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 RADIO KRISHNA CENTRALE
 DOMANDE E RISPOSTE N. 23
 Kali Yuga (e Kriya Yoga, n.d.r.)
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Rik
Nuovo Utente



4 Messaggi

Inserito il - 09/09/2011 : 17:27:38  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
HARE KRISHNA e un saluto a tutti,volevo innanzitutto complimentarmi per il bellissimo forum,sto leggendo moltissime discussioni interessanti.
Volevo porre una domanda su Kali Yuga:ho sentito una teoria secondo cui in realta Kali yuga sarebbe finita nel 1945... [parte cancellata dal moderatore]

Un altra domanda riguarda il Kriya Yoga:nella Bhagavad Gita Krishna consiglia ad Arjuna di praticarlo insieme al Bhakti Yoga? potrebbe essere utile praticarlo,oltre al canto quotidiano del mantra Hare Krishna?
Ringrazio in anticipo per le risposte,un caro saluto ,HARIBOL

RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


1979 Messaggi

Inserito il - 11/09/2011 : 13:52:45  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro Rik, Hare Krishna, grazie dell'apprezzamento e delle domande, ho accorciato la prima per non dare adito a possibile confusione nei lettori, secondo le regole di questo forum.

In realta' il Kali Yuga e' appena iniziato, da circa 5.000 anni, e la sua durata e' di 432.000 anni, percio' ne mancano ancora piu' o meno 427.000, prima che un nuovo ciclo (Satya Yuga) venga inaugurato.

Cio' e' spiegato in molti commenti di Bhaktivedanta Svami Prabhupada, il fondatore del Movimento Hare Krishna, alle principali Scritture vediche, specialmente la Bhagavad Gita (nel commento al verso 8.17, di cui abbiamo gia' parlato in questa discussione, per esempio: http://padasevanam.mediarama.com/rkcforum/forum/topic.asp?TOPIC_ID=1415) e lo Srimad Bhagavatam, riporto qui il commento ad un verso di quest'ultimo, anch'esso molto chiaro sull'argomento:

Srimad Bhagavatam Canto 1 - Capitolo 3 - Verso 25

athasau yuga-sandhyayam
dasyu-prayesu rajasu
janita visnu-yasaso
namna kalkir jagat-patih

TRADUZIONE

"E alla congiunzione delle due ere, quando quasi tutti i governi della Terra saranno diventati dei predoni, il Signore dell’Universo apparira’ come Kalki, il figlio di Visnu Yasa".

SPIEGAZIONE di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada

"Questa e’ un’altra predizione: quella dell’avvento di Kalki, un avatara che deve apparire alla congiunzione di due cicli, nel momento in cui finisce il kali-yuga e inizia un nuovo satya-yuga. I quattro yuga –Satya, Treta, Dvapara e Kali- si succedono infatti come i mesi dell’anno. L’eta’ di Kali, in cui viviamo attualmente, dura 432.000, di cui solo 5.000 sono gia’ trascorsi perche’ quest’era inizio’ dopo la battaglia di Kuruksetra, alla fine del regno di Maharaja Pariksit. Restano dunque da trascorrere ancora 427.000 mila anni. Passato questo tempo, verra’ L’avatara Kalki, come ha profetizzato lo Srimad-Bhagavatam, che menziona anche il nome di suo padre, Visnu Yasa, brahmana erudito, e il nome del suo villaggio, Sambhala. Queste predizioni si avvereranno in ordine cronologico, una dopo l’altra. Tale e’ l’autorita’ dello Srimad-Bhagavatam".

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Come vediamo quindi, il Kali Yuga e' "appena" iniziato (la battaglia di Kuruksetra e' avvenuta all'incirca nel 3.000 a.C., anche secondo altre autorevoli fonti) e dovra' durare ancora molto tempo, apportando un progressivo peggioramento generale delle condizioni di vita.

Durante questo lungo periodo, comunque, possiamo assistere a dei temporanei "alti e bassi", in cui sembra che tali condizioni migliorino o peggiorino lievemente (come descrivevi nella parte cancellata del tuo post), ma cio' non e' significativo rispetto alla portata universale del Kali Yuga, epoca di progressivo forte degrado e grande sofferenza in generale, a causa del fatto che l'uomo non si attiene piu' ai principi religiosi, come invece accadeva (o accadeva piu' strettamente) nelle epoche precedenti.

Se qualche periodo di sollievo puo' effettivamente manifestarsi, perfino durante il Kali Yuga (ma analogo discorso puo' essere fatto per qualsiasi altro Yuga), cio' e' senz'altro dovuto all'intervento del Signore o dei Suoi devoti, che ristabiliscono i principi religiosi nella societa' umana, permettendo alle persone intelligenti di avvantaggiarsi del metodo autentico di realizzazione spirituale che essi rispettivamente diffondono, in vari luoghi e popoli della Terra. E questo fa si' che anche le condizioni esterne migliorino, almeno temporaneamente (se piu' persone seguono con attenzione i principi religiosi, l'atmosfera generale diventa piu' quieta e benefica).

A tale proposito puoi leggere anche quest'altra discussione, dove si parla della continuita' del piano di Dio per favorire gli uomini, rispetto alle missioni dei Suoi avatara riconosciuti, quali (appunto) Krishna, Buddha, Gesu' Cristo, Maometto, Sankaracarya, Sri Caitanya e Srila Prabhupada: http://padasevanam.mediarama.com/rkcforum/forum/topic.asp?TOPIC_ID=763

Spetta poi ad ognuno di noi, individualmente, avvantaggiarci di (almeno) uno dei metodi lasciati dai grandi maestri spirituali, per elevarci ad un piano trascendentale di esistenza.

Non ci si puo' aspettare, infatti, una sorta di "risveglio globale delle coscienze" o un miglioramento "automatico" delle condizioni di vita, nel mondo materiale, solo con il passare del tempo, quanto piuttosto il contrario: piu' i principi religiosi non vengono rispettati e seguiti (come al giorno d'oggi) nel corso della storia, e piu' tali condizioni peggioreranno, e la coscienza, la consapevolezza spirituale degli esseri umani andra' diminuendo, perfino se, da un punto di vista tecnico, esterno, la conoscenza e le scoperte cosiddette "scientifiche" possono sembrare in aumento... Ma si tratta di un progresso esclusivamente materiale, ininfluente sulla coscienza spirituale, appunto, dell'anima individuale.

Perfino chi viva gia', in un'atmosfera estremamente elevata e progredita dal punto di vista materiale, esterno, come gli esseri celesti dei pianeti superiori, che godono di un tenore di vita molto superiore al nostro, dovra' comunque praticare un metodo autorevole, per elevarsi al piano spirituale, altrimenti rimarra' nell'Universo materiale, vita dopo vita.

Noi proponiamo il bhakti yoga come metodo universale per elevarci al piano spirituale, dove si e' sempre felici, internamente, in qualunque condizione di vita si trovi il nostro corpo materiale, perfino in Kali yuga: www.radiokrishna.com/bhaktiyoga

Nel prossimo post rispondero' alla domanda sul Kriya yoga.


Un saluto fraterno, Haribol !

Gokula Tulasi das
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RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


1979 Messaggi

Inserito il - 16/09/2011 : 16:21:32  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Hare Krishna, rispondo adesso alla domanda sul kriya-yoga.

Nel Nettare della Devozione, capitolo 9, nel paragrafo intitolato "Partecipare all'arati e alle feste celebrate in onore del Signore", Bhaktivedanta Svami Prabhupada spiega la posizione del kriya-yoga:

"[...] L’Agni Purana afferma:

"Chiunque osservi con gioia l'adorazione della murti nel tempio ottiene tutti i risultati conferiti dalla pratica del kriya-yoga, così com'e' descritta nel [Narada] Pancaratra."

Il kriya-yoga e’ molto simile al servizio di devozione nella pratica, ma e’ destinato agli yogi, che con l’aiuto di questo metodo graduale possono elevarsi fino al servizio di devozione al Signore [...]".
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Srila Prabhupada spiega inoltre che il kriya-yoga corrisponde al karma-yoga, l’azione compiuta per soddisfare Dio, nel commento al verso 1.5.35 dello Srimad Bhagavatam:

yad atra kriyate karma
bhagavat-paritosanam
jnanam yat tad adhinam hi
bhakti-yoga-samanvitam

TRADUZIONE
“Ogni azione compiuta quaggiu’, in questa vita, per soddisfare la volonta’ del Signore e’ detta bhakti-yoga, il sublime servizio d’amore offerto a Lui, e cio’ che si chiama conoscenza ne e’ un corollario”.

SPIEGAZIONE di Bhaktivedanta Svami Prabhupada
“E’ credenza generale che svolgendo azioni interessate secondo le istruzioni delle Scritture, l’uomo arrivi ad acquisire perfettamente la conoscenza spirituale necessaria alla realizzazione dell’Assoluto. In questa prospettiva, alcuni giungono persino a considerare il bhakti-yoga come un’altra forma di karma; ma, in realta’, il bhakti-yoga si situa al di la’ del karma e del jnana, dai quali e’ del tutto indipendente. Sono il karma e il jnana, invece, che dipendono dal bhakti-yoga.

In questo verso, Sri Narada raccomanda a Vyasa il kriya-yoga, o karma-yoga, perche’ questo yoga ha come principio la soddisfazione del Signore. Il Signore non vuole che i Suoi figli, gli esseri viventi, subiscano le sofferenze dell’esistenza materiale, ma desidera che tutti ritornino a Lui per vivere con Lui. Questo ritorno a Dio puo’ avvenire pero’ solo se purificati da ogni “infezione” o contaminazione materiale. Per raggiungere questa purificazione, che comporta la conoscenza spirituale, si deve agire solo per la soddisfazione del Signore Supremo. La conoscenza dipende dunque da questo karma, cioe’ dalle azioni compiute per amore del Signore. Nessuna conoscenza separata dal bhakti-yoga, cioe’ dalla soddisfazione del Signore, ci fara’ raggiungere il regno di Dio. Come abbiamo gia’ spiegato a proposito del verso naiskarmyam apy acyuta-bhava varjitam (S.B., 1.5.12), tale conoscenza non puo’ condurre neppure alla liberazione. In conclusione, il devoto che si dedica completamente al servizio del Signore, in particolare all’ascolto e al canto delle Sue glorie trascendentali, ottiene automaticamente, per grazia divina, l’illuminazione spirituale. Ecco l’insegnamento di questo verso, confermato anche nella Bhagavad-gita”.
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In altre parole, anche se praticassimo il kriya yoga in modo perfetto, secondo quanto stabilito veramente dal Narada Pancaratra, compilato Migliaia di anni fa, e non certo nel modo in cui e’ insegnato generalmente nelle palestre o nei (cosiddetti) “centri yoga” occidentali, dove spesso si spaccia per kriya-yoga soltanto una sorta di imprecisati esercizi fisici, posturali o di “meditazione”, che in realta’ sono del tutto alieni, alla tecnica originale, che consiste nell’adorazione regolata (vidhi) delle forme di Dio, la persona suprema, saremmo comunque situati ad un livello ancora intermedio, nel percorso della realizzazione spirituale, che culmina appunto nel bhakti yoga, il servizio devozionale al Signore.

Nella Bhagavad Gita infatti (rispondendo anche alla prima parte della domanda sul kriya yoga), troviamo Krishna che illustra ad Arjuna l’intera scala delle diverse tecniche yoga, come il karma generico (l’azione interessata), il jnana (lo sviluppo della conoscenza), l’astanga-yoga (lo yoga che permette di ottenere poteri sovrannaturali) e cosi’ via, affinche’ egli possa rifiutarle tutte come impraticabili o come apportatrici di risultati comunque incompleti, per arrivare infine, stabilendone cosi’ la netta superiorita’, al bhakti yoga, che rappresenta il punto di arrivo, la perfezione finale di qualsiasi tecnica yoga esistente, come conferma l’affermazione principale (in sanscrito maha-vakya) di tutta la Bhagavad-Gita, il verso 6.47, nel quale Krishna in persona, dopo aver elencato tutti i tipi di yoga possibili, dice chiaramente:

yoginam api sarvesam
mad-gatenantar-atmana
sraddhavan bhajate yo mam
sa me yuktatamo matah

TRADUZIONE
"E tra tutti gli yogi, colui che con grande fede dimora sempre in Me, pensa a Me e Mi offre il suo servizio con amore e devozione e’ il piu’ intimamente unito a Me nello yoga ed e’ il più elevato di tutti. Questa e’ la Mia opinione".
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Bhaktivedanta Svami Prabhupada nel suo commento, spiega infatti che:

"[...] Il culmine di tutti i tipi di pratiche yoga e’ il bhakti Yoga. Tutti gli altri yoga sono intesi per portare alla bhakti [devozione, n.d.r.] , nel bhakti-yoga. Yoga significa in realta’ bhakti-yoga, e tutti gli altri tipi di yoga sono progressioni verso la destinazione, il bhakti-yoga.
Dal karma-yoga, la strada e’ lunga. Si comincia col karma-yoga, cioe’ con l'agire senza aspirare ai frutti delle proprie azioni; poi, quando la conoscenza e la rinuncia maturano, si passa al jnana-yoga, il quale, quando e’ accompagnato dalla meditazione sull'Anima Suprema e dagli esercizi fisici, diventa astanga-yoga. Quando, infine, la meditazione si sposta su Krishna, la Persona Suprema, si raggiunge la perfezione dello yoga, la bhakti. In realta’, il bhakti-yoga e’ il fine ultimo […]

Lo spiritualista che avanza gradualmente sulla scala dello yoga procede dunque sulla via dell'eterna fortuna; ma se si arresta a un gradino della scala, egli non sara’ più che un karma-yogi, un dhyana-yogi, un raja-yogi, un hatha-yogi e cosi via. Colui che ha l'immensa fortuna di arrivare fino al bhakti-yoga supera tutti gli altri yogi. Diventare coscienti di Krishna rappresenta dunque la perfezione dello yoga. Immaginiamo per un istante che le diverse forme di yoga siano le montagne himalayane, le cui cime sono le più alte della Terra; si potrebbe allora paragonare il bhakti-yoga al monte Everest, la più alta di tutte le cime.

E’ una grande fortuna se una persona giunge alla coscienza di Krishna e si colloca in modo adeguato, secondo le direttive vediche, sul sentiero del bhakti-yoga. Lo yogi perfetto fissa la mente su Krishna, Syamasundara, sulla Sua meravigliosa carnagione che ha il colore di una nuvola carica di pioggia, il Suo volto bello come il fiore di loto, sfolgorante come il sole, i Suoi vestiti luccicanti di gioielli e il Suo corpo ornato di una ghirlanda di fiori. Il Signore illumina tutto col Suo sfolgorio (il brahmajyoti) e Si manifesta in diverse forme, come quella di Rama, Nrisimha, Varaha, e anche nella Sua forma originale di Krishna.

La persona Suprema, Krishna, Govinda, Vasudeva, apparve come il figlio di Yasoda 5.000 anni fa. Egli e’ il bambino, lo sposo, l'amico e il maestro perfetto; Egli possiede tutte le perfezioni e tutte le qualita’ trascendentali. Chi rimane sempre cosciente di questi aspetti del Signore e’ lo yogi più elevato. La più alta perfezione dello yoga può essere raggiunta solo con la bhakti, come tutte le Scritture confermano:

yasya deve para bhaktir
yatha deve tatha gurau
tasyaite kathita hy arthah
prakasante mahatmanah

"Il significato e il valore del sapere vedico si rivelano immediatamente e in tutta la loro pienezza solo alle grandi anime dotate di una completa fede in Dio e nel maestro spirituale".
(Svetasvatara Upanisad 6.23)

Bhaktir asya bhajanam tad ihamutropadhi-nairasyenamusmin manah-kalpanam, etad eva naiskarmyam

"La bhakti e’ il servizio offerto con una completa devozione al Signore, senza l'intenzione di trarne il minimo profitto materiale, in questa vita o nelle prossime. Libero da queste tendenze egoistiche, l'uomo deve fissare la mente sull'Essere Supremo. Ecco lo scopo del naiskarmya".
(Gopala-tapani Upanisad 1.15)


Questi sono alcuni aspetti della pratica della bhakti, o coscienza di Krishna, il più perfetto di tutti gli yoga".
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Vediamo quindi che Krishna in realta’ non consiglia ad Arjuna di praticare qualche altro tipo di yoga (per rispondere alla seconda parte della domanda sul kriya yoga), poiche’ una volta giunti al bhakti yoga, completo in se’ stesso e fine ultimo di ogni altra pratica yoga, non c’e’ piu’ bisogno di attivita’ secondarie.

Tutte le nostre azioni quotidiane, possono essere inserite facilmente nella pratica del bhakti yoga: basta seguire il normale processo scientifico di purificazione ed elevazione della coscienza a livello trascendentale (brahma-bhuta), come descritto per esempio nella guida pratica ( www.radiokrishna.com/bhaktiyoga ), ed automaticamente, ogni nostra azione sara’ “spiritualizzata”, essendo compiuta per la soddisfazione di Krishna anziche’ per la nostra propria, personale.

Sempre a disposizione, buona pratica e un caro saluto, Haribol !

Gokula Tulasi das
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Rik
Nuovo Utente



4 Messaggi

Inserito il - 16/09/2011 : 22:36:08  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
grazie per entrambe le risposte esaurienti e la disponibilita',HARIBOL
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