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 RADIO KRISHNA CENTRALE
 DOMANDE E RISPOSTE N. 11
 sulla durata del canto
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azanco
Utente Medio



Piemonte


18 Messaggi

Inserito il - 28/06/2007 : 18:26:53  Mostra Profilo
Hare Krishna,

Sono un neofita nella Coscienza di Krishna e da pochi mesi canto il maha mantra. Volevo chiedere se c'è un modo per cantarlo così da non superare le due ore: io forse lo canto troppo lento, e impiegando dieci minuti a giro finisco in due ore e quaranta minuti !

Saluti e Hare Krishna !
Azanco

RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


1939 Messaggi

Inserito il - 29/06/2007 : 07:34:28  Mostra Profilo
Caro amico, Hare Krishna, grazie della domanda e del tuo interesse per la coscienza di Krishna.

Impiegare 10 o anche 12 (o piu') minuti per ogni giro di japa (di 108 mantra completi) e' normale all'inizio della pratica, non essendo abituati ne' a recitare, ne' a tenere la mente assorta nell'ascolto.

Gradualmente il tempo necessario diminuisce, fino a raggiungere in media 6-8 minuti, o poco meno (alcuni devoti riescono ad impiegare soltanto 5 minuti per ogni giro), dipende dall'attitudine personale.
Pero' non ci dev'essere alcuna forzatura, accadra' naturalmente nel corso della pratica, mantenendo i 4 principi regolatori, alzandosi presto al mattino e compiendo le attivita' prescritte nel servizio devozionale (in particolare lo studio regolare dei libri di Srila Prabhupada).

Eventualmente possiamo ascoltare il mantra recitato da Srila Prabhupada e cercare gentilmente di adattarci alla sua velocita', ma sempre senza forzare troppo. E' piu' importante ascoltare attentamente e recitare l'intero mantra, piuttosto che imitare Srila Prabhupada in maniera forzata, saltando magari qualche mantra qua' e la'. Tuttavia ascoltando lui, possiamo avere un'idea precisa di come dovrebbe essere (e di come sara', in effetti) la nostra recita giornaliera.

Puoi ascoltare e scaricare la recita del maha mantra di Srila Prabhupada dal nostro sito, nella sezione Download - Music A-K - Bhaktivedanta Svami Prabhupada - Chanting Japa.

http://www.radiokrishna.com/rkc_archive_new/index.php?q=s&sm=fi&s=chanting+japa

Sono due parti, la prima molto veloce e l'altra piu' lenta, scegli quella che piu' ti si addice e cerca di seguirla, senza forzature, ascoltandola in sottofondo, a basso volume, mentre reciti il japa (e' cosi' che viene fatto anche nei templi per la coscienza di Krishna).

Buon proseguimento, fammi sapere come va, se vuoi, anche privatamente all'indirizzo e-mail rkcfi@radiokrishna.com

Haribol !

Tuo servitore in coscienza di Krishna
Gokula Tulasi das
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azanco
Utente Medio



Piemonte


18 Messaggi

Inserito il - 05/07/2007 : 17:59:39  Mostra Profilo
Grazie per i consigli. Una domanda "tecnica": alcuni devoti pronunciano nel maha mantra la parola Hare in modo molto aspirato, altri (come lo stesso Prabhupada)meno. La cattiva pronuncia può eliminare i benefici del canto?

Haribol

Azanco
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RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


1939 Messaggi

Inserito il - 06/07/2007 : 04:36:57  Mostra Profilo
Caro Alessandro, Hare Krishna, grazie della ulteriore importante domanda.

La pronuncia non influisce sul canto del maha mantra Hare Krishna in quest'epoca, per il semplice motivo che Sri Caitanya Mahaprabhu, quando apparve sulla Terra, circa 520 anni fa, lo ha reso efficace ugualmente, senza necessita' di attenersi alle rigide regole vediche per la pronuncia dei mantra.

La pronuncia, la metrica, lo stato di purezza di chi canta, la posizione corporea e geografica, le condizioni esterne e molti altri fattori, infatti, devono essere presi in considerazione, e soddisfatti perfettamente secondo le istruzioni delle scritture, affinche' un mantra sia efficace, come per l'esempio l'OM.

Poiche' ai nostri giorni tutte queste cose non possono praticamente essere seguite per niente, o quasi, Sri Caitanya rese l'efficacia del canto del mantra Hare Krishna indipendente da ogni condizione esterna. In questo modo anche delle persone sfortunate come noi, che vivono in un'era dove l'avanzamento spirituale e' molto difficile, possono avvantaggiarsi del maha mantra, in qualunque situazione si trovino, perfino se non riescono a pronunciarlo correttamente: l'intenzione e' quella che conta (senza togliere che dovremmo fare comunque tutto il possibile, al massimo delle nostre possibilita', per pronunciarlo bene), perche' Krishna lo prendera' come una valida invocazione.

Questa e' anche la ragione per cui in kaliyuga l'unico sacrificio raccomandato (e possibile) e' proprio il sankirtana-yajna, il canto del santo nome del Signore.

Alla prossima, Haribol !

Gokula Tulasi das
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azanco
Utente Medio



Piemonte


18 Messaggi

Inserito il - 12/07/2007 : 16:30:38  Mostra Profilo
Hare Krishna,

Vorrei porti due domande : 1) che cosa succede ad un devoto iniziato se rompe il voto di recitare 16 giri o trasgredisce qualche principio regolatore? 2) Che differenza esiste tra servizio devozionale e liberazione?

Haribol e grazie in anticipo per le tue sempre preziose risposte

Azanco
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RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


1939 Messaggi

Inserito il - 14/07/2007 : 09:48:00  Mostra Profilo
Hare Krishna Alessandro, grazie delle domande.

1) Per raggiungere il piano trascendentale, Brahma bhuta, e' necessario seguire tutte le regole, in particolare il canto di 16 giri di Japa al giorno ed i 4 principi regolatori.

Se questo per qualche ragione non viene mantenuto, il devoto scivola di nuovo sul piano materiale, almeno temporaneamente, e ricomincia a subire le reazioni delle sue attivita'.

Se poi si riprende, puo' essere perdonato, e tornare sul piano spirituale, tuttavia questo dipende dalla sua relazione con Krishna: il Signore sa esattamente la motivazione della caduta, e perdona (o meno) in maniera sensata (una delle Sue qualita' e' di saper giudicare perfettamente la situazione in accordo alle circostanze).

In caso di caduta accidentale, involontaria, dovuta alla forza della natura materiale, a cattive abitudini, a compagnie sbagliate e cosi' via, di solito il devoto viene perdonato ed avvisato in molti modi su come modificare il suo comportamento per non essere piu' preda di tali cadute.

Gli "avvisi" ci arrivano attraverso il maestro spirituale, le scritture, gli altri devoti, eccetera.

Il devoto deve quindi scegliere se modificare le sue attivita' in modo da non rischiare piu' la caduta (infatti Srila Prabhupada ci ha dato ogni istruzione necessaria per condurre una vita del tutto spirituale), oppure continuare nel suo stato di coscienza misto, anomalo, ed in quest'ultimo caso, dopo ripetuti avvisi, Krishna puo' lasciare che il devoto cada di nuovo sul piano materiale, data la sua recidiva disattenzione.

Il numero degli avvisi ed il tempo di attesa del Signore e' del tutto soggettivo, e dipende dalla personale relazione del devoto con Lui, dal servizio svolto in precedenza, dalle sue reali intenzioni, dalle reazioni che le attivita' del devoto provocano, dalle persone coinvolte, e da moltissimi altri fattori (come Paramatma nel cuore di ognuno, il Signore li conosce tutti, e percio' giudica perfettamente).

Gli insegnamenti di Krishna e di Srila Prabhupada al riguardo delle cadute di un devoto sono espresse molto bene nella Bhagavad-Gita (9.30):

api cet su-duracaro
bhajate mam ananya-bhak
sadhur eva sa mantavyah
samyag vyavasito hi sah

"Anche se commettesse l'azione più detestabile, chi è impegnato nel servizio devozionale dev'essere considerato santo perché è situato con determinazione sul giusto sentiero".

SPIEGAZIONE DI SUA DIVINA GRAZIA BHAKTIVEDANTA SVAMI PRABHUPADA:

Il termine su-duracarah, usato in questo verso, è molto significativo e dovremmo cercare di comprenderlo bene. Quando l'essere e' condizionato ha la possibilità di compiere due tipi di attività: una corrisponde al suo stato condizionato e l'altra al suo stato originale. La prima comprende tutte le attività che sono in rapporto all'esistenza materiale e che sono definite "condizionate", come, per esempio, mantenere il proprio corpo, seguire le leggi dello Stato, della società e così via, attività che sono compiute anche dai devoti perfetti. Ma questi ultimi, che sono pienamente coscienti della loro natura spirituale, fanno in più delle attività spirituali, cioè s'impegnano nel servizio di devozione al Signore, nella coscienza di Krishna, attività, queste, che sono in accordo alla loro funzione originale ed eterna e sono conosciute col nome stesso di "servizio di devozione".

Allo stato condizionato, il servizio a Dio e il servizio al corpo, cioè il servizio devozionale e il servizio "condizionato", seguono talvolta vie parallele e talvolta vie opposte. Così, per quanto è possibile, il devoto sta bene attento a non fare nulla che possa rompere l'equilibrio della sua condizione sana perché sa che la perfezione delle sue attività dipende dalla sua realizzazione progressiva della coscienza di Krishna. Può succedere che un devoto compia una certa azione che in un determinato quadro politico e sociale possa sembrare reprensibile, ma questa "caduta" temporanea non lo squalifica affatto. A questo proposito lo Srimad Bhagavatam afferma che se una persona perfettamente assorta nel servizio trascendentale del Signore Supremo commette un errore, il Signore, dall'interno del suo cuore, la rialza, la "ripulisce" e le perdona l'errore, per quanto grave sia.
Il potere di contaminazione della materia è così grande che può sedurre perfino uno yogi pienamente impegnato nel servizio del Signore, ma la coscienza di Krishna ha un potere talmente superiore che rialza subito colui che è caduto. La via del servizio devozionale porta sempre al successo, e nessuno dovrebbe condannare un devoto per aver deviato accidentalmente dal sentiero ideale perché, come spiega il prossimo verso, non avrà più questi sbandamenti una volta stabilito completamente nella coscienza di Krishna.

Si deve ricordare che una persona situata nella coscienza di Krishna, che recita con determinazione il mantra Hare Krishna, Hare Krishna, Krishna Krishna, Hare Hare / Hare Rama, Hare Rama, Rama Rama, Hare Hare, è sempre situata al livello trascendentale, anche in caso di caduta fortuita o accidentale. Le parole sadhur eva, "è una persona santa", hanno un tono particolare, perché avvertono i non devoti di non deridere un devoto del Signore per un suo errore occasionale, ma di vederlo sempre come un santo, cosa che il termine mantavyah sottolinea ancora di più. Chi non osserva questa regola e manca di rispetto a un devoto solo perché ha momentaneamente deviato, va contro l'ordine del Signore Supremo. L'unica qualifica richiesta al devoto è di essere inflessibilmente ed esclusivamente impegnato nel servizio di devozione.
Nel Nrisimha Purana c'è la seguente affermazione:

bhagavati ca harav ananya-ceta
bhrisa-malino 'pi virajat mansuyah
na hi sasa-kalusa-cchabih kadacit
timira-parabhavatam upaiti candrah

Ciò significa che anche se si è impegnati nel servizio devozionale del Signore può capitare di trovarsi coinvolti in attività detestabili che possono essere considerate simili alle macchie sulla luna.
Le macchie che si notano sulla luna non ne offuscano lo splendore. Così è per il devoto; una deviazione occasionale dal sentiero della santità non lo rende condannabile. Non si dovrà tuttavia cadere nell'eccesso opposto e concludere che un devoto del Signore può commettere qualsiasi atto reprensibile nel suo servizio devozionale assoluto; il verso parla solo di errori accidentali dovuti alla terribile forza degli influssi materiali. Servire Krishna con devozione significa in qualche modo dichiarare guerra all'energia illusoria, e finché il devoto non è abbastanza forte da respingere gli assalti di Maya, rischia eventuali cadute. Ma come abbiamo già detto, ogni pericolo sarà eliminato non appena il devoto avrà acquisito la necessaria fermezza. Nessuno deve dunque avvalersi di questo verso per commettere atti infami, pur continuando a considerarsi un devoto del Signore. Non migliorare il proprio comportamento nonostante la pratica del servizio di devozione, rivela una mancanza di coscienza spirituale.
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Rispondero' poi alla tua seconda domanda, aprendo un'altra discussione, perche' questa e' gia' molto lunga.

Grazie ancora, Haribol !

Tuo nel servizio al Signore
Gokula Tulasi das


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