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 RADIO KRISHNA CENTRALE
 DOMANDE E RISPOSTE N. 16
 Lo Yoga e' pericoloso ?
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RKC Mayapur
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RKC

Estero


1982 Messaggi

Inserito il - 10/05/2009 : 20:42:18  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
POSTATO DA androgea


Ciao a tutti , sono un nuovo iscritto , frequento da poco un corso di yoga emeditazione ,trovo tutto molto intrerssante forse ancora un pò faticoso ma mi rendo conto sempre di più di essere attratto da questa disciplina (spero di non dire cavolate nel mio post)nonostante tutto sotto incuriosito da tantissime cose che ho letto nella rete e in vari siti concernenti allo yoga e alla meditazione .
Perchè alcuni Mantra sono pericolosi da recitare ?
Perchè devo avere paura o temere di fare qualcosa di errato ?
Mi piacerebbe tantissimo approfondire e documentarmi , mà purtroppo nella mia città non ci sono centri in cui mi posso rivolgere , Grazie a tutti per l'attenzione .

RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


1982 Messaggi

Inserito il - 14/05/2009 : 14:07:39  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro amico, Hare Krishna, benvenuto sul forum di RKC e grazie per le domande.

Ci sono diversi tipi di yoga, e da come lo descrivi, quello che pratichi tu, non corrisponde al bhakti yoga, diffuso dal Movimento Hare Krishna, che puoi conoscere leggendo questa guida pratica: www.radiokrishna.com/bhaktiyoga

Come vedrai si tratta di un facile metodo scientifico (per niente faticoso) nel quale non ci sono mantra pericolosi, e di cui non c'e' da avere alcuna paura: ogni argomento e' perfettamente spiegato, chiaro e preciso, e seguendo i link presenti nella guida, avrai accesso anche a tutta la documentazione necessaria per proseguire nella pratica, cioe' i libri di Sua Divina Grazia Bhaktivedanta Svami Prabhupada, fondatore e maestro spirituale dell'Associazione Internazionale per la coscienza di Krishna (per ora ne e' stato messo on-line solo qualcuno, in Italiano, ma se leggi l'Inglese li puoi trovare tutti tranquillamente).

E' molto buono e favorevole che tu sia attratto dalla disciplina dello yoga, significa che lo hai gia' praticato nelle vite precedenti, come spiega Krishna nel capitolo 6 della Bhagavad-Gita (qui: www.harekrsna.it/libri_on_line/la_bhagavad_gita/capitolo_06_cont.asp ):

"Dopo innumerevoli anni di godimento sui pianeti dei virtuosi, lo yogi che non ha raggiunto il successo nasce in una famiglia pia o in una famiglia ricca e aristocratica".
(Verso 41)

"Oppure [se ha fallito dopo una lunga pratica di yoga] nasce in una famiglia di spiritualisti dotati di grande saggezza. Una simile nascita e' certamente rara in questo mondo".
(Verso 42)

"Con questa nascita, o figlio di Kuru, egli ritrova la coscienza divina raggiunta nella vita precedente e tenta di fare ulteriori progressi per ottenere il successo completo".
(Verso 43)

"Grazie alla coscienza divina ottenuta nella sua vita precedente, egli rimane attratto dai principi dello yoga anche senza volerlo. Tale spiritualista, sempre desideroso di progredire, ha gia' superato tutti i principi ritualistici delle Scritture".
(Verso 44)

"Purificato da ogni contaminazione, lo yogi si sforza sinceramente di fare ulteriori progressi, finché dopo numerose vite di pratica ottiene la perfezione e raggiunge la destinazione suprema".
(Verso 45)

----------------

Vediamo la spiegazione di Bhaktivedanta Svami Prabhupada a quest'ultimo verso:

"Chi nasce in una famiglia virtuosa, agiata o cosciente di Dio capisce che queste condizioni sono particolarmente favorevoli alla pratica dello yoga, e riprende con determinazione il suo compito interrotto, fino alla completa purificazione. Quando è libero da ogni contaminazione materiale raggiunge la perfezione suprema, la coscienza di Krishna. La Bhagavad-gita lo conferma:

yesam tv anta-gatam papam
jananam punya-karmanam
te dvandva-moha-nirmukta
bhajante mam dridha-vratah

"Dopo innumerevoli vite di attività pie, quando si è completamente liberi da ogni contaminazione e da ogni dualità, frutto dell'illusione, ci si dedica al trascendentale servizio d'amore al Signore." (Bhavagad-Gita 7.28)

-----------

Nei due versi successivi, Krishna definisce come segue, a quale livello si situano le varie pratiche yoga:

"Lo yogi è più elevato dell'asceta, più elevato del filosofo empirico e più elevato dell'uomo che aspira ai frutti dell'azione. Perciò, in ogni circostanza, sii uno yogi, Arjuna".
(Verso 46)

SPIEGAZIONE di Bhaktivedanta Svami Prabhupada:

"Quando si parla di yoga s'intende il metodo che permette di unire la nostra coscienza alla Verita' Suprema e Assoluta. Secondo le pratiche adottate, lo yoga prende nomi diversi: karma-yoga (quando insiste sull'azione interessata), jnana-yoga (quando si orienta verso la ricerca filosofica), e bhakti-yoga (quando si fonda sulla relazione devozionale che unisce l'essere individuale al Signore Supremo). Il bhakti-yoga, o la coscienza di Krishna, e' il più elevato di tutti gli yoga, come mostrerà il verso seguente. Il Signore afferma in questo verso che lo yogi è superiore al karmi, che agisce sul piano materiale, ma non dice che è superiore al bhakti-yogi. Nessun tipo di yoga può essere più perfetto del bhakti-yoga, che è la conoscenza spirituale nella sua forma piu' pura. Senza la conoscenza del se' spirituale, l'ascetismo è incompleto.

Anche la conoscenza empirica senza l'abbandono al Signore Supremo è incompleta. E l'azione interessata, compiuta senza essere coscienti di Dio, è solo una perdita di tempo. La forma più alta di yoga è dunque il bhakti-yoga, come spiega chiaramente il verso successivo".

"E tra tutti gli yogi, colui che con grande fede dimora sempre in Me, pensa a Me e Mi offre il suo servizio con amore e devozione e' il più intimamente unito a Me nello yoga ed e' il più elevato di tutti. Questa è la Mia opinione".
(Verso 47)

SPIEGAZIONE di Bhaktivedanta Svami Prabhupada:

"... Tutti gli yoga conducono alla bhakti, che è il vero yoga. Tutte le altre forme non sono che gradini verso il bhakti-yoga. Dal karma-yoga, la strada è lunga. Si comincia col karma-yoga, cioè con l'agire senza aspirare ai frutti delle proprie azioni; poi, quando la conoscenza e la rinuncia maturano, si passa al jnana-yoga, il quale, quando è accompagnato dalla meditazione sull'Anima Suprema e dagli esercizi fisici, diventa astanga-yoga. Quando, infine, la meditazione si sposta su Krishna, la Persona Suprema, si raggiunge la perfezione dello yoga, la bhakti.

In realtà, il bhakti-yoga è il fine ultimo, ma per ben analizzarlo e' necessario comprendere gli altri metodi. Lo spiritualista che avanza gradualmente sulla scala dello yoga procede dunque sulla via dell'eterna fortuna; ma se si arresta a un gradino della scala, egli non sarà più che un karma-yogi, un dhyana-yogi, un raja-yogi, un hatha-yogi e cosi via. Colui che ha l'immensa fortuna di arrivare fino al bhakti-yoga supera tutti gli altri yogi.

Diventare coscienti di Krishna rappresenta dunque la perfezione dello yoga. Immaginiamo per un istante che le diverse forme di yoga siano alle montagne himalayane, le cui cime sono le più alte della Terra; si potrebbe allora paragonare il bhakti-yoga al monte Everest, la più alta di tutte le cime.

È una grande fortuna se una persona giunge alla coscienza di Krishna e si colloca in modo adeguato, secondo le direttive vediche, sul sentiero del bhakti-yoga. Lo yogi perfetto fissa la mente su Krishna, Syamasundara, sulla Sua meravigliosa carnagione che ha il colore di una nuvola carica di pioggia, il Suo volto bello come il fiore di loto, sfolgorante come il sole, i Suoi
vestiti luccicanti di gioielli e il Suo corpo ornato di una ghirlanda di fiori. Il Signore illumina tutto col Suo sfolgorio (il brahmajyoti) e Si manifesta in diverse forme, come quella di Rama, Nrisimha, Varaha, e anche nella Sua forma originale di Krishna.

La persona Suprema, Krishna, Govinda, Vasudeva, apparve come il figlio di Yasoda 5.000 anni fa. Egli è il bambino, lo sposo, l'amico e il maestro perfetto; Egli possiede tutte le perfezioni e tutte le qualita' trascendentali. Chi rimane sempre cosciente di questi aspetti del Signore è lo yogi più elevato.

La più alta perfezione dello yoga può essere raggiunta solo con la bhakti, come tutte le Scritture confermano:

yasya deve para bhaktir
yatha deve tatha gurau
tasyaite kathita hy arthah
prakasante mahatmanah

"Il significato e il valore del sapere vedico si rivelano immediatamente e in tutta la loro pienezza solo alle grandi anime dotate di una completa fede in Dio e nel maestro spirituale."
(Svetasvatara Upanisad 6.23)

Bhaktir asya bhajanam tad ihamutropadhi
naira syenamusmin manah-kalpanam etad eva naiskarmyam

"La bhakti è il servizio offerto con una completa devozione al Signore, senza l'intenzione di trarne il minimo profitto materiale, in questa vita o nelle prossime. Libero da queste tendenze egoistiche, l'uomo deve fissare la mente sull'Essere Supremo. Ecco lo scopo del naiskarmya."
(Gopala-tapani Upanisad 1.15)

Questi sono alcuni aspetti della pratica della bhakti, o coscienza di Krishna, il più perfetto di tutti gli yoga".

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In realta' questo e' anche l'unico tipo di yoga ad essere veramente efficace di questi tempi.
Di solito infatti, cio' che e' spacciato per yoga nelle palestre e nei centri culturali si riduce a qualche tecnica di respirazione, unita ad un po' di ginnastica o stretching, che sono soltanto stadi preliminari dell'astanga-yoga, un metodo di realizzazione spirituale valido, ma non attuabile ai nostri giorni.

Tale metodo richiede condizioni esterne di concentrazione e di controllo del se' estremamente rigide (per esempio, totale celibato, isolamento in un luogo santo, rimanere fissi in una certa
posizione ecc.), ed una lunghissima durata di vita, dell'ordine di diverse decine di Migliaia di anni, per portare risultati concreti, percio' era praticato nel Satya yuga, Milioni di anni fa, quando le condizioni esterne erano molto piu' favorevoli, e la vita media dell'uomo durava 100.000 anni.

Gradualmente la durata della vita dell'uomo si riduce del 90% al passaggio di ognuna delle 4 ere che si succedono durante la creazione dell'Universo materiale: nel Satya yuga, l'epoca di maggior virtu', era possibile vivere fino a 100.000 anni, piu' tardi, nel Treta yuga, 10.000 anni, nell'era successiva, il Dvapara yuga, 1.000 anni, e nell'epoca attuale, il Kali yuga, l'uomo puo' vivere al massimo 100 anni, se e' molto fortunato.

Nei Veda sono descritti grandi yogi che meditavano in perfetta concentrazione, fissi nella stessa posizione, per 10, 20 o anche 50.000 anni, allo scopo di raggiungere il successo in quel tipo di yoga, cioe' realizzare il Paramatma, un'espansione plenaria di Dio, la persona suprema, presente nel cuore di ogni essere vivente.

E' ovvio che tale forma di meditazione non puo' essere praticata con successo, nelle condizioni attuali della societa', a parte il fatto che comunque, perfino chi raggiungeva la perfezione dell'astanga o dell'hatha yoga, nei tempi antichi, non aveva affatto la garanzia di non cedere, piu' tardi, di fronte alle lusinghe dell'energia materiale (vedi Visvamitra muni, che dopo 60.000 anni di meditazione perfetta, rimase attratto da Menaka, una bellissima ragazza, e cesso' la sua pratica per accoppiarsi con lei).

In conclusione, lo yoga piu' efficace e praticabile da tutti noi, oggigiorno, e' il bhakti-yoga, che e' indipendente dalle condizioni esterne ed e' di sicuro effetto fin dall'inizio della pratica.

Per quanto riguarda i mantra "pericolosi", si, i Veda menzionano alcuni casi in cui la tonalita' o la metrica sbagliata nella pronuncia di certi mantra, produce effetti indesiderati, ma anche questa pericolosita' dev'essere rapportata, proporzionalmente, alla ridotta efficacia della recita dei mantra in quest'era.

In kaliyuga infatti, generalmente gli uomini non hanno qualifiche di purezza e di virtu' sufficienti ad ottenere veramente dei risultati tangibili, pronunciando i mantra vedici, come accadeva nel passato, e questo vale anche per gli errori che si potrebbero commettere, volontariamente o meno.

In altre parole, nessun mantra e' ora efficace, con l'eccezione del maha-mantra

HARE KRISHNA HARE KRISHNA
KRISHNA KRISHNA HARE HARE
HARE RAMA HARE RAMA
RAMA RAMA HARE HARE

a cui il Signore Caitanya in persona, un avatara di Krishna apparso circa 500 anni fa nel Bengala, India, ha dato ogni potenza d'azione, indipendentemente dalle condizioni esterne in cui e' cantato, proprio allo scopo di favorire noi, anime cadute di quest'epoca, in cui non vi e' altro metodo realmente efficace.

Ti invito quindi a praticare il bhakti yoga senza paura, rimanendo a tua disposizione per ogni approfondimento.

Haribol !

Gokula Tulasi das
(RKC Pisa)
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androgea
Nuovo Utente



4 Messaggi

Inserito il - 19/05/2009 : 17:29:40  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ti ringrazio per le tue risposte , sto approfondendo la lettura del capitolo 6 della Bhagavad-Gita anche se comunque trovo stupendi tutti i passi , l'unico ad avermi un po " sbigottito " e il capitolo in cui Krisna esorta Aruna ala guerra contro i parenti .
Comunque la trovo molto affascinate nel frattempo ti ringrazio e ti auguro serenità .
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RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


1982 Messaggi

Inserito il - 24/05/2009 : 09:43:54  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Hare Krishna,
non ti preoccupare, tutto sara' chiaro continuando la lettura.

Nella Bhagavad-Gita, Krishna sta appunto spiegando ad Arjuna che i "parenti" contro cui combattera' sono in realta' anime spirituali eterne (come tutti gli esseri viventi), percio' non li uccidera' veramente: prenderanno semplicemente un'altro corpo, secondo gli atti compiuti in precedenza da ognuno di loro (e poiche' Arjuna era un capo militare, il suo dovere era quello di combattere).

Naturalmente questo non deve incoraggiare chiunque a uccidere indiscriminatamente, con la scusa dell'eternita' dell'anima: la battaglia di Kuruksetra faceva parte di un preciso piano del Signore a beneficio dell'umanita', in cui i principi religiosi sarebbero stati salvaguardati, infatti fu combattuta per Sua volonta' diretta, e tutti coloro che vi parteciparono, sia amici che nemici, ottennero la liberazione e tornarono nel mondo spirituale, per una Sua grazia particolare: ma cio' non vale affatto per altre situazioni, anzi, secondo la legge del Signore si dovra' pagare l'uccisione perfino di una formica o di un filo d'erba, anche se involontaria.

Quindi non si puo' paragonare la situazione della battaglia di Kuruksetra, atto finale di un vasto piano diretto dal Signore supremo Stesso per il bene dell'umanita', alle guerre ordinarie, che possiamo vedere ai nostri giorni.

Infatti Krishna discese sulla Terra 5000 anni fa su richiesta degli esseri celesti (gli amministratori dell'Universo), con il principale scopo di eliminare gli eserciti demoniaci che stavano prendendo il sopravvento sul pianeta, e la battaglia di Kuruksetra a cui la Bhagavad-Gita si riferisce, non rappresenta altro che la fase finale del Suo piano, in cui comunque, tutti coloro che vi presero parte, sia amici che nemici, ottennero lo stesso beneficio, tornando nel mondo spirituale.

Questa e' la misericordia incondizionata del Signore, che quando discende, favorisce allo stesso modo sia i demoni che i devoti, come in una specie di amnistia generale.

Puoi leggere i particolari della discesa del Signore 5000 anni fa nel Libro di Krishna, un riassunto del 10° canto dello Srimad-Bhagavatam, il testo vedico che descrive le piu' importanti attivita' di Dio e dei Suoi devoti; proprio all'inizio (capitolo 1) e' appunto spiegato come gli amministratori dell'Universo pregarono Krishna di apparire sulla Terra, vedi qui:

www.harekrsna.it/libri_on_line/il_libro_di_krishna/capitolo_01.asp


Buona lettura, Haribol !

Gokula Tulasi das
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