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 CORSI DI STUDIO
 Il Nettare della Devozione
 Capitoli 29 e 30
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Andrea.m
Moderatore


Emilia Romagna


147 Messaggi

Inserito il - 14/04/2007 : 10:48:02  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Hare Krishna a tutti,

oggi parleremo dei capitoli 29 e 30 intitolati “Manifestazioni d’amore per Krishna”.

Esistono alcuni sintomi fisiologici che sono la manifestazione dei un amore estatico sconvolgente detto vyabhicari-bhava:

- La delusione;
- Lo sconforto;
- L’umiltà;
- Il senso di colpa;
- La stanchezza;
- L’ebbrezza;
- L’orgoglio;
- Il dubbio;
- La paura;
- L’emozione profonda;
- La pazzia;
- L’amnesia;
- La malattia;
- La confusione;
- La morte;
- La pigrizia;
- L’inerzia;
- La timidezza;
- La simulazione dei sentimenti;
- Il ricordo;
- La disposizione al ragionamento;
- L’ansietà;
- La riflessione;
- La costanza;
- La felicità;
- L’impetuosità;
- La violenza;
- L’arroganza;
- L’invidia;
- L’impudenza;
- Le vertigini;
- Il sonno;
- La vivacità.

1) La delusione: il senso di delusione appare quando colui che è costretto a compiere azioni proibite , o è impedito ad agire in modo conveniente, si sente invadere dal rimorso e dal disonore.
Un esempio di questo ci è dato dal comportamento di Subala che decise di lasciare Vrindavana dopo che Krishna se ne andò.
Senza Krishna la città di Vrindavana non rivestiva più alcun interesse.

2) Lo sconforto: si manifesta in colui che vede fallire gli sforzi per raggiungere lo scopo che si era prefissato.
Prigioniera dello sconforto questa persona diventa inquisitrice, triste, piena di rimpianti.

Un simile sconforto prende i devoti quando vengono ostacolati nel tentativo di offrire un certo servizio al Signore supremo Sri Krishna.

3) L’umiltà: nasce da un sentimento di debolezza prodotto dalla sofferenza, dalla paura o da un’offesa commessa.

4) Il senso di colpa: deriva dal sentirsi responsabili di un errore commesso e si manifesta con la fatica e la debolezza.

Ne è un esempio quando Radharani si pentì di aver cantato i nomi di Krishna vicino ai sua cognata e a sua suocera, allora immediatamente si sentì sopraffatta dalla stanchezza.

5) La stanchezza: talvolta i pastorelli, in occasione di particolari cerimonie, danzavano in estasi assieme a Krishna e a Balarama, e dopo tante danze si sentivano stanchi.

6) L’ebbrezza: quando Radharani guarda il volto di Krishna diventa ubriaca di questa visione e inizia a vacillare, a ridere o a pronunciare parole senza senso.
Allora le gopi dicono fra loro: “guardate quanto Radharani si è ubriacata alla vista di Krishna !”

7) L’orgoglio: nello Srimad Bhagavatam Brahma disse: “O Krishna, i Tuoi puri devoti sentono l’effetto dell’amicizia piena di estasi che Tu nutri per loro, perciò non sono mai vinti da alcun nemico. Sanno che Tu li proteggi sempre, perciò possono superare con la più grande facilità l’ostacolo che un nemico può porre.”

In breve, colui che ha preso rifugio ai piedi di loto del Signore, è sempre orgoglioso di poter vincere ogni volta il nemico.

8) Il dubbio: un esempio di questo sentimento ci è dato da Brahma, che dopo aver rapito i pastori amici di Krishna e i vitelli, cominciò a dubitare sull’opportunità del suo furto gettando in tutte le direzioni il suo sguardo multiplo.

9) La paura: chi prova paura cerca rifugio in ciò che potrebbe garantirle una qualsiasi forma di sicurezza.

Così i devoti sanno di essere sempre protetti da Krishna per il semplice fatto di essere impegnati nel Suo servizio di devozione.

10) L’emozione profonda: questo sentimento può essere provocato da tanti fattori piacevoli o spiacevoli.

I passatempi che Krishna manifestò a Vrindavana durante la Sua infanzia sono sempre pieni di emozione, e questo ci permette di stabilire definitivamente che con Lui non ci può essere questione di impersonalismo poiché gli avvenimenti che manifesta sono sempre in relazione alla Sua persona.

11) La pazzia: alcuni esempi di pazzia ci sono dati da madre Ysoda quando vide che Krishna si stava gettando nella Yamuna per sconfiggere il serpente Kalya.

12) L’amnesia: quando questo sintomo si manifesta, si tende a dimenticare la propria condizione esteriore.

13) La malattia: dopo che Krishna ebbe lasciato Vrindavana per recarSi a Mathura, alcuni Suoi amici Lo informarono con queste parole:

“Caro Krishna, separati da Te, gli abitanti di Vrindavana conoscono un dolore tale che sembra si ano stati colpiti da una malattia. Sono indeboliti dalla febbre e si muovono a fatica.”

Grazie

(continua)

cristal
Nuovo Utente


Lombardia


1 Messaggi

Inserito il - 22/04/2007 : 03:45:51  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
HARIBOL ANDREA:

SPERO DI NON DISTURBARTI, VOLEVO CHIEDERTI UN FAVORE SE POTEVI CHIARIRMI UN DUBBIO, VOI CREDETE A JESU E MARIA MADRE DI JESU, GRAZIE
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Andrea.m
Moderatore


Emilia Romagna


147 Messaggi

Inserito il - 23/04/2007 : 17:17:14  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Hare Krishna Cristal,

Dio è sempre uno, e manda i Suoi puri devoti nel mondo materiale per illuminare le anime condizionate sul modo di tornare a Lui, nella dimora spirituale.

A seconda dei tempi e delle circostanze queste personalità, come Cristo, Buddha, Sri Caitanya, Maometto e molti altri, predicano sostanzialmente lo stesso messaggio di amore per Dio, a patto di seguire veramente le loro istruzioni.

Questo è un argomento di cui si è molto parlato sul forum,:se vuoi puoi vedere tutte le discussioni inserendo la parla chiave “Gesù” nella pagina di ricerca http://padasevanam.mediarama.com/rkcforum/forum/search.asp.

Per ulteriori chiarimenti siamo sempre a tua disposizione, però ti invito ad inserire i nuovi messaggi nel forum N°12 perché questo è specificamente per il corso sul Nettare della Devozione e domande inerenti.

Haribol

Bhakta Andrea.
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Andrea.m
Moderatore


Emilia Romagna


147 Messaggi

Inserito il - 12/05/2007 : 14:45:01  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Hare Krishna a tutti,

continuiamo con la descrizione delle manifestazioni di amore estatico per Krishna:

14) La confusione: al ricordo delle attività gioiose compiute con Krishna, Srimati Radharani sentì le vertigini, Arjuna invece fece scivolare le frecce e l’arco dalla mano alla vista della manifestazione universale del Signore sul campo di Kuruksetra.

15) La morte: anche se i devoti sono vittime di qualsiasi incidente orribile, essi non dimenticano mai Krishna.

Il beneficio che deriva dalla coscienza di Krishna, è tale che anche all’istante della morte, quando tutte le funzioni corporee sono sconvolte, il devoto si ricorda di Krishna nel più profondo del suo cuore.

Anche se per qualsiasi motivo un devoto non potesse cantale il nome del Signore, o non potesse ricordarsi di Lui nel momento della morte, sarà comunque elevato al mondo trascendentale per il solo fatto di aver seguito perfettamente gli insegnamenti di un maestro spirituale autentico (nella ISKCON Srila Prabhupada).

Per intercessione di tale maestro potremo tornare da Krishna e continuare a svolgere le nostre attività devozionali nel mondo spirituale.

16) La pigrizia: è definito pigro colui che per autocompiacimento o per avversione verso l’eccesso di lavoro si sottrae al dovere, sebbene abbia l’energia necessaria per farlo.

17) L’inerzia: le mucche di Vrindavana tendono l’orecchio al dolce canto del flauto di Krishna, e sembra che si dissetino col nettare di queste vibrazioni sublimi.
I vitelli si fermano incantati dimenticando di succhiare il latte dalle mammelle; sembrano abbracciare Krishna col loro sguardo, che si riempie subito di lacrime.

18) La timidezza: quando Uddhava fu lodato da Krishna per le sue numerose qualità abbassò la testa in segno di umiltà.

19) La simulazione dei sentimenti: consiste nel nascondere i sentimenti ostentando un atteggiamento completamente diverso da quello che si dovrebbe avere.

20) Il ricordo: il devoto che rimane continuamente assorto nel pensiero dei piedi di loto di Krishna, anche se in qualche momento è disattento, vede spontaneamente apparire nel suo cuore la forma di Sri Krishna.

Spesso accade che la vista di qualcosa di rimandi al pensiero di Krishna.

Ad esempio osservando le nuvole nel cielo possiamo ricordarci che Krishna ha il colore scuro di quelle nuvole.

21) La disposizione al ragionamento: ecco il ragionamento che fece un giorno un’amica di Radharani:

“Mia dolce amica, credi di vedere camminare un albero tamala ? Ma come è possibile che questo albero cammini e mostri tanta bellezza ?Potrebbe anche essere una nuvola. Ma allora dov’è la luna che questa nuvola nasconde ? Date le circostanze, credo che si tratti della stessa incantevole Persona Suprema che affascina i tre mondi col suono del Suo flauto. Dev’essere quello stesso Mukunda che stava vicino alla collina Govardhana.”

22) L’ansietà: mentre madre Yasoda, angosciata, aspettava che Krishna ritornasse dalla città di Mathura, Maharaja Nanda la consolava con queste parole: “Mia cara Yasoda, ti prego, non essere inquieta e asciuga il tuo bel viso, bello come un fiore di loto. Perché il tuo respiro è diventato così caldo ? Andrò senza indugio al palazzo di Kamsa accompagnato da Akrura e ti riporterò tuo figlio.”

In questo caso l’ansietà è causata dalla condizione pericolosa in cui si trova Krishna.

23) La riflessione: nel Padma Purana un devoto afferma che anche se alcuni dei diciotto Purana non menzionano affatto la glorificazione di Vishnu, ma suggeriscono quella di alcuni esseri celesti, quest’ultima dovrà essere continuata per milioni di anni. Infatti lo studio approfondito dei Purana rivela che solo Vishnu è Dio, la Persona Suprema.

24) La costanza: colui che trova ogni soddisfazione per aver ottenuto la conoscenza e trascende ogni sventura, o colui che raggiunge il culmine del servizio devozionale, è definito costante.

Questa persona, essendo piena di amore estatico per Krishna, gode di una costanza tale che può sopportare tutte le scomodità materiali.

25) La felicità: significa essere assorti nella coscienza di Krishna.

26) L’impetuosità: quando Krishna lasciò Dvaraka per recarsi a Indraprastha, le giovani donne della città ardevano talmente dalla voglia d vederLo che non riuscivano a riposare. Sebbene non fossero vestite in modo conveniente e avessero i capelli in disordine abbandonarono i numerosi impegni domestici per andare a vedere Sri Krishna.

27) La violenza: quando Krishna lottò con il serpente Kaliya che aveva infestato le acque della Yamuna Garuda,il portatore di Vishnu, si arrabbiò poiché avrebbe voluto lui stesso punire Kaliya per la sua indolenza, ma dovette trattenersi per paura di scontentare il Signore.

Qui la violenza nasce da un insulto rivolto a Krishna.

28) L’arroganza che porta all’insulto: quando le gopi si recarono da Krishna attratte dal suono del Suo flauto nel pieno della notte, Egli disse loro di tornare a casa e allora una delle gopi indirettamente lo insultò affermando che non avrebbe dovuto lasciarle tornare alle proprie dimore.

Naturalmente qui l’insulto nasce da un grande amore estatico.

29) L’invidia: quando i pastori giocavano nella foresta di Vrindavana si dividevano a volte in due gruppi: Krishna si univa ad un gruppo, e Balarama all’altro. Allora si dava inizio ai tornei e alle finte battaglie, e quando il gruppo di Balarama vinceva quello di Krishna, i vinti esclamavano: “Se il gruppo di Balarama è vincitore significa che in questo mondo non c’è nessuno più debole di noi.”

30) L’impudenza: ne è un esempio quando Rukmini Devi scrisse una lettera a Krishna incitandoLo a rapirla in segreto per sposarla.

31) Le vertigini: dopo che madre Yasoda legò Krishna al mortaio con una corda, pensò: “Il corpo di Krishna è così soffice e delicato, come ho potuto legarlo con delle corde ?”

A questo pensiero la sua mente provò tanto turbamento che fu colta da vertigini.

32) Il sonno: un giorno Baladeva si mise a parlare nel sonno e disse: “O Krishna, i cui occhi sbocciano come il fiore di loto, solo per Tua volontà si manifestano i Tuoi divertimenti di infanzia. Perciò, Ti prego, spezza l’orgoglio tenace di questo serpente che si chiama Kaliya.”

33) La vivacità: questo sentimento di estasi si manifesta quando si è perfettamente liberi dall’illusoria condizione materiale.
A questo stadio quando il devoto entra in contatto con gli elementi materiali, diventa capace di riconoscere in essi la presenza del Signore Supremo.

Fine

Grazie
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