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 RADIO KRISHNA CENTRALE
 DOMANDE E RISPOSTE N. 13
 Bene e Male
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JayaJaya
Utente Medio


Lazio


13 Messaggi

Inserito il - 20/06/2008 : 17:46:11  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
chi può spiegarmi cosa sono il bene ed il male,quale è il loro significato ultimo?

Grazie.



Andrea.m
Moderatore


Emilia Romagna


147 Messaggi

Inserito il - 22/06/2008 : 17:20:17  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Hare Krishna JayaJaya, grazie della domanda.

Il male è essenzialmente costituito da tutte quelle attività che non mirano a risvegliare la propria relazione con Krishna, Dio, e che quindi si riferiscono solamente alla gratificazione del corpo materiale, gratificazione che prima o poi dovrà necessariamente finire.

Le azioni buone sono definite anche “pie”, e sono quelle azioni che vengono compiute in accordo ai precetti delle scritture rivelate (sastra), ossia dall’insieme di leggi che Dio ha emanato per regolare la vita degli uomini all’interno del mondo materiale.

Questo tipo di attività pie si può suddividere in tre gruppi, a seconda del fine che permettono di raggiungere:

- Bhakty-unmukhi-sukriti: le attività virtuose che risvegliano la coscienza di Krishna addormentata;

- Bhogonmukhi: le attività virtuose che permettono di ottenere l’opulenza materiale;

- Mokshonmukhi: le attività virtuose che permettono di fondersi nel Brahman impersonale.

Da questa classificazione si può capire che solo il primo tipo di attività virtuose mira a risvegliare la propria coscienza di Krishna, e quindi è di natura spirituale, mentre le altre due categorie di attività pie sono materiali perché portano frutti temporanei.

L’opulenza materiale è temporanea perché è in relazione alla durata del corpo, anch’esso temporaneo, e la fusione col Brahman è una condizione temporanea perché ignora la vera posizione dell’anima individuale, eternamente attiva.

Poiché l’anima è attiva per natura, la fusione nel Brahman non la soddisfa pienamente, e prima o poi rifiuterà anche questa condizione di immobilità per ritornare però ad agire nel mondo materiale, poiché ancora ignara del mondo spirituale e delle vere attività che vi si svolgono.

Si può concludere quindi che questi ultimi due tipi di attività virtuose non sono veramente benefiche per l’anima, poiché non riguardano la sua vera natura spirituale e attiva.

Questi due tipi di attività virtuose sono causa di rinascita nel mondo materiale, e quindi di sofferenza.

Il fine sia di un’azione buona (Bhogonmukhi e Mokshonmukhi) che di un’azione cattiva è la gratificazione dei sensi, propri o altrui.

Poiché le anime condizionate sono influenzate dalle tre influenze della natura materiale (virtù, passione ed ignoranza), soddisfano i propri desideri in modi differenti, a seconda dell’influenza materiale a cui sono maggiormente soggette.

Così chi è soggetto alla virtù agirà in modo virtuoso, e le sue azioni saranno considerate “buone”, mentre chi è soggetto alla passione o all’ignoranza agirà in modo empio, e le sue azioni saranno considerate “cattive o malvage”.

La legge del Karma però vuole che qualsiasi azione materiale, sia buona che cattiva, coinvolga il suo autore in una serie di reazioni che lo porteranno poi ad assumere un nuovo corpo materiale, dove potrà godere dei risultati derivanti dalle sue azioni e soffrirne, dal momento che comunque tali risultati saranno sempre temporanei.

In conclusione il risultato di un’azione (sia buona che cattiva) compiuta con una concezione materialistica, ossia senza tenere conto della propria relazione con Krishna, è sempre un corpo materiale.

Questo processo è descritto da Krishna nella Bhagavad Gita:

“L’attività deve essere compiuta come sacrificio a Vishnu, altrimenti lega il suo autore al mondo materiale. Per questa ragione o figlio di Kunti, compi i tuoi doveri per la soddisfazione di Vishnu e resterai per sempre libero dai legami della materia”. (B.G.3.9)

Finché le nostre azioni non saranno votate alla soddisfazione di Krishna saranno sempre fonte di innumerevoli problemi, sia che si tratti di azioni buone o cattive, di bene o di male, poiché ne dovremo subire le reazioni nella forma di corpi materiali, tutti temporanei.

In questo senso il concetto di “bene” e “male” è solamente una speculazione mentale completamente arbitraria, infatti ciò che per me è bene, per qualcun altro potrebbe essere il male peggiore.

Anche tra le azioni virtuose (nell’ambito del Bhogonmukhi e del Mokshonmukhi) e quelle empie non vi è una vera differenza, perché i frutti di entrambe sono temporanei.

Le azioni di chi agisce nella coscienza di Krishna (Bhakty-unmukhi-sukriti) invece non portano conseguenze, non sono causa di incatenamento materiale ma anzi, risvegliano la propria posizione costituzionale, dando all’anima individuale quella felicità eterna e completa che ha da sempre cercato di ottenere nel mondo materiale, fallendo però sistematicamente.

Poiché noi siamo anime spirituali legate eternamente a Krishna da una relazione di servizio, il vero bene consiste solamente nel risvegliare questa relazione, che è la nostra posizione costituzionale e l’unica fonte di felicità.

Il Bhakti yoga è il processo che permette di attuare questo risveglio, questo cambiamento di coscienza.

Giunti al livello spirituale non saremo più toccati dal cosiddetto “bene” o “male”, perché avremo pienamente realizzato di non essere questo corpo materiale, a cui tali concetti si applicano.
Al livello spirituale questa distinzione duale non esiste, perché ogni azione sarà rivolta alla soddisfazione di Krishna, e per questo fonte solo di felicità.

Questo livello di perfezione è definito “Brahma bhuta” e può essere raggiunto facilmente seguendo le semplici pratiche della coscienza di Krishna, prime fra tutte il canto del Maha mantra e la lettura dei libri di Srila Prabhupada, e successivamente la pratica dei 4 principi regolatori.

Haribol !
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JayaJaya
Utente Medio


Lazio


13 Messaggi

Inserito il - 04/07/2008 : 22:48:13  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Hare Krishna!
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