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 Il Nettare della Devozione
 Capitolo 41: la devozione fraterna
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Andrea.m
Moderatore


Emilia Romagna


147 Messaggi

Inserito il - 07/06/2008 : 16:37:22  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Hare Krishna a tutti, oggi affronteremo il capitolo 41 del Nettare della Devozione, intitolato “La devozione fraterna”.

L’anima individuale è un frammento spirituale infinitesimale di Dio, Krishna, ed è legata a Lui da una relazione eterna basata su un atteggiamento di servizio devozionale nei Suoi confronti.

Questa relazione eterna si basa su diversi sentimenti, tutti spirituali, che il devoto può provare nei confronti di Sri Krishna, e fra questi sentimenti se ne riconoscono cinque principali:

- sringara, ossia il sentimento amoroso;
- vatsalya, affetto dei genitori;
- sakhya, amicizia o affetto fraterno;
- dasya, servizio;
- santa, neutralità.

Questi sentimenti spirituali di amore verso Dio, Krishna, sono definiti più tecnicamente come “Bhakti rasa”, ossia “dolci sentimenti”.

La caratteristica di questi rasa, dolci sentimenti, è quella di essere eterni (amrita) e di rappresentale la posizione costituzionale dell’anima individuale.

Tuttavia nel mondo materiale questa nostra originaria relazione con Dio in uno di questi sentimenti, è coperta dalla contaminazione materiale, necessaria per poter permettere all’anima individuale di tentare artificialmente di godere del mondo materiale, desiderio che l’ha portata a cadere dal mondo spirituale.

Ora, qui nel mondo materiale, l’anima deve prendere innumerevoli corpi materiali tutti conformi ai suoi stessi desideri, e a causa di tali corpi subire le innumerevoli sofferenze imposte della natura materiale: nascita, crescita, malattia, vecchiaia e morte.

Nel mondo materiale, dove abbiamo dimenticato la nostra relazione con Dio e la nostra vera funzione di Suoi servitori, ci impegnamo in innumerevoli affari e intratteniamo numerose relazioni con altri esseri viventi nel disperato tentativo di godere, ma la realtà è che infine, per un motivo o per l’alto, non riusciamo veramente ad essere felici come desidereremmo.

Raggiunta la forma di vita umana dovremmo porci proprio questo interrogativo: perché non riesco a godere in modo completo ed eterno come vorrei ?

La risposta è che ogni attività nel mondo materiale è destinata a finire con la morte del corpo, o con la distruzione finale di questa manifestazione cosmica, e quindi nessun vero piacere può essere tratto da relazioni instaurate in quest’ambito temporaneo.

Il mondo materiale temporaneo rappresenta quindi per l’anima spirituale eterna un ambiente innaturale.

Infatti, poiché noi siamo eterni e abbiamo un’eterna relazione con Dio, solamente riscoprendo questa relazione potremo trovare la vera soddisfazione.

La scienza spirituale del Bhakti yoga è il metodo che ci permette di ristabilire questo “contatto”, questa relazione di servizio con Dio, Krishna.

Non si tratta di un metodo settario vincolato da circostanze materiali come il colore della pelle, la religione, la nazionalità la specie ecc...perchè tutte le anime individuali, qualsiasi corpo abbiano ottenuto, sono parti integranti e infinitesimali di Dio, e quindi posseggono anche un’eterna relazione di servizio verso di Lui.

Il metodo del Bhakti yoga ci permette appunto di ristabilirci in questa condizione naturale e riallacciare la nostra relazione con Dio.

Questo metodo ha inizio principalmente con il canto del maha mantra Hare Krishna e con la lettura dei libri di Sua Divina Grazia A.C Bhaktivedanta Srila Prabhupada, ossia “Sravanam kirtanam Vishnu”, il canto e l’ascolto di ciò che riguarda Dio, Krishna.

Questo è ciò che corrisponde ad una pratica iniziale della coscienza di Krishna poi, per chi desidererà fare ulteriori progressi, si potrà pensare di introdurre altre pratiche come i quattro principi regolatori atte a rafforzare e velocizzare la comprensione e l’avanzamento spirituale.

Comunque sia si tratta sempre di aggiungere le pratiche della coscienza di Krishna alla nostra vita quotidiana, senza interferire con i nostri doveri comuni di cittadini, uomini di famiglia, d’affari ecc…

Ora ci addentreremo nello studio più approfondito di uno dei cinque rasa menzionati sopra e di cui tratta il presente capitolo, ossia quello della devozione fraterna.

Naturalmente tali sentimenti sono manifestati solo dai puri devoti, ossia coloro che vivono sempre in compagnia di Krishna senza mai dimenticarsi di Lui, nemmeno all’interno del mondo materiale.

Occorrerà quindi fare una netta distinzione tra noi e questi grandi puri devoti, compagni costanti del Signore nel mondo spirituale, e non tentare artificialmente di imitarli nei loro sentimenti di amore per Dio.

La nostra posizione è quella di anime condizionate che hanno dimenticato la relazione che le unisce a Krishna, ben lontane dalla perfezione spirituale raggiunta da questi puri devoti, completamente liberi da ogni copertura materiale.

Il nostro spirito dovrebbe essere piuttosto quello di seguire sinceramente le istruzioni di un maestro spirituale autentico, e per la sua misericordia tornare a Dio alla fine di questa vita riscoprendo a quel punto la relazione che unisce a Lui

Con questa comprensione preliminare è possibile accostarsi all’ascolto delle attività di questi puri devoti, e del particolare sentimento con cui offrono un servizio devozionale a Sri Krishna.

Si definisce “amore per Dio in un atteggiamento fraterno” il sentimento di un devoto che si è stabilito in modo permanente nel servizio di devozione, maturando un dolce sentimento di fraternità per Dio.

I fattori stimolanti di questa relazione fraterna possono essere:

- Krishna Stesso;
- i differenti nomi del Signore, le Sue forme, le Sue qualità sublimi e tutto ciò che lo circonda;
- i Suoi gioielli, la bellezza del Suo corpo, gli insegnamenti della Bhagavad Gita, la Sua misericordia e tante altre caratteristiche del Signore;
- anche i compagni di Krishna a Vrindavana stimolano il sentimento di fraternità perché il loro aspetto, le loro qualità e i loro ornamenti sono uguali a quelli di Krishna.

Questi devoti, uniti a Krishna da un sentimento fraterno, sono denominati “vayasya”, e generalmente partecipano alle attività del Signore all’interno della regione chiamata Vrindavana.
Esistono anche vayasya al di fuori di Vrindavana, e sono grandi devoti come Arjuna, Bhima, Draupadi, e Sridama Brahmana.

Ecco ora una descrizione dei vayasya di Vrindavana tratta da una preghiera:

“Gloria ai vayasya di Sri Krishna, che dividono con Lui l’età, le qualità, i divertimenti, l’abbigliamento e la grazia. Essi hanno l’abitudine di suonare flauti fatti con le foglie di palma, possiedono corni come quello di Krishna, fatti di corno di bufalo e decorati con oro, corallo e pietre preziose come l’indranila, e sono sempre allegri come lo è Krishna. Che questi compagni gloriosi del Signore ci proteggano sempre !”

Un’altra caratteristica dei vayasya di Vrindavana, è che essi sono legati a Krishna da un’amicizia fraterna così profonda che credono a volte di eguagliarlo.

Durante il periodo in cui Krishna dovette sostenere la collina Govardhana, per proteggere gli abitanti di Vrindavana dalla piogge torrenziali mandate da Indra i vayasya dissero a Krishna:

“Caro compagno, sono almeno sette giorni e sette notti che stai qui senza mai riposarTi. Questo ci causa un grande dolore perché possiamo vedere come si arduo il compito che Ti sei assunto. Secondo il nostro parere, non dovresti più sostenere questa collina ma dovresti farla passare dalla Tua mano a quella di Sudama. Noi soffriamo molto nel vederTi così, e se Tu credi che Sudama sia incapace di sostenere la collina Govardhana, almeno cambia mano, passala sulla tua mano destra, così noi potremo massaggiarTi la sinistra”.

I vayasya si Gokula si possono suddividere in 4 grupi:

- gli amici benevoli;
- gli amici;
- gli amici confidenziali;
- gli amici intimi.

Gli amici benevoli sono un po’ più grandi di Krishna in età. E provano per Lui un certo affetto parentale; infatti cercano sempre di proteggerLo da ogni pericolo, perciò a volte portano delle armi che usano contro chiunque voglia farGli del male.

Tra questi amici i principali sono: Subhadra, Mandalibhadra, Bhadravardhana, Gobhata, Yaksha, Indrabhata, Bhadranga, Virabhadra, Mahaguna, Vijaya e Balabhadra.

Tra questi amici benevoli, Mandalibhadra e Balabhadra occupano il primo posto. Così è descritto Mandalibhadra: la sua carnagione è gialla e porta un abito molto bello. Ha sempre in mano un bastone di vari colori, ha il capo ornato di una piuma di pavone e ha sempre un aspetto molto attraente.

I compagni più giovani di Krishna, che sono sempre con Lui e Gli offrono ogni tipo di servizio, sono considerati i Suoi amici abituali, o più semplicemente i Suoi amici.

Essi vengono definiti “sakha”e sono: Visala, Vrishabha, Ojasvi, Devaprastha, Varuthapa, Maranda, Kusumapida, Manibandha e Karandhama.

Ognuno di questi amici cerca solo di servire Krishna, e Devaprastha è descritto così: è molto forte, ricco di una vasta conoscenza e molto esperto nel gioco del pallone. È vestito di bianco e una cordicella lega sul capo i suoi capelli. Ogni volta che scoppia una lotta tra Krishna e i demoni, Devaprastha è il primo a portare aiuto e a combattere con la forza di un elefante.

Gli amici confidenziali si chiamano “priya-sakha” e hanno press’a poco la Sua età.

Ciò che li distingue dagli amici benevoli e dagli amici abituali è che, mentre questi ultimi agiscono rispettivamente sulla base di un affetto paterno e di un atteggiamento di servizio, gli amici confidenziali agiscono su un piano di parità col Signore.

Di questo gruppo fanno parte: Sridama, Sudama, Dama, Vasudama, Kinkini, Stoka-Krishna, Amsu, Bhadrasena, Vilasi, Pundarika, Vitanka e Kalavinka.

Tutti, con le loro varie attività, danno a Krishna un piacere trascendentale nel compimento dei Suoi numerosi divertimenti.

Tra loro Sridama è il primo, egli si veste di giallo, porta un corno di bufalo e indossa un turbante color rame. Il suo colorito è scuro e dal suo collo pende una bella ghirlanda di fiori. La sua gaia amicizia lo spinge a sfidare Krishna alla lotta.

Per quanto riguarda gli amici intimi, essi sono definiti “priya-narma”, e tra loro vi sono: Subala, Arjuna, Gandharva, Vasanta e Ujjvala.

Subala e Ujjvala sono considerati i principali, Subala è descritto così: la sua carnagione è come l’oro fuso. È molto caro a Krishna, porta una ghirlanda di fiori al collo e si veste di giallo. I suoi occhi sono simili ai petali del fiore di loto e la sua intelligenza è così elevata che i suoi discorsi e le sue istruzioni morali soddisfano pienamente tutti gli altri pastori. Offriamo i nostri omaggi a Subala, l’amico di Krishna !

Ujjvala invece si veste di arancione ed ha uno sguardo vivo. Gli piace ornarsi di ogni tipo di fiori. La sua carnagione è quasi uguale a quella di Krishna e una collana di perle orna il suo collo.

Fine

Grazie


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