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 RADIO KRISHNA CENTRALE
 DOMANDE E RISPOSTE N. 17
 Oblio (e realizzazione del se', n.d.r.)
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Sonia
Nuovo Utente


Lazio


2 Messaggi

Inserito il - 09/06/2009 : 11:42:03  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Salve, ho iniziato da poco ad interessarmi della bhagavad-gita e ho due domande.
Perchè l'anima infinitisimale è dimentica della sua natura?Soggetta all'oblio?(pag.63 Bhagavad-gita cos' com'è).Qual'è il disegno divino dietro tale stato?

Ragionavo poi sul "sentire", sul percepire.
Come sente il corpo ne sono cosciente.
Ma come sente l'anima durante la vita quotidiana, se come dice Krisha ad Arjuna, l'anima è distaccata dalle gioie e dai dolori che non sono permanenti?E da qui mi ricollego alla domanda precedente.
Se ci si identifica nel corpo e nella percezione che da esso si può trarre, si dimentica l'anima e ci si allontana da ciò che attraverso di lei, si può percepire?Ma cosa?Il Divino?
Vi chiedo questo perchè ho fatto esperienza più volte internamente, di un calore nel petto quando mi immergo nello studio e nell'atmosfera spirituale delle cose, ma in contrasto con la testa, che ragiona, e giudica e considera ciò che sto vivendo come una sciocchezza.Vivo una scissione interna a volte.
Per questo mi sono chiesta che tipo di "sentire" allora alberga in me.A quanto pare ce ne sono due opposti.

Grazie per l'attenzione.
Sonia

RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


1961 Messaggi

Inserito il - 13/06/2009 : 15:25:16  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cara Sonia, Hare Krishna,
benvenuta sul forum di RKC e complimenti per il tuo interesse nella lettura della Bhagavad-Gita cosi’ com’e’.

Grazie delle tue intelligenti e precise domande.

La prima, e’ molto importante per comprendere bene la differenza tra l’anima individuale, infinitesimale, e Dio, la persona (o anima) suprema.

Come spiega Sua Divina Grazia Bhaktivedanta Svami Prabhupada nel suo commento al verso 2.20, a cui ti riferisci , l’essere individuale tende a dimenticare, appunto perche’ ha una coscienza limitata, infinitesimale, mentre il Signore e’ sempre perfettamente cosciente di ogni cosa, passata, presente e futura, poiche’ la Sua coscienza e’ completa e senza alcun limite.

Infatti e’ proprio una questione di differenza quantitativa: qualitativamente, noi siamo uguali a Dio, e possediamo le Sue stesse qualita’, come una goccia d’acqua contiene gli stessi elementi dell’Oceano (identica percentuale di sale e di minerali, stessa composizione chimica ecc.).

Ma la quantita’ e’ differente, infatti non si puo’ dire che l’essere vivente sia esattamente uguale a Dio, come non si puo’ dire che la goccia sia uguale all’Oceano in tutto e per tutto: la goccia e’ solo una minuscola parte dell’Oceano, e similmente noi siamo soltanto minuscole particelle del Signore supremo, che ne condividono le qualita’, ma in misura infinitesimale.

Questa natura infinitesimale fa si’ che l’anima individuale sia soggetta a dimenticare la propria posizione di particella di Dio, abusando del proprio libero arbitrio.

Infatti una delle molte qualita’ di Krishna e’ la totale e perfetta indipendenza (Egli e’ sufficiente in Se’ Stesso, e non dipende mai da qualcun’altro): l’essere individuale possiede la stessa natura indipendente, ma in misura limitata (infinitesima), e quando ne fa uso in modo sbagliato, si mette da solo in una posizione anomala, in cui dimentica temporaneamente la sua vera natura.
Allora viene ricoperto da un corpo di materia, e per mancanza di conoscenza si identifica con esso.

Si fa l’esempio di un bambino, che quando fa qualcosa di sbagliato, si mette nei guai da solo: per esempio se tocca il fuoco, si brucia. I genitori lo avvertono: “Caro figlio, non toccare il fuoco, altrimenti ti farai male”, ma egli insiste, abusa della sua indipendenza per toccare il fuoco ugualmente, nonostante l’avvertimento dei genitori, e alla fine si brucia.

Similmente, l’anima individuale, pura e piena di conoscenza che vive nel regno del Signore, in Sua compagnia, possiede un’indipendenza, un libero arbitrio che gli permette di sperimentare questo mondo materiale, nonostante l’avvertimento del Signore: se lo desidera, puo’ decidere di scendere quaggiu’ e di ricoprirsi di un corpo materiale, per provare la felicita’ che viene dalla gratificazione dei sensi, nel tentativo di imitare Dio, di godere come fa Lui nel Suo regno.
E’ disposta perfino ad ignorare il consiglio del Signore, pur di fare questa esperienza (come il bambino capriccioso ignora talvolta i consigli dei genitori, dati per il suo bene).

Quando ci prova, l’anima individuale diventa condizionata dalla materia e non si ricorda piu’ della sua vera natura spirituale (al contrario del Signore), perche’ l’energia illusoria di Dio riduce, nasconde la sua conoscenza, e la tiene sospesa in una specie di sonno mistico (yoga-nidra), nel quale l’anima spirituale sogna questa vita nel mondo materiale, pensando di essere talvolta un essere umano, talvolta un animale, un essere celeste e cosi’ via.

Ma tutte queste identificazioni non sono altro che una specie di sogno, un’illusione temporanea, basata sulla mancanza di conoscenza e di memoria della vera natura spirituale; questo “sogno” materiale, comunque, e’ controllato dalle leggi del Signore, applicate rigorosamente dai Suoi agenti, gli esseri celesti amministratori dell’Universo, e non si puo’ dire che sia del tutto falso o inesistente, come fanno erroneamente i fautori della filosofia impersonalista: e’ falsa solo l’idea, che questo mondo sia l’unica, definitiva realta’, ma l’esperienza che ne facciamo e’ reale, anche se temporanea e situata su un piano illusorio (simile a quello di un sogno).

Il disegno divino dietro a questa posizione anomala non e’ altro che la misericordia del Signore, il Quale, creando la manifestazione cosmica, permette all’anima individuale che lo desidera, di soddisfare i propri desideri di gratificazione dei sensi materiali.

Poiche’ alcune anime vogliono imitare Dio, cercando di godere come fa Lui, Krishna fornisce loro questo mondo, composto da 8 elementi materiali (terra, acqua, aria, fuoco, etere ecc.), nel quale tali anime potranno soddisfare il loro desiderio, ma per farlo, dovranno necessariamente essere illuse, dimentiche della loro reale posizione nel mondo spirituale.

Comunque nella Sua infinita misericordia, Krishna permette che in ogni momento si possa riprendere la nostra posizione originale, al Suo fianco, scendendo personalmente e inviando Suoi figli o rappresentanti ad insegnare il metodo per tornare da Lui, nel mondo spirituale, dove la vita e’ eterna, piena di conoscenza e felicita’, e dove non esiste alcuna sofferenza.

Quel metodo e’ il bhakti yoga, il servizio di devozione al Signore, e dal momento in cui ne capiamo l’importanza, possiamo praticarlo ed ottenere il successo senza alcun problema.
Puoi trovarne una guida sommaria qui: www.radiokrishna.com/bhaktiyoga

Per quanto riguarda la seconda parte del tuo intervento, l’anima "sente", percepisce, ma in modo distorto, alterato, perche’ adesso e’ come addormentata nel mondo spirituale, e sogna (appunto) di vivere questa vita materiale.

Generalmente le nostre percezioni, grossolane o sottili che siano (come il “calore” che descrivi) passano attraverso il falso ego, la nostra identificazione materiale, quindi quando proviamo qualcosa, si tratta di un sentimento piu’ o meno distorto. Il falso ego, cioe’ quello che crediamo di essere (un’essere umano, un italiano di una certa eta’ e cosi’ via), agisce come una lente colorata sull’obbiettivo di una macchina fotografica: se la lente e’ gialla, tutto apparira’ giallo, e cosi’ via. Similmente, tutto cio’ che proviamo e sentiamo (come anime, addormentate nel mondo spirituale), e’ ora distorto dalla nostra errata identificazione con il corpo.

Tuttavia e’ possibile fare delle esperienze spirituali, anche nel corpo attuale, attraverso il metodo dato dal maestro spirituale, nel nostro caso Srila Prabhupada: grazie alla sua intercessione, se seguiamo i suoi insegnamenti, possiamo accedere al piano spirituale e trascendere il corpo materiale, compreso il falso ego, arrivando gradualmente a percepire Dio, la persona suprema, cosi’ com’e’, almeno parzialmente, e di conseguenza, il nostro vero se’ (come Sua particella).

All’inizio questa percezione, che si manifesta generalmente durante il canto del mantra Hare Krishna o mentre leggiamo a riguardo del Signore, puo’ essere ancora un po’ vaga o imprecisa, ma gradualmente diventa chiara e fissa, man mano che pratichiamo il bhakti yoga.

Diversi tipi di trasformazioni del corpo possono presentarsi, durante queste percezioni, a cominciare, di solito, dalle lacrime agli occhi. Queste esperienze sono descritte a grandi linee (ma scientificamente) da Srila Prabhupada nel Nettare della Devozione, di cui puoi trovare una guida allo studio sul nostro forum, qui: http://padasevanam.mediarama.com/rkcforum/forum/forum.asp?FORUM_ID=52

Quindi direi che non devi preoccuparti se il tuo intelletto “razionale” non riesce ancora ad inquadrare correttamente tali esperienze, che appartengono senza dubbio al piano spirituale.

E’ solo una questione di mancanza di informazioni e di esperienza personale.

Proseguendo la pratica del bhakti yoga e prendendo informazioni da Srila Prabhupada, attraverso i suoi libri, ogni “tassello” di conoscenza andra’ al suo posto, formando alla fine un “puzzle” completo nella nostra memoria, che ci dara’ la visione globale di ogni cosa, dissipando tutti i dubbi che adesso possiamo avere, appunto per mancanza di informazioni provenienti dalla piattaforma spirituale.

Per qualsiasi richiesta siamo a tua disposizione, buon proseguimento e a presto, Haribol !

Gualberto
(Gokula Tulasi das)
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Sonia
Nuovo Utente


Lazio


2 Messaggi

Inserito il - 15/06/2009 : 19:40:53  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Grazie per la risposta lunga ed estremamente interessante.La dovrò rileggere più volte per capire i molteplici livelli che avverto.
Intanto, continuo nello studio.A presto,
Sonia
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RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


1961 Messaggi

Inserito il - 15/06/2009 : 23:44:21  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Grazie a te dell'interesse e buono studio, Hare Krishna !

Gokula Tulasi das
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