per altre informazioni sulla svarupa siddhi, la nostra forma eternamente presente nel mondo spirituale, ora addormentata e che appunto, sta "sognando" questa esperienza materiale, puoi leggere per esempio questa discussione: http://padasevanam.mediarama.com/rkcforum/forum/topic.asp?TOPIC_ID=1152 o altre che puoi trovare grazie alla funzione di ricerca sul forum.

Un caro saluto, Haribol !

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luis67
Utente Medio


Piemonte


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Inserito il - 28/02/2014 : 12:02:13  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
ancora grazie del chiarimento,
leggerò sicuramente le discussioni segnalate e anche le molte altre del forum
hare krishna
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RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


1964 Messaggi

Inserito il - 28/03/2014 : 04:41:15  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ecco un'altra chiara spiegazione della svarupa:


SRIMAD BHAGAVATAM

CANTO 1

CAPITOLO 9

VERSO 39

vijaya-ratha-kutumba atta-totre
dhrita-haya-rasmini tac-chriyeksaniye
bhagavati ratir astu me mumursor
yam iha niriksya hata gatah sva-rupam

TRADUZIONE

"Che nell’istante della mia morte il mio attaccamento ultimo sia per Sri Krishna, Dio, la Persona Suprema, il conduttore del carro di Arjuna. Le redini nella mano sinistra e una frusta nell’altra, splendido, Egli vegliava con grande cura sul Suo passeggero per proteggerlo perfettamente. Tutti coloro che morirono sul campo di battaglia di Kuruksetra dopo averLo visto ritrovarono la loro forma originale".

SPIEGAZIONE di S.D.G. Bhaktivedanta Svami Prabhupada

"Un puro devoto costantemente percepisce in se’ la presenza del Signore, perche’ il servizio d’amore lo unisce a Lui in una relazione sublime. Un puro devoto non puo’ dimenticare il Signore nemmeno per un istante, e questo e’ cio’ che si chiama samadhi. Lo yogi cerca di concentrarsi sull’Anima Suprema controllando i sensi, distogliendoli da ogni altra attivita’, cosi’ al termine dei suoi sforzi puo’ raggiungere il samadhi; ma il devoto ottiene lo stesso risultato molto piu’ facilmente, ricordando costantemente l’aspetto personale del Signore, il Suo santo nome, la Sua gloria e i Suoi divertimenti. La concentrazione dello yogi e quella del devoto si pongono a livelli differenti: la prima e’ puramente meccanica e forzata, mentre la seconda si svolge in modo naturale, dettata da un amore puro e da un affetto spontaneo.

Nella sua qualita’ di capo militare, Bhismadeva, puro devoto, aveva sempre nella sua memoria la visione del Signore sul campo di battaglia nel Suo ruolo di Partha-sarathi, il conduttore del carro di Arjuna. Questo ruolo appartiene dunque ai divertimenti eterni del Signore. In realta’, tutti i Suoi divertimenti, dall’apparizione nella prigione di Kamsa fino agli ultimi istanti del Suo mausala-lila, al termine del Suo soggiorno sulla Terra, si succedono senza interruzione negli innumerevoli universi, proprio come le lancette dell’orologio si spostano da un punto all’altro. In questi divertimenti i Suoi compagni come i Pandava e Bhisma Lo accompagnano eternamente. Bhismadeva non ha dunque potuto dimenticare l’immagine risplendente del Signore nel Suo aspetto di Partha-sarathi, che Arjuna stesso non poteva vedere, trovandosi dietro al Signore. Cosi’ Bhismadeva ebbe piu’ di Arjuna l’opportunita’ di apprezzare l’aspetto guerresco del Signore.

Al momento della morte tutti i soldati presenti sul campo di battaglia di Kuruksetra ritrovarono la loro forma spirituale originale, identica in natura a quella del Signore; infatti, per la Sua grazia incondizionata essi avevano potuto vederLo direttamente. Le anime condizionate, prigioniere del ciclo di evoluzione delle specie che conduce dalle forme acquatiche fino a quella di Brahma, sono tutte in un corpo di maya, che la natura materiale fornisce loro come risultato dei loro atti passati. I corpi materiali dell’anima condizionata sono come altrettanti vestiti, estranei nella sua forma originale; ma una volta libera dalla morsa dell’energia materiale l’anima puo’ ritrovare questa forma. Gli impersonalisti cercano di raggiungere il Brahman impersonale, lo sfolgorio del Signore; ma non e’ questo il destino che si addice alla scintilla vivente, parte integrante del Signore. Ecco perche’ gli impersonalisti cadono dalla loro posizione e assumono di nuovo varie forme materiali, tutte estranee all’anima spirituale. I devoti del Signore, invece, ottengono una forma che ha la stessa natura di quella del Signore, a due o quattro braccia, su uno dei pianeti Vaikuntha o su Goloka, secondo la natura originale di ogni anima individuale. Questa forma, completamente spirituale, costituisce la svarupa dell’essere; e tutti coloro che parteciparono alla battaglia di Kuruksetra, in entrambi i campi, ritrovarono la loro svarupa, come conferma Bhismadeva. Il Signore non accordo’ dunque la Sua grazia soltanto ai Pandava, ma anche ai loro nemici, poiche’ tutti raggiunsero un unico obbiettivo, quello stesso che Bhismadeva desidera raggiungere, come esprimere la preghiera che egli rivolge a Sri Krishna, nonostante il suo ruolo di compagno del Signore gli sia assicurato per sempre, in ogni circostanza. La conclusione e’ che chiunque lasci il corpo fissando lo sguardo sul signore Supremo, all’interno o all’esterno di se’, ritrova la sua svarupa e conosce cosi’ la piu’ alta perfezione dell’esistenza".

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Hare Krishna !

Gokula Tulasi das
(RKC Mayapur)
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luis67
Utente Medio


Piemonte


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Inserito il - 01/04/2014 : 14:23:17  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
mi chiedo se è necessario fissare la mente sull'immagine di Krishna come descritta nello Srimad Bhagavatam, (aspetto giovanile, ricoperto di tunica gialla, con capelli sciolti, carnagione azzurra/blu, ecc) ? Oppure si può anche pensare a Lui come a Persona con aspetto differente, a me viene spontaneo pensarci come ad un padre, quindi non proprio con aspetto giovanile.
Inoltre ho letto recentemente che si può pensare ai pianeti Vaikuntha come a "luoghi" dotati di vegetazione e pensare anche a questi particolari, come la vegetazione e alla vita come si svolge lì può essere utile a stimolare il nostro amore per il Signore e le Sue attività, è corretto ?
A me personalmente dona molta pace il fissare la mente su come potrei vivere lì. Ha senso? Non si rischia di sovrapporre una visione materialista ad un'immagine trascendente?
grazie, hare krishna
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RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


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Inserito il - 03/04/2014 : 13:27:23  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cara amica, Hare Krishna, grazie delle domande, che denotano il tuo buon progresso spirituale nel desiderio di avvicinare Dio, la persona suprema: complimenti e buona fortuna !

La forma originale del Signore e' quella riportata nei Veda come Krishna, l'infinitamente affascinante, con l'aspetto che descrivi anche tu, percio' ovviamente ci riferiamo a Lui con tali connotati.

Se pero' vogliamo concentrare la nostra attenzione su una forma di Dio diversa da quella di Krishna, adatta alla nostra attuale coscienza e secondo i nostri desideri, va benissimo, purche' sia una forma del Signore comunque autentica, e a questo proposito lo Srimad Bhagavatam ci informa che possiamo dedicare la nostra adorazione, il nostro servizio e i nostri sentimenti ad una qualunque delle tante forme Vishnu-tattva, come quelle che regnano sui pianeti Vaikuntha.

In realta' tutte le forme di Dio sono "giovanili", in quanto una qualita' del Signore e' proprio quella di essere "nava-youvana", sempre giovane. Per esempio, al tempo della battaglia di Kuruksetra, Krishna aveva gia' piu' di 100 anni, ma possiamo vedere che viene sempre rappresentato con l'aspetto di un giovane sui 20-25 anni, se paragonato agli standard attuali.
Lo stesso vale per le altre forme di Dio.

Tuttavia se ti e' piu' congeniale puoi pensare a Dio in una forma piu' "matura" ed Egli potra' assumerla nell'ambito della relazione con te.
Il Signore ricambia sempre appropriatamente i nostri sentimenti per Lui, e per questo e' chiamato anche "Acyuta", cioe' "infallibile".

Sempre nel Bhagavatam, per esempio nel 3° canto - Capitolo 15, troverai descritto a grandi linee l'ambiente di Vaikuntha, e nel prossimo post riportero' alcuni versi in proposito a beneficio tuo e degli altri lettori del forum.

E' certamente utile e favorevole immedesimarci in qualche modo nella vita che si svolge lassu', pensando, meditando su come potremmo a nostra volta vivere a Vaikuntha, cosa che tra l'altro e' l'obbiettivo finale dell'esistenza: quindi studiarne i dettagli, immaginarci situati la' in compagnia di Krishna (o di un'altra Sua forma) e dei Suoi devoti, e' un'ottima pratica nell'ambito del bhakti yoga.

Dobbiamo solo stare attenti, come anche tu convieni, a non sovrapporre i nostri concetti materiali alla reale costituzione di Vaikuntha, ed a questo fine basta attenersi alle descrizioni date da Srila Prabhupada in proposito, leggerle e rileggerle tutte le volte che ci e' necessario, per scoprirvi sempre nuovi dettagli, che ci saranno rivelati ad ogni rilettura.

Ad un certo punto ne avremo maturato una visione precisa e sufficiente ad una meditazione continua, sempre piu' interattiva.

Saremo sempre lieti di sentire i tuoi progressi nel bhakti yoga, buon proseguimento e alla prossima, un caro saluto, Haribol !

Gokula Tulasi das
(RKC Mayapur)
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luis67
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Piemonte


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Inserito il - 03/04/2014 : 14:58:29  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
l'avevo letto, ma non me lo ricordavo.
Si parla di foreste, vengono citate diverse piante e animali, addirittura laghetti.
Non mi pare però si parli di attività particolari che svolgono le anime presenti.
Se le anime presenti sono tutte prese dalla visione del Signore, che dona loro infinita gioia,
a quale scopo sono presenti i fiori colorati e profumati, se, viene detto, le anime sono attente a non soddisfare i sensi ?
Inoltre, apprendo che i corpi spirituali di queste anime sante sono dotate di sensi.
Forse è stato proprio per soddisfare questi sensi che l'anima originalmente situata in questo regno spirituale, si è degradata e si è ritrovata nel mondo materiale, rivestita del corpo materiale
Hare Krishna
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RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


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Inserito il - 04/04/2014 : 00:00:42  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Hare Krishna, si, in diversi punti dello Srimad Bhagavatam e' spiegato che sui pianeti Vaikuntha ci sono case, palazzi, aeronavi, giardini, foreste, laghetti ecc. e attivita' di vario genere, compiute dalle anime pure che vivono la'.

Simili caratteristiche sono visibili sulla Terra, con la differenza che qui ognuno sta cercando di soddisfare i propri sensi, mentre a Vaikuntha tutti cercano di soddisfare i sensi del Signore. Ecco perche' qui regnano la confusione, l'ignoranza e la sofferenza, mentre a Vaikuntha l'ambiente e' perfettamente felice e pieno di conoscenza, eternamente.

Non si tratta soltanto di "contemplare" il Signore ma di vivere personalmente accanto a Lui, facendo parte della Sua vita giornaliera, direttamente o indirettamente (ci sono 4 differenti tipi di liberazione, visibili a Vaikuntha).

Per esempio, i fiori soddisfano il Signore con la loro presenza e col profumo che emanano, e godono nell'esserGli offerti, i devoti cantano le Sue glorie, il Suo nome, organizzano feste per il Suo piacere e cosi' via... Questo e' un tipico quadro di vita spirituale cosi' come si svolge a Vaikuntha, e ogni altro dettaglio necessario puo' essere acquisito da una lettura ripetuta dei libri consigliati.

Capisco la fretta di conoscere tutto subito, desiderio molto favorevole e, del resto, nutrito da sempre, nel nostro cuore, ma occorre attendere dei tempi tecnici affinche' la nostra coscienza possa elevarsi e noi possiamo qualificarci a conoscere e ricordare sempre, a meditare costantemente, i divertimenti del Signore, che siano quelli di Vaikuntha o quelli di Krishnaloka.

Una pratica costante e attenta del bhakti yoga ci portera' facilmente questo risultato: occorre pero' pazienza e determinazione, entusiasmo nel seguire i principi e le regole e nella lettura ripetuta dei testi consigliati, specialmente dello Srimad Bhagavatam.

Buona lettura, Haribol !

Gokula Tulasi das
(RKC Mayapur)


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RKC Mayapur
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Estero


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Inserito il - 08/04/2014 : 13:33:01  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
"DESCRIZIONE DEL REGNO DI DIO"

Tratta dallo Srimad Bhagavatam, Canto 3, Capitolo 15:

VERSO 12

TRADUZIONE

Brahma disse:
Sanaka, Sanàtana, Sanandana e Sanat-kumara, tutti e quattro nati dalla mia mente, sono i vostri predecessori. Essi viaggiano talvolta nei mondi materiali e spirituali senza alcun desiderio preciso.

SPIEGAZIONE di Sua Divina Grazia Bhaktivedanta Svami Prabhupada

Quando parliamo di desiderio ci riferiamo al desiderio per la gratificazione dei sensi. Le persone sante come Sanaka, Sanatana, Sanandana e Sanat-kumara non hanno desideri materiali, ma talvolta viaggiano nell’universo intero di propria spontanea volontà per predicare il servizio di devozione.


VERSO 13

TRADUZIONE

Un giorno, dopo aver percorso tutti gli universi, essi entrarono nel mondo spirituale, poiché erano liberi da ogni contaminazione materiale. Nel mondo spirituale si trovano pianeti spirituali detti Vaikuntha, che sono la dimora del Signore Supremo e dei Suoi puri devoti, e che sono venerati dagli abitanti di tutti i pianeti materiali.

SPIEGAZIONE di Sua Divina Grazia Bhaktivedanta Svami Prabhupada

Il mondo materiale è pieno di ansie e preoccupazioni. Su qualsiasi pianeta, dal più alto al più basso (Pàtala), ogni creatura è inesorabilmente tormentata dalle ansie e dalle preoccupazioni, perché quaggiù non si può vivere eternamente. Tuttavia, gli esseri viventi sono di natura eterna. Essi desiderano dunque una dimora eterna dove
possano risiedere in permanenza, ma poiché hanno accettato una dimora temporanea nel mondo materiale, sono naturalmente pieni di ansie. I pianeti del mondo spirituale sono detti Vaikuntha, il che significa che i loro abitanti sono liberi da ogni ansietà, poiché per loro non c’è nascita, malattia, vecchiaia o morte. Gli abitanti dei pianeti materiali, invece, hanno sempre paura della nascita, della malattia, della vecchiaia e della morte, e di conseguenza sono pieni di ansietà.


VERSO 14

TRADUZIONE

Tutti gli abitanti dei pianeti Vaikuntha hanno una forma simile a quella del Signore Supremo. E tutti sono assorti nel servizio di devozione, senza il minimo desiderio di gratificazione dei sensi.

SPIEGAZIONE di Sua Divina Grazia Bhaktivedanta Svami Prabhupada

Questo verso descrive gli abitanti di Vaikuntha e il loro modo di vita. Essi assomigliano tutti al Signore Supremo, Narayana. Krsna regna su questi mondi come Divinità suprema nella Sua forma di Narayana, un’emanazione plenaria dotata di quattro braccia, e gli abitanti di Vaikunthaloka hanno anch’essi quattro braccia, cosa che
esula da tutte le nostre concezioni materiali. Infatti, in nessuna parte di questo mondo troveremo uomini con quattro braccia. A Vaikunthaloka l’unica occupazione consiste nel servire il Signore, e questo servizio è completamente disinteressato. Sebbene ogni servizio comporti un risultato particolare, i devoti non aspirano mai alla soddisfazione dei propri desideri, perché questi desideri sono automaticamente appagati con la pratica del servizio d’amore assoluto offerto al Signore.


VERSO 15

TRADUZIONE
Là, sui pianeti Vaikuntha, regna il Signore Supremo, la Persona originale, che non è possibile conoscere attraverso le Scritture vediche. In Lui tutto è pura virtù, senza la minima traccia di passione o d’ignoranza. E Lui che assicura il progresso dei Suoi devoti sulla via della religione.

SPIEGAZIONE di Sua Divina Grazia Bhaktivedanta Svami Prabhupada

Il regno del Signore Supremo, nel mondo spirituale, puo' essere percepito soltanto attraverso le descrizioni date dai Veda. Nessuno puo' vedere questo regno. Anche nel mondo materiale è naturale, per una persona che non dispone di mezzi per recarsi fisicamente in un luogo lontano, conoscere questo luogo attraverso dei libri autentici.

La stessa cosa vale per i pianeti Vaikuntha, nel mondo spirituale, che si trova molto al di là dell’universo materiale. Gli scienziati moderni che cercano di viaggiare nello spazio incontrano molti ostacoli anche solo per andare sul pianeta più vicino, la luna, che dire quindi dei pianeti più elevati dell’universo! E impossibile dunque che essi riescano a superare i limiti dell’universo materiale per entrare nel mondo spirituale e possano quindi constatare di
persona l’esistenza dei pianeti spirituali che formano Vaikuntha. Il regno di Dio, il mondo spirituale, può essere compreso solo attraverso le descrizioni autentiche dei Veda e dei Purana.

Nell’universo materiale esistono tre influenze -virtù, passione e ignoranza-, ma nel mondo spirituale non c'e' traccia di passione o d’ignoranza. Là esiste solo la virtù allo stato puro, senza la minima traccia di passione o di ignoranza. Nel mondo materiale anche una persona situata completamente nella virtù è talvolta soggetta a essere contaminata da tracce di passione e di ignoranza. Ma nel regno di Vaikuntha, nel mondo spirituale, esiste soltanto la virtù pura. Sui pianeti Vaikuntha abitano il Signore e i Suoi devoti, che partecipano della stessa qualità trascendentale detta suddha-sattva, o pura virtù.

I pianeti Vaikuntha sono molto cari ai vaisnava, e il Signore assiste personalmente i Suoi devoti nel loro progresso sulla via che porta al regno di Dio.


VERSO 16

TRADUZIONE

Là si stendono molte foreste propizie. Gli alberi sono alberi dei desideri e in ogni stagione sono carichi di fiori e frutti perché sui pianeti Vaikuntha tutto è spirituale e personale.

SPIEGAZIONE di Sua Divina Grazia Bhaktivedanta Svami Prabhupada

Sui pianeti Vaikuntha la terra, gli alberi, i fiori e i frutti, cosi' come le mucche, tutto e' completamente spirituale e personale. Gli alberi sono chiamati alberi dei desideri. Sulla Terra gli alberi possono produrre fiori e frutti seguendo le leggi dell’energia materiale, ma sui pianeti Vaikuntha gli alberi, la terra, gli uomini e gli animali sono tutti spirituali; là non c’è differenza tra l’albero e l’animale, o tra l’animale e l’uomo. In questo verso la parola murtimat indica che tutto ha una forma spirituale. L’assenza di forma, come la concepiscono gli impersonalisti, è dunque rifiutata in questo verso; sui pianeti Vaikuntha, sebbene tutto sia spirituale, tutto ha una forma ben definita. Gli alberi e gli uomini hanno una forma, e poiché tutti sono di natura spirituale, non esiste tra loro alcuna differenza, benché prendano aspetti differenti.


VERSO 17

TRADUZIONE

Gli abitanti dei pianeti Vaikuntha volano nelle loro aeronavi insieme con le loro compagne, e con i loro canti glorificano eternamente le qualità e le attività del Signore, che non hanno mai un carattere di cattivo augurio.
Cantando le glorie del Signore, non prestano attenzione nemmeno ai madhavi in fiore, profumati e carichi di nettare.

SPIEGAZIONE di Sua Divina Grazia Bhaktivedanta Svami Prabhupada

Risulta da questo verso che i pianeti Vaikuntha sono pieni di ricchezze. Ci sono aeronavi su cui gli abitanti di Vaikuntha viaggiano nel cielo spirituale con le loro amate.
Soffia una brezza meravigliosa, che porta il profumo dei fiori appena sbocciati e anche il loro nettare, ma gli abitanti di Vaikuntha hanno un desiderio cosi intenso di glorificare il Signore che non apprezzano la distrazione creata da questa brezza mentre cantano le glorie del Signore. In altre parole, sono tutti puri devoti, che considerano la glorificazione del Signore più importante della
soddisfazione dei loro sensi. Sui pianeti Vaikuntha non c’è gratificazione dei sensi. Poter aspirare il profumo di un fiore sbocciato è certamente gradevole, ma è un atto che mira soltanto al piacere personale. Gli abitanti di Vaikuntha accordano sempre la preferenza al servizio del Signore, e non alla propria gratificazione sensoriale. Servire il Signore in un sentimento d’amore assoluto procura un piacere tale che al suo confronto il piacere dei sensi sembra insignificante.


VERSO 18

TRADUZIONE

Quando il re dei calabroni canta su un tono acuto le glorie del Signore, le tortore, i cucù, le gru, i cakravaka, i cigni, i pappagalli, le pernici e i pavoni cessano il loro brusio. Tutti questi uccelli trascendentali sospendono il loro canto per ascoltare le glorie del Signore.

SPIEGAZIONE di Sua Divina Grazia Bhaktivedanta Svami Prabhupada

Questo verso rivela la natura assoluta di Vaikuntha, dove non esiste differenza tra gli uccelli e gli esseri umani. Il mondo spirituale è pieno di varietà, e tutto là è ugualmente spirituale. Varietà spirituale significa che tutto è animato. Niente nel mondo spirituale è inanimato; anche gli alberi, la terra, le piante, i fiori, gli uccelli e gli animali sono coscienti di Krsna. La particolarità dei Vaikunthaloka è che là non c’è gratificazione dei sensi. Nel mondo materiale perfino l’asino si compiace del suo ragliare, ma sui pianeti Vaikuntha uccelli meravigliosi come il pavone, il cakravaka e il cucù preferiscono ascoltare le api che cantano le glorie del Signore piuttosto che ascoltare i propri canti. Cosi', i principi del servizio di devozione, a cominciare dall’ascolto e dal canto, sono preminenti nel mondo Vaikuntha.


VERSO 19

TRADUZIONE

Sebbene gli arbusti fioriti come il mandàra, il kunda, il kurabaka, Vutpala, il campaka, Varna, il punnaga, il nagakesara, il bakula, il parijata e il giglio emanino un profumo trascendentale, sono sempre coscienti delle austerità compiute da tulasì, perché il Signore le accorda la Sua preferenza e porta ghirlande fatte con le sue foglie.

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Questo verso stabilisce molto chiaramente l’importanza delle foglie di tulasì. Infatti, le piante di tulasì e le loro foglie hanno una grande importanza nel servizio di devozione. Si raccomanda ai devoti di innaffiare la pianta di tulasì ogni giorno e di raccogliere le sue foglie per usarle nell’adorazione del Signore. Uno svami ateo fece un giorno questo commento: "A che serve innaffiare una pianta di tulasì ? Meglio innaffiare le melanzane, perché almeno produrranno qualcosa. Perché dunque innaffiare una pianta di tulasi ?" Questi sciocchi, ignorando tutto del servizio di devozione, provocano talvolta veri e propri disastri nell’educazione degli uomini.

La cosa più importante nel mondo spirituale è che non esiste invidia tra i devoti. Questa regola si applica anche ai fiori, che sono tutti coscienti della grandezza di tulasi. Nel mondo Vaikuntha, dove entrarono i quattro Kumara, anche gli uccelli e i fiori hanno la coscienza assorta nel servizio del Signore.


VERSO 20

TRADUZIONE

Gli abitanti di Vaikuntha viaggiano in aeronavi fatte di lapislazzuli, smeraldi e oro, dove si affollano le loro compagne dai larghi fianchi e dal bel viso sorridente. Ma la loro allegria e il loro fascino angelico non li stimola alla passione.

SPIEGAZIONE di Sua Divina Grazia Bhaktivedanta Svami Prabhupada

Nel mondo materiale i materialisti ottengono le ricchezze che desiderano a forza di duro lavoro. Nessuno può godere della prosperità materiale senza aver faticato per ottenerla; ma i devoti del Signore che vivono a Vaikuntha godononaturalmente di un’opulenza spirituale, fatta di smeraldi e altre gemme. Gli ornamenti d’oro tempestati di pietre preziose che essi portano non sono ottenuti a prezzo di dure fatiche, ma per la benedizione del Signore. In altre parole, i devoti che vivono nel regno di Vaikuntha, o anche nell’universo materiale, non conoscono mai la povertà, come talvolta si presume. Al contrario, godono di una grande opulenza, ma non devono faticare per ottenerla. E detto anche che le compagne degli abitanti di Vaikuntha sono molto più belle di qualsiasi donna del mondo materiale, anche di quelle che abitano sui pianeti superiori.

Il nostro verso precisa che i larghi fianchi di una donna attirano gli uomini e stimolano la loro passione, ma la caratteristica meravigliosa di Vaikuntha è che nonostante i larghi fianchi e i volti sorridenti delle donne, senza contare i loro ornamenti di smeraldo e di altre gemme, gli uomini sono cosi assorti nella coscienza di Krsna che non si sentono attratti dalla loro bellezza sublime. Ciò significa che i rapporti tra i due sessi sono piacevoli, ma senza traccia di desiderio sessuale. Gli abitanti di Vaikuntha conoscono un piacere molto superiore, perciò considerano inutile il piacere sessuale.


VERSO 21

TRADUZIONE

Le donne dei pianeti Vaikuntha sono belle come la dea della fortuna. Talvolta queste bellezze trascendentali, che giocano con i fiori di loto e portano cavigliere tintinnanti ai piedi, puliscono i muri di marmo, ornati a intervalli da bordi dorati, per attirare su di sé la grazia del Signore Supremo.

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La Brahma-samhita insegna che milioni di dee della fortuna servono continuamente il Signore Supremo, Govinda, nella Sua dimora: laksmi-sahasra-sata-sambhrama-sevyamanam.

Queste miriadi di dee della fortuna che abitano sui pianeti Vaikuntha non sono esattamente le compagne del Signore Supremo, ma piuttosto le mogli dei Suoi devoti, e sono anche loro assorte nel servizio di Dio, la Persona Suprema. Questo verso precisa che a Vaikuntha le case sono fatte di marmo, e la Brahma-samhita ci insegna che il terreno, sui pianeti Vaikuntha, è fatto di pietre filosofali. Non c’è dunque alcun bisogno di pulire le pietre di Vaikuntha, perché là non c’è polvere, ma per soddisfare il Signore, le donne sono sempre impegnate a spolverare i muri di marmo. Perché? Per la semplice ragione che esse desiderano di tutto cuore attirare su di sé la grazia del Signore.
Questo verso afferma anche che sui pianeti Vaikuntha le dee della fortuna sono libere da qualsiasi difetto. In generale, la dea della fortuna non resta in un luogo fisso. Il suo nome è Cancala, "colei che non è stabile". E' cosi che il più ricco degli uomini può diventare il più povero dei poveri.

Un esempio ci è offerto da Ravana. Questo essere demoniaco aveva rapito Laksmi, Sitàji, per portarla nel suo regno, e invece di trovare la felicità per la grazia di Laksmi perse la famiglia e il regno. Cosi’ si dice che Laksmi nella casa di Ravana è Cancala, instabile. Gli uomini simili a Ravana vogliono solo Laksmi, senza suo marito, Narayana, perciò diventano instabili a contatto con Laksmiji.

I materialisti vedono in questo un difetto di Laksmi, ma a Vaikuntha, Laksmi resta sempre fissa nel servizio del Signore. Benché sia la dea della fortuna, ella non può essere felice senza la grazia del Signore. Anche la dea della fortuna ha bisogno della grazia del Signore per trovare la felicità, eppure nel mondo materiale perfino Brahma, l’essere più elevato, cerca i favori di Laksmi per ottenere la
felicità.


VERSO 22

TRADUZIONE

Nei loro giardini, ai bordi di laghi divini dalle rive di corallo, le dee della fortuna adorano il Signore offrendoGli foglie di tulasi. Presentando le loro offerte al Signore, esse possono vedere nell’acqua l’immagine riflessa dei loro bei volti col naso all’insù, quei volti la cui bellezza sembra esaltata dai baci del Signore.

SPIEGAZIONE di Sua Divina Grazia Bhaktivedanta Svami Prabhupada

In generale, quando una donna è baciata dal marito, il suo viso diventa ancora più bello. Anche a Vaikuntha, la dea della fortuna, che possiede per natura una bellezza al di là di ogni immaginazione, aspetta che i baci del Signore la rendano ancora più bella. Laghi trascendentali di acqua cristallina riflettono l’immagine del suo viso splendente mentre ella adora il Signore nel suo giardino offrendoGli foglie di tulasi.


VERSO 23

TRADUZIONE

E' spiacevole vedere le persone sfortunate che discutono di argomenti che non meritano di essere ascoltati e che confondono l’intelligenza, invece di impegnarsi nelle descrizioni di Vaikuntha. Coloro che lasciano i discorsi che riguardano Vaikuntha per volgersi verso argomenti materiali sono gettati nelle più profonde tenebre dell’ignoranza.

SPIEGAZIONE di Sua Divina Grazia Bhaktivedanta Svami Prabhupada

I più sfortunati di tutti gli uomini sono gli impersonalisti, che sono incapaci di apprezzare la varietà assoluta del mondo spirituale. Essi hanno paura di parlare della bellezza dei pianeti Vaikuntha perché pensano che ogni forma di varietà appartenga alla materia. Questi impersonalisti credono che il mondo spirituale non sia altro che un grande vuoto, il che equivale a dire che là non esiste alcuna varietà.

Il nostro verso definisce questa mentalità con le parole ku-katha mati-ghnìh, che designano un’intelligenza confusa da parole senza valore. Le filosofie del vuoto e quelle che affermano il carattere impersonale del mondo spirituale sono condannate in questo verso perché hanno solo l’effetto di confondere l’intelligenza. Come l’impersonalista e il nichilista possono contemplare il mondo materiale con tutta la sua varietà e pensare che il mondo spirituale sia privo di varietà? E detto che il mondo materiale è un riflesso distorto del mondo spirituale; perciò, se la varietà non esistesse nel mondo spirituale, come potrebbe il mondo materiale manifestare una simile varietà, sia pure temporanea ?

Il fatto che si possa trascendere questo mondo materiale non significa che non esista alcuna varietà sul piano spirituale.

Lo Srìmad-Bhagavatam, e questo verso in particolare, stabilisce chiaramente che le persone che parlano del mondo spirituale e dei pianeti Vaikuntha, e che si sforzano di capirne la vera natura spirituale, sono persone fortunate.

La varietà che esiste sui pianeti Vaikuntha è descritta in relazione con i divertimenti trascendentali del Signore. Ma invece di cercare di conoscere il regno e le attività spirituali del Signore, la gente si mostra più interessata alla politica e all’economia. Organizzano un grande numero di convegni, conferenze e discussioni per risolvere i problemi di un mondo dove, tutto sommato, resteranno solo per qualche anno, ma non si mostrano affatto interessati a capire la
situazione spirituale del mondo di Vaikuntha. Se sono un po’ fortunati, cercheranno di tornare a Dio, nella loro dimora originale, ma se non arrivano a conoscere il mondo spirituale dovranno continuare a marcire nelle tenebre della materia.

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