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 RADIO KRISHNA CENTRALE
 DOMANDE E RISPOSTE N. 14
 Domanda [sulla guerra di Kuruksetra, n.d.r.]
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mario
Utente Normale



7 Messaggi

Inserito il - 17/10/2008 : 20:38:19  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Urge cortesemente una risposta.
Arjuna si sente dire: "Combatti".
Tanto, non puoi fare nulla davanti al materialismo.
Tanto, fare è meglio che non fare.
Però, combatti con distacco, eccetera, eccetera.
Ma se Arjuna va in battaglia sicuramente uccide.
E se uccide nella prossima vita sarà ucciso.
E' mai possibile che Dio dia ordine di uccidere?
E' mai possibile che Dio origini il turbine delle reincarnazioni?

RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


1985 Messaggi

Inserito il - 22/10/2008 : 21:51:15  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro Mario, Hare Krishna, grazie per il post.

Attento pero' che le tue affermazioni non tengono dell'effettivo contesto in cui si svolge il dialogo tra Krishna e Arjuna, e sono dovute ad una mancanza di conoscenza della differenza tra corpo e anima spirituale e della posizione del Signore supremo, nonche' della Sua missione al tempo della battaglia di Kuruksetra.

Spiegare qui tutto cio' che ancora non hai assimilato e' un'impresa assai ardua per non dire impossibile, per questo si suggerisce di leggere a fondo, completamente e con attenzione, tutta la Bhagavad-Gita, possibilmente piu' volte, prima di cimentarsi in domande che trovano presto risposta con la semplice lettura del testo.

Comunque approfittiamo del tuo intervento per chiarire la questione almeno parzialmente, anche a beneficio degli altri lettori del forum.
Citazione:
Arjuna si sente dire: "Combatti".
E' ovvio. Non potrebbe andare diversamente, dato che Arjuna e' un guerriero, un grande capo militare (lo potremmo paragonare ad un nostro Generale di Stato Maggiore) che proprio un attimo prima della battaglia si sta tirando indietro come un codardo, anche se con motivazioni "pseudo-moraliste". Se un qualunque soldato rifiutasse di compiere il proprio dovere in tempo di guerra, quando la battaglia e' imminente, sarebbe immediatamente fucilato come disertore o traditore. Tanto piu' un Generale.

D'altra parte prima della battaglia di Kuruksetra, in cui si svolge il dialogo tra Krishna e Arjuna, erano stati fatti molti tentativi diplomatici per scongiurare la guerra, da parte della fazione di Arjuna e Krishna (per decine di anni), ma davanti all'ostinato rifiuto di accordo della parte avversa, il conflitto divenne inevitabile per ristabilire i principi della religione.
Percio' e' del tutto normale che un comandante in capo, in quel frangente, venga spronato a combattere, secondo la sua posizione nella societa'.
Citazione:
Tanto, non puoi fare nulla davanti al materialismo.
Materialismo significa errata identificazione dell'anima spirituale eterna con il corpo materiale temporaneo e con cio' che ad esso e' relativo. Infatti Arjuna viene rimproverato da Krishna per aver erroneamente identificato i suoi parenti e amici con i corpi che li rivestono, rifiutandosi di combattere per non danneggiare questi ultimi, comportandosi cosi' come chi voglia salvare un uomo che sta annegando in un fiume recuperando semplicemente il suo vestito.
Questo atteggiamento era del tutto fuori luogo, specialmente nel contesto della battaglia, e per questo Krishna non lo approva.
Citazione:
Tanto, fare è meglio che non fare.
Qui stai confondendo diversi insegnamenti, dati in capitoli diversi della Bhagavad-Gita.

Quando Krishna dice che l'azione e' migliore dell'inazione, si riferisce al compimento del proprio dovere nella societa', che nel caso di Arjuna era quello di combattere, essendo un comandante militare: poiche' Arjuna rifiutava di compierlo, esponendosi cosi' all'infamia ma soprattutto a gravi reazioni karmiche (infatti non compiere il proprio dovere e' un'attivita' peccaminosa), Krishna come amico e maestro lo incita a darsi una mossa. Cosa del tutto normale.
Citazione:
Però, combatti con distacco, eccetera, eccetera.
Esatto: per come era istituita a quel tempo la societa', perfettamente in linea con le direttive dei Veda, che suggeriscono il sistema scientifico dei "varna" e degli "ashrama" (suddivisione in 4 categorie sociali e 4 spirituali, vedi Bhagavad-Gita 4.13, qui: http://win.harekrsna.it/libri_on_line/la_bhagavad_gita/capitolo_04_cont.asp ), compiendo il proprio dovere senza attaccamento al risultato, secondo la posizione sociale occupata, si esegue il metodo chiamato "naiskama-karma", che propone di agire senza attaccamento ai frutti dell'azione stessa, ottenendo cosi' una certa liberta' dalle reazioni karmiche che dovremmo (altrimenti) subire.

Krishna sta gradualmente spiegando ad Arjuna i vari stadi della scala dello yoga, praticati dagli uomini di una societa' veramente civile quale era quella vedica, per poi arrivare al gradino piu' alto, il bhakti yoga. Il naiskama-karma-yoga descritto qui e' uno di tali stadi.
Citazione:
Ma se Arjuna va in battaglia sicuramente uccide.
E se uccide nella prossima vita sarà ucciso
Non esattamente.
Poiche' agisce per conto del Signore, dietro Suo ordine diretto, Arjuna non soltanto, non dovra' subire alcuna reazione per l'uccisione dei nemici, ma anzi permettera' loro di purificarsi e di raggiungere la liberazione immediatamente, al momento stesso della morte (destinazione che non avrebbero mai potuto raggiungere se fossero morti ordinariamente).
Citazione:
E' mai possibile che Dio dia ordine di uccidere?
E' mai possibile che Dio origini il turbine delle reincarnazioni?
L'ordine di Dio va sempre a beneficio degli uomini, anche quando Egli li uccide.
Il Signore scende sui vari pianeti dell'universo ad intervalli regolari, e la Sua missione e' sempre la stessa: proteggere i Suoi devoti e uccidere i miscredenti, i demoni che disturbano l'ordine cosmico da Egli stesso costituito.
Ma queste due attivita' portano lo stesso beneficio ad entrambe le categorie di persone a cui sono rivolte: essendo protetti e confermati nel loro servizio devozionale, i devoti e le persone sante sono rese felici ed entusiaste dalla presenza personale del Signore, mentre i demoni che sono uccisi da Lui, o dietro Suo ordine diretto (come nel caso di Arjuna nella battaglia di Kuruksetra), sono purificati da ogni peccato ed ottengono la liberazione, tornando immediatamente nel mondo spirituale.

Infatti per Krishna non esiste alcuna dualita': agire in un modo (proteggendo) o nell'altro, perfino opposto (uccidendo) e' per Lui la stessa cosa, poiche' nessuna delle Sue azioni appartiene al campo dell'energia materiale, bensi' a quello della Sua energia interna, spirituale.
Anche quando Egli appare in questo mondo, conserva tale posizione spirituale, e le Sue azioni appartengono tutte al piano trascendentale, cioe' non comportano alcuna reazione karmica, ne' per Lui stesso, ne' per le persone coinvolte; anzi, queste ultime beneficiano del Suo intervento diretto ottenendo immediatamente la piu' alta destinazione, il mondo spirituale, in qualunque relazione esse si pongano verso di Lui: che siano amici o nemici, non fa alcuna differenza, tutti otterranno il massimo beneficio.

Quindi Dio non origina affatto il turbine delle reincarnazioni, al contrario lo ferma definitivamente, qualsiasi azione Egli compia, perfino se uccidesse, che sia direttamente o attraverso il Suo puro devoto nell'ambito della Sua missione: infatti bisogna chiarire qui che Krishna apparve sulla Terra 5.000 anni fa su espressa richiesta degli esseri celesti (gli amministratori dell'universo), i quali erano preoccupati dell'eccessivo aumento di persone demoniache sul pianeta.

Per rispondere alla loro richiesta, Krishna discese nella Sua forma originale (svayam rupa) e svolse i Suoi passatempi trascendentali in diverse fasi: dall'infanzia all'adolescenza visse a Vrindavana scambiando relazioni affettuose con i Suoi devoti (il primo scopo della Sua venuta), e dalla giovinezza si reco' prima a Mathura e poi a Dvaraka per compiere la Sua missione di annientare gli esseri demoniaci (il secondo scopo) che, a quell'epoca, avevano assunto principalmente la posizione di re ksatriya, guerrieri.
Tutto cio' e' spiegato nella Bhagavad-Gita, ed e' anche ben riassunto nel primo capitolo del Libro di Krishna, vedi qui: http://win.harekrsna.it/libri_on_line/il_libro_di_krishna/capitolo_01.asp

La battaglia di Kuruksetra non rappresenta altro che l'ultimo atto di questa missione: Krishna fa in modo di riunire in questo scontro tutti gli eserciti della Terra (formati appunto, dagli esseri demoniaci di cui si parla), e con la loro totale distruzione, 640 Milioni di persone in 18 giorni, Egli completa la Sua missione, come previsto.
Nel fare questo pero', per la Sua misericordia incondizionata, Krishna si prende cura di dare a tutte le persone coinvolte il massimo beneficio, la liberazione spirituale, siano esse amiche o nemiche, devoti o demoni, indifferentemente.
Arjuna agisce come Suo amico, altri come Suoi nemici nell'ambito della battaglia, tuttavia otterranno tutti il medesimo beneficio, come per una specie di amnistia generale.

Da notare che le guerre di quel tempo NON coinvolgevano affatto civili innocenti, donne o bambini, ma soltanto i guerrieri, in un selezionato campo di battaglia con limiti precisi, dal quale il conflitto non poteva uscire.

Haribol

Gokula Tulasi das
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