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LiquidGold
Nuovo Utente




4 Messaggi

Inserito il - 21/06/2007 : 09:22:21  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
La domanda che volevo rivolgere trae spunto da una vostra interessantissima risposta data ad una ragazza che chiedeva chiarimenti relativi alle unioni di natura sessuale, però và oltre questo tema.
Allora, faccio copia incolla del passo sul quale la mia attenzione si è appuntata:

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Gradualmente, man mano che l'avanzamento spirituale aumenta, il piacere derivante dalle attivita' sessuali apparira' sempre piu' inutile, in quanto dalle stesse pratiche spirituali, viene un piacere di gran lunga superiore, percio' si diventa in grado di lasciare spontaneamente la ricerca del sesso.
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Questa è la mia domanda: se adagio adagio colui che pratica il Servizio Devozionale scopre un piacere di gran lunga superiore a quello relativo al godimento materiale dei sensi, come mai ci sono molti devoti (addirittura anche Guru, quindi anziani e molto avanzati) che lasciano tutto e tornano a reimmergersi nel suddetto piacere dei sensi?
Grazie! Hare Krishna!

RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


1966 Messaggi

Inserito il - 21/06/2007 : 11:06:35  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro Giovanni, Hare Krishna, grazie per la domanda.

La risposta e' che l'anima individuale rimane sempre libera di scegliere il servizio a Dio o il servizio all'energia illusoria, in qualunque momento e da ogni posizione, perfino nel mondo spirituale (infatti e' da li' che proviene).

Il gusto per le attivita' spirituali e' li', sempre disponibile, basta seguire il metodo corretto per svilupparlo, e cosi' anche il piacere materiale e' disponibile, secondo il proprio karma (le attivita' precedenti), si tratta soltanto di una scelta.

Il libero arbitrio dell'essere vivente, particella infinitesimale di Krishna, gli permette di rifiutare il servizio a Dio, e di accettare quello alla materia, se lo desidera, naturalmente a suo rischio e pericolo.

Il Signore non impedisce a nessuno l'esercizio del libero arbitrio, perche' desidera essere servito spontaneamente (e' solo cosi' che il vero amore per Lui puo' manifestarsi), percio' Egli permette a chiunque di condurre la vita che desidera.
Anzi, crea appositamente la manifestazione cosmica materiale, con le sue leggi, per dare questa opportunita' alle anime individuali che vogliono vivere separatamente da Lui.

Tuttavia da' loro anche tutte le informazioni necessarie per tornare nel mondo spirituale, di persona, apparendo come avatara o mandando Suoi rappresentanti qualificati, periodicamente, nel corso della storia.
Attualmente il metodo stabilito da Srila Prabhupada e' adatto ai nostri tempi ed estremamente veloce ed efficace, e chi vuole, puo' avvantaggiarsene e tornare a Dio in una sola vita.

Chi invece cede di nuovo alle lusinghe di Maya, l'energia illusoria, sebbene abbia seguito correttamente il metodo e sia giunto a livelli anche avanzati del servizio devozionale (per entrare nello specifico della tua domanda), per vari motivi, come trascuratezza nel seguire le regole, desideri materiali (anartha) nel cuore, offese ad altri vaisnava e cosi' via, puo' cadere dal livello spirituale, ed essere temporaneamente re-immerso in una vita all'apparenza materiale.

Ma la sua posizione non dev'essere confusa con quella di una persona ordinaria: Krishna stesso spiega nella Bhagavad-Gita (capitolo 6, versi 37-45) che lo spiritualista che cade dopo una breve pratica, raggiunge i pianeti superiori e vi rimane per molti Milioni di anni, dopodiche' rinasce in un corpo umano adatto, in una famiglia pia, o benestante, per continuare il suo progresso spirituale senza troppe difficolta'.

Se invece cade dopo una lunga pratica (cosa molto rara, comunque), rinascera' in una famiglia di spiritualisti avanzati o di devoti del Signore, in modo da poter praticare il servizio di devozione fin dall'inizio.

Quindi in ogni caso tali persone vanno rispettate ed onorate per il servizio devozionale compiuto, e mai criticate. Esse avranno senza dubbio la possibilita' di riprenderlo in futuro, se non in questa stessa vita.

Tuttavia la scelta di servire i propri sensi, i sensi del corpo materiale, o quella di servire i sensi trascendentali del Signore, puo' sempre essere fatta, da ogni posizione ed in qualunque momento, percio' non dovremmo meravigliarci troppo se vediamo qualcuno che desidera godere ancora un po' della materia, nonostante il suo precedente impegno nel bhakti yoga, magari a causa di cattive compagnie o di circostanze particolari.

Nell'ambito della durata eterna della vita dell'anima, qualche anno, o qualche decina di anni, o perfino qualche vita, persa nel vano piacere illusorio, non e' significativa.

L'importante e' praticare almeno un minimo di servizio devozionale al Signore, cosa che ci garantira' comunque il ritorno a Dio, nel mondo spirituale, prima o poi.
Questo e' spiegato nella Bhagavad-Gita, capitolo 2, verso 40:

nehabhikrama-naso 'sti
pratyavayo na vidyate
sv-alpam asya dharmasya
trayate mahato bhayat

TRADUZIONE

"In questo sforzo non vi è perdita o diminuzione, e un piccolo passo verso questa via ci protegge dalla paura più temibile".

SPIEGAZIONE DI SUA DIVINA GRAZIA BHAKTIVEDANTA SVAMI PRABHUPADA:

"L'azione compiuta nella coscienza di Krishna, cioè per soddisfare il Signore e senza altro desiderio, è la più elevata attività trascendentale. Anche il minimo sforzo teso a far piacere a Krishna non è mai perduto. Sul piano materiale ogni impresa non portata a termine è un insuccesso, ma sul piano spirituale, quello della coscienza di Krishna, la minima attività genera benefici duraturi. Perciò colui che agisce nella coscienza di Krishna non è mai perdente, anche se la sua opera rimane incompleta. Anche solo l'uno per cento fatto in coscienza di Krishna porta risultati permanenti, e se ci si ferma si riparte dal due per cento; le attività materiali, invece, se non hanno successo al cento per cento non portano beneficio".

-------

Quindi come vedi esiste una grande differenza tra le persone ordinarie, che non hanno mai compiuto alcun servizio devozionale, e i devoti che, per qualche ragione, non sono riusciti a rimanere a livello spirituale durante questa vita.

Per tale motivo cerchiamo di far compiere qualche servizio, anche minimo, come accettare un libro, o del cibo offerto a Krishna, ascoltare il Suo santo nome o i Suoi divertimenti e cosi' via, a piu' persone possibile, in modo che abbiano l'opportunita' di continuare la loro evoluzione spirituale in futuro: se non in questa vita, nelle successive.

Naturalmente comunque, e' sempre consigliabile praticare il bhakti yoga molto seriamente, seguendo tutte le regole ed i principi, e con grande entusiasmo, per avere la garanzia di resistere agli inevitabili tentativi di farci cadere da parte dell'energia illusoria, Maya devi (e' il suo dovere, e lo compie molto bene).

Grazie ancora dell'intervento, ti saluto fraternamente, alla prossima volta, Haribol !

Gualberto Berti
Gokula Tulasi das






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LiquidGold
Nuovo Utente




4 Messaggi

Inserito il - 21/06/2007 : 11:42:31  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Grazie infinite, c'è ancora un particolare però che vorrei mettere "sotto la lente d'ingrandimento" , ed è questo.
Una persona impegnata in servizio devozionale sperimenta un gusto superiore rispetto a ciò che sperimentava prma quando tentava di godere dei sensi.
Fatto fermo questo assunto come è possibile che una persona che ha sperimentato il gusto superiore provi di nuovo il desiderio di lasciarlo al fine di riabbracciare un godimento inferiore?
Cioè, mi sembra illogico che accada....
Sarebbe come se io stessi vivendo in un monolocale, qualcuno viene e mi regala una reggia, io, contentissimo ci vado e ci vivo per un pò, dopodichè scelgo di abbandonarla per ritornare a segregarmi nel monolocale....
Assurdo!
Come mai questo capita, a cosa è dovuto?
Tu dici che la possibilità di libera scelta non è mai assente, si, ma il devoto dovrebbe aver ormai compreso che tornando verso il piacere dei sensi farà un cattivo affare, farà una scelta che lo porterà di nuovo a soffrire....non capisco.

Di nuovo caris aluti, Haribol!
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RKC Mayapur
Amministratore

RKC


Estero


1966 Messaggi

Inserito il - 21/06/2007 : 14:15:01  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
In effetti e' assurdo, ma e' esattamente questa la condizione in cui vivono tutti gli esseri condizionati, nel mondo materiale.

Essi vivevano gia' in una reggia celestiale, i pianeti Vaikuntha, tuttavia hanno voluto comportarsi in modo da essere segregati in una specie di cella, una prigione, dove esiste solo sofferenza di base, con rari sprazzi di cosiddetta felicita', comunque temporanea.

Questa scelta puo' essere paragonata a quella di un bambino che vuole toccare il fuoco. Il padre cerca di dissuaderlo, sapendo che e' pericoloso, e che gli provochera' soltanto sofferenza, ma il figlio e' determinato, lo VUOLE toccare ad ogni costo.

Puo' essere paragonata anche a quando un bambino fa qualcosa di capriccioso, non tenendo conto del suo vero interesse.
Quel qualcosa si rivelera' alla fine una sofferenza per lui, senza alcun guadagno. E' un capriccio, una cosa senza senso (assurda, quindi). Eppure il bambino, per sua scelta, lo fa ugualmente. Tutti sanno che cosi' si fara' soltanto male, e cercano di impedirglielo, lo avvisano, lo scongiurano di non farlo: ma lui la fara' lostesso, nonostante tutti gli avvertimenti.

Per esempio una persona che si droga, o che fuma, sa che sta rischiando la vita, la salute, per poco o nessun guadagno (ci sono tante persone che stanno benissimo, senza droga e senza fumo), eppure lo fa lostesso. Questa e' la sua scelta.

Cosi', allo stesso modo, l'anima individuale che rimane nel ciclo di nascite e morti in corpi materiali, a suo rischio e pericolo sceglie di cercare la felicita' in qualche modo, in varie forme di vita, usando una svariata gamma di sensi materiali.

E poiche' e' abituata a trovare cosi', la felicita', da Milioni di esistenze, non e' tanto sorprendente che la cerchi ancora, perfino dopo aver gustato il piacere spirituale.

All'inizio, anche il piacere spirituale che possiamo provare e' temporaneo, dovuto alla nostra coscienza ancora poco sviluppata.
Soltanto proseguendo regolarmente sulla strada del bhakti yoga, diventera' fisso e sempre piu' intenso.

E durante la strada, puo' capitare, purtroppo, di cedere di nuovo agli allettamenti di Maya, che sfrutta la nostra tendenza e la nostra abitudine alla gratificazione materiale.

Non e' molto sorprendente, anzi e' normale.

Per questo dovremmo impegnarci nel servizio devozionale davvero seriamente, seguendo tutte le regole ed i principi, studiando i libri di Srila Prabhupada con molta attenzione, in maniera sistematica, per capire la nostra reale posizione e rimanere a livello trascendentale.
Altrimenti, il rischio di essere di nuovo attratti dal piacere dei sensi materiale, nonostante abbiamo provato talvolta il gusto spirituale, e' sempre presente.
Questa e' la nostra scelta: o serviamo il Signore, o serviamo la Sua energia illusoria.

Hare Krishna !

Gokula Tulasi das
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