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 RADIO KRISHNA CENTRALE
 Lezioni del Fondatore in Italiano
 La Bhagavad-gita cosi' com'e' - Cap.1 Versi 24-25

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V I S U A L I Z Z A    D I S C U S S I O N E
Sangeeta Dasi Inserito il - 29/05/2018 : 19:07:36
RKC - RADIO KRISHNA CENTRALE PRESENTA:

Lezioni* di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada su

La Bhagavad-gita cosi' com'e'




CAPITOLO 1
VERSO 24


sanjaya uvaca
evam ukto hriikeso
gudakesena bharata
senayor ubhayor madhye
sthapayitva rathottamam


TRADUZIONE

"Sanjaya disse:
O discendente di Bharata, Sri Krishna ha ascoltato la richiesta di Arjuna e conduce lo splendido carro tra i due eserciti".


SPIEGAZIONE
di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada

"In questo verso Arjuna è chiamato Gudakesa. Gudaka significa sonno, e colui che vince il sonno è chiamato gudakesa. Sonno è anche sinonimo d’ignoranza, perciò Arjuna poté vincere il sonno e l’ignoranza insieme grazie alla sua amicizia con Krishna. Grande devoto del Signore, Arjuna non può dimenticarLo nemmeno per un istante, perché questa è la natura del devoto. Nella veglia o nel sonno un devoto non smette mai di pensare al nome di Krishna, alla Sua forma, alle Sue qualità e ai Suoi divertimenti.

Cosi', semplicemente immergendosi in questi pensieri, il devoto di Krishna vince il sonno e l’ignoranza. Questa è la coscienza di Krishna, o samadhi. Essendo Hrisikesa, cioè Colui che dirige i sensi e la mente di ogni essere, Krishna sa il motivo per cui Arjuna vuole portare il carro in mezzo ai due eserciti ed esaudisce la sua richiesta".


VERSO 25

bhisma-drona-pramukhatah
sarvesam ca mahi-ksitam
uvaca partha pasyaitan
samavetan kurun iti


TRADUZIONE
"Davanti a Bhisma, a Drona e a tutti i principi di questa mondo, Hrisikesa il Signore, dice ad Arjuna: “Guarda dunque, o Partha, tutti i Kuru sono riuniti qui”".


SPIEGAZIONE
di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada

"Essendo l’anima Suprema situata in ogni essere vivente, Sri Krishna sa perfettamente ciò che preoccupa Arjuna. In questo contesto l’uso della parola “Hrisikesa” indica che il Signore sa tutto. E il nome Partha, “figlio di Kunti, o Pritha” riferito ad Arjuna è anch’esso significativo.

Krishna è l’amico di Arjuna e vuole dirgli che Egli accetta di condurre il suo carro perché Arjuna è figlio di Sua zia Pritha, sorella di Suo padre Vasudeva. Ma per quale motivo invita Arjuna a volgere lo sguardo verso i Kuru? Arjuna vorrebbe evitare la battaglia?

Non è questo che Krishna Si aspetta dal figlio di Sua zia Pritha, e se gli fa questa osservazione è un po' per scherzo, per mostrargli che conosce bene i suoi pensieri".







ESTRATTO da una LEZIONE*
di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada
tenuta a Londra (Regno Unito)
il 20 Luglio 1973

"Sanjaya disse: “O discendente di Bharata, ascoltata la richiesta di Arjuna, Krishna conduce lo splendido carro tra i due eserciti. Alla presenza di Bishma, di Drona e di tutti gli altri condottieri di questo mondo, il Signore dice ad Arjuna: ‘Guarda, Partha, tutti i Kuru sono qui riuniti’.”

Sanjaya uvaca. In realtà Sanjaya, il segretario di Dhritarastra, descrive al re cieco ciò che avviene sul campo di battaglia. Sanjaya osserva l’andamento della battaglia usando un metodo simile a quello della televisione. Altrimenti, come avrebbe potuto spiegare ogni cosa rimanendo in una stanza? Questa è la Bhagavad-gita. Sanjaya descrisse tutte le attività sul campo di battaglia rimanendo all’interno della stanza. Doveva perciò aver usato un metodo simile alla televisione o anche più elevato: vedeva tutto dentro di sé. L’uomo è orgoglioso del suo progresso scientifico, che però rimane sulla piattaforma materiale. Materiale significa materia grossolana e sottile. Nella Bhagavad-gita (7.4) è spiegato:

“Terra, acqua, fuoco, aria, etere, mente, intelligenza e falso ego – questi otto elementi distinti da Me, costituiscono la Mia energia materiale”.

Terra, acqua, fuoco, aria, etere sono i cinque elementi materiali grossolani che tutti possono vedere e toccare. Possiamo vedere la terra, l’acqua, il fuoco e anche percepire il cielo; ma non possiamo vedere la materia sottile: mente, intelligenza ed ego. Sappiamo che ognuno di noi ha un’intelligenza e anche una mente, ma non possiamo vederle perché sono di materia sottile. La televisione è un apparecchio di materia grossolana, ma vi è la possibilità di creare un altro dispositivo di materia sottile che non è stato ancora scoperto. Vediamo, comunque, che a quel tempo si conosceva questo metodo sottile, altrimenti, come avrebbe potuto Sanjaya vedere gli avvenimenti sul campo di battaglia rimanendo in una stanza?

L’uomo è molto orgoglioso del suo progresso scientifico, che comunque rimane sulla piattaforma grossolana; ma deve ancora progredire per quanto riguarda la materia sottile. All’interno della materia sottile c’è l’identità spirituale che è superiore. ‘Indriyani parany ahur indriyebhyah param manah, manasas tu para buddhih’ (Bg. 3.42): “I sensi attivi sono superiori alla materia inerte ma superiore ai sensi è la mente, e superiore alla mente è l’intelligenza, ma l’anima è superiore a tutto”.

Prima di tutto vediamo la persona e anche i sensi, ma non possiamo vedere chi dirige i sensi. La mente dirige i sensi, l’intelligenza dirige la mente, e il proprietario dell’intelligenza è l’anima. Quando si parla d’intelligenza, si deve capire che è l’intelligenza dell’anima. E da dove viene l’intelligenza? Viene dal Paramatma, Hrisikesha, perciò qui è usata la parola ‘hrisikesho’ (1.24)
L’intelligenza viene dal Paramatma, altrimenti non potremmo agire; proprio come un bambino ha l’intelligenza ma è guidato dall’intelligenza del genitore: “Mio caro figlio, fai così”.
E lui lo fa.

Allo stesso modo noi abbiamo la mente e l’intelligenza, ma sono guidate da un’intelligenza superiore, Krishna. Perciò è chiamato Hrisikesha (il maestro dei sensi). Abbiamo già spiegato il significato di Hrisikesha. Si deve così giungere a quello stadio in cui si è in grado di parlare con Hrisikesha – la piattaforma spirituale. Più ci purifichiamo, più è possibile parlare con Hrisikesha, che è situato all’interno di noi stessi e non all’esterno.

Sebbene Krishna sia sempre a Goloka Vrindavana, nel mondo spirituale, simultaneamente rimane anche con noi. Questi è Krishna. Egli risiede a Goloka ed è l’anima di tutti.

…goloka eva nivasaty akhilatma-bhutah
govindam adi –purusham tam aham bhajami’
(Bs 5.37).

La proposta è che il nostro tempio di Mayapur sarà costruito su questo progetto. Nel sistema planetario più elevato c’è il pianeta spirituale originale conosciuto come Goloka Vrindavana, ‘goloka-namni nija-dhamni tale ca tasya’ (Bs 5.43), la dimora di Krishna, Krishna-dhama. Avete visto il disegno sulla copertina del Bhagavata.

Le persone cercano Dio, ma in realtà c’è un pianeta su cui Krishna risiede. Voi avete inventato gli aeroplani e lo sputnik, ma con mezzi meccanici non potete raggiungere il pianeta più alto in quest’universo materiale, né potete andare sul pianeta Luna che è il più vicino. Siamo così limitati; eppure gli scienziati sono orgogliosi dei loro sputnik e pensano di essere Dio, sebbene non Lo conoscano. Questi mascalzoni non sanno chi è Dio, e così accettano un altro furfante come Dio. Sta accadendo questo.

‘Panthas tu koti-sata-vatsara-sampragamyo vayor athapi manaso muni-pungavanam, so ‘pyasti yat prapada-simny avicintya-tattve’ (Bs 5.34). Gli Shastra ci danno informazioni. Anche la vostra scienza materiale informa che si può andare sul pianeta più alto viaggiando con uno sputnik per quarantamila anni. Ma chi vivrà così a lungo per raggiungerlo? Formulano molte teorie ma si riferiscono al pianeta materiale più alto, non a quello spirituale.

Anche se raggiungete il limite di quest’universo, dovrete poi superare tutte le coperture materiali, o mahat-tattva, da cui esse provengono. Dovrete così penetrare queste coperture, o accumuli di materia, ognuna delle quali è dieci volte più spessa della precedente, e infine raggiungerete il mondo spirituale che è tre volte più esteso del mondo materiale – il quale costituisce solo un quarto della creazione di Krishna. ‘Ekamsena sthito jagat’: “Con un solo frammento della Mia persona pervado l’universo”. Quando Arjuna s’informò da Krishna riguardo alla Sua opulenza, Egli rispose, “Io sono questo, Io sono quello”, e infine riassume la Sua risposta in un solo verso (Bg. 10.42):

athava bahunaitena
kim jnatena tavarjuna
vistabhyaham idam kritsnam
ekamsena sthito jagat

“Ma a che servono, o Arjuna, tutti questi particolari? Con un solo frammento della Mia persona pervado e sostengo l’universo intero”.

Ekamsena (una parte). Quest’universo è solo un frammento nella creazione materiale. Un devoto fece questa richiesta a Caitanya Mahaprabhu: “O Signore, Tu sei venuto personalmente, e ora, per favore, porta nel mondo spirituale tutti gli esseri viventi; e se pensi che siano troppo peccaminosi, allora trasferisci tutti i loro peccati su di me”.

Sri Caitanya sorrise e disse: “Anche se prendessi con Me tutti gli esseri viventi del mondo, sai bene che quest’universo è solo un frammento tra i numerosi altri universi”. Quindi paragona quest’universo a un seme di mostarda in un sacco pieno di semi. Immaginate un grande sacco pieno di semi di mostarda. Esistono innumerevoli universi, e la Brahma-samhita (5.40) lo conferma:

yasya prabha prabhavato jagad-anda-koti. Jagad-anda significa “questo universo”, e koti significa “innumerevoli”. kotisv asesha-vasudhadi-vibhuti-bhinnam: in ogni universo ci sono innumerevoli pianeti, ognuno dei quali è diverso dagli altri. Questa è la creazione di Dio – ma i mascalzoni vogliono inventare Dio. La Brahma-samhita (5.48) ci dà altre informazioni:

yasyaika-nisvasita-kalam athavalambya jivanti loma-vilaja jagad-anda-nathah

Ogni universo (jagad-anda) ha un suo controllore, Brahma, il maestro dell’universo (jagad-anda-natha). Essendo controllato da un Brahma, ogni universo è chiamato ‘brahmanda’. Così nella Brahma-samhita troviamo questa informazione: jagad-anda-nathah; al plurale, perché ci sono tanti Brahma quanti sono gli universi. E poiché esistono molti milioni di universi (jagad-anda), ci sono anche molti milioni di Brahma, di Shiva, di Vishnu e di soli.

Provate a immaginare molti milioni di universi – questa è la creazione materiale. E Krishna dichiara, ‘ekamsena sthito jagat’ (Bg. 10.42): “Con un solo frammento della Mia persona pervado e sostengo l’universo intero”. Tutti gli universi materiali sono soltanto un quarto dell’intera creazione del Signore, mentre gli altri tre quarti sono il mondo spirituale. Provate a immaginare che cosa sia il mondo spirituale, il cui pianeta più alto è Goloka. Nella Brahma-samhita è anche detto (5.34):

panthas tu koti-sata-vatsara-sampragamyo
vayor athapi manaso muni-pungavanam
so ‘py asti-yat-prapada-simny avicintya-tattve
govindam adi-purusham tam aham bhajami

Se non potete andare nemmeno sul pianeta Luna, come potete giungere su quel pianeta spirituale penetrando le coperture materiali che provengono dalla radiosità spirituale, il Brahman, e superando poi tutti gli innumerevoli milioni di universi? Perciò, ‘panthas tu koti-sata-vatsara-sampragamyah’ – significa milioni di anni, e i vostri sputnik sono inutili, dovrebbero andare alla velocità della mente. Quant’è la velocità materiale? forse ventimila o cinquantamila miglia all’ora? Ma conoscete la velocità della mente? Siede seduti qui e immediatamente, in un attimo, potete andare in India. Questa è la velocità del vento o della mente.

Perciò, ‘koti-sata-vatsara-sampragamyah vayor athapi manaso muni-pungavanam’: Se i grandi scienziati (muni-pungavanam) possono trovare la via, o il modo (pantha), di andare alla velocità del vento (vayoh) o della mente (manata), se scienziati molto esperti (pungava) potessero scoprire un veicolo che va alla velocità del vento o della mente… ma non possono farlo; volano nell’aria ma non alla velocità del vento. Perciò è ‘avicintya-tattve’, al di là della concezione materiale. E dopo aver viaggiato per molti, molti milioni di anni a quella velocità, non troverete comunque Goloka Vrindavana, perché è molto, molto lontana. Questa è la sua posizione.

Spieghiamo ora chi è Krishna. Non considerate Krishna come un essere umano ordinario. Avajananti mam mudhah manusham tanum asritam: “Gli sciocchi Mi deridono quando scendo nella forma umana”. (Bg. 9.11) Poiché gentilmente Egli appare in una forma simile a quella umana, non crediate che sia come noi. Questa è la spiegazione conclusiva. Ma i mascalzoni pensano: “Poiché Krishna è apparso in una forma umana, ed io ho una forma umana, anch’io sono Dio. Perché solo Krishna dovrebbe essere Dio?” Perciò noi cerchiamo di spiegare chi è Krishna, Hrisikesha.
Nella Brahma-samhita (5.37) è detto:

ananda-cinmaya-rasa-pratibhavitabhis
tabhir ya eva nija-rupataya kalabhih
goloka eva nivasaty akhilatma-bhuto
govindam adi-purusham tam aham bhajami

La nostra adorazione è molto semplice. ‘Tam aham bhajami’, adoriamo Govinda, la persona originale, ‘adi-purusham’. Non adoriamo uomini ordinari, i cosiddetti mascalzoni. Noi adoriamo Govinda, che è descritto nella Brahma-samhita. Govinda è ‘ananda-cinmaya-rasa-pratibhavitabhih’: Risiede sempre nel mondo spirituale, che è ‘ananda-cinmaya-rasa’, saturo di felicità spirituale che fluisce costantemente e tuttavia nessuno ne è mai sazio.

In questo mondo materiale potete trovare molte cose che procurano felicità, ma questa ‘ananda’ non rimarrà a lungo. Supponiamo che vi dia un rasgulla, e voi lo gusterete con piacere, “Ah, molto buono”. Un altro, “molto buono”. Ma dopo cinque o sei rasgulla, non ne vorrete più, “No, grazie”. La felicità è già finita. Similmente, qualsiasi ‘ananda’ possiate trovare in altre cose, come il sesso, non potrà durare. Cercate solo di capire che cos’è ‘cinmayananda’.

‘Ananda-cinmaya-rasa-pratibha’, non finisce mai ma è sempre nuova, ‘nava-nava-yauvana’. Cercate di capire che cos’è la felicità spirituale. I sahajiya, per esempio, scambiano la felicità materiale con quella spirituale. Ciò è definito sahajiya. Perciò non siate dei sahajiya,* ma cercate di capire secondo gli Shastra.

*[Sahajiya: coloro che accettano le cose molto facilmente, secondo la loro percezione sensoriale; non capiscono le relazioni trascendentali di Krishna e le gopi e cercano d’imitarle, considerandole materiali].

Qui è spiegato come Krishna diventi Hrisikesha, ‘goloka eva nivasati’. Egli risiede a Goloka ed è simultaneamente nel cuore di ogni essere vivente. ‘Goloka-namni nija-dhamni’ (Bs 5.43): Sul pianeta conosciuto come Goloka, la Sua dimora personale, Dio svolge divertimenti con i Suoi associati, le gopi e i gopa, e allo stesso tempo è nel cuore di ognuno di voi. È nel vostro cuore.

Questi è Krishna, Hrisikesha. Non Si trova solo nel cuore di ognuno ma è simultaneamente anche in ogni atomo – andantara-stha-paramanu-cayantara-stham (Bs 5.35). Cercate d’immaginare quanti atomi ci siano. Perciò Krishna è ovunque. Bisogna ricevere informazioni di Krishna dagli Shastra. Nel Vedanta-sutra è detto ‘shastram caksusa’: dovete guardare con gli occhi degli Shastra, non con la vostra cosiddetta immaginazione.

La Bhagavad-gita 16.23) spiega:

yah sastra-vidhim utsrjya
vartate kama-karatah
na sa siddhim avapnoti
na sukham na param gatim

“Chi invece rifiuta le ingiunzioni delle Scritture per agire secondo il proprio capriccio non raggiunge né la perfezione, né la felicità, né la destinazione suprema”.

Se rifiutate le istruzioni degli Shastra e inventate un modo a vostro piacimento, ‘yah shastra-vidhim utsrjya vartate kama-karatah’; allora, ‘na sa siddhim avapnoti’, non otterrete mai la perfezione (siddhi) né la felicità (sukham), che dire di tornare a casa da Dio (param gatim). Perciò, ‘shastra-caksusa’, bisogna guardare con gli occhi degli Shastra, perché ora noi siamo resi ciechi; e bisogna essere illuminati dal maestro spirituale con la conoscenza degli Shastra, ‘shastra-jnana’. Se un maestro spirituale inganna il discepolo, allora non è un maestro.

om ajnana-timirandhasya
jnananjana-salakaya
caksur unmilitam yena
tasmai sri-guruve namah

“Offro i miei rispettosi omaggi al maestro spirituale che, con la torcia luminosa della conoscenza, ha aperto i miei occhi accecati dall’oscurità dell’ignoranza”.

Guru significa che illumina il discepolo con la luce degli Shastra (shastra-caksusa). Ma, se invece insegna, “non c’è bisogno degli Shastra, io sono un’incarnazione e perciò accetta ciò che ti dico”; allora è un individuo astuto e dovete rifiutarlo immediatamente come un perfetto furfante. Ecco gli Shastra, la Bhagavad-gita, ed ecco Hrisikesha. Krishna non lascia mai Vrindavana e allo stesso tempo è anche qui.

Perché? La regina è molto influente e vive a Buckingham Palace, ma è limitata al suo palazzo e non può essere simultaneamente in ogni luogo. Krishna non è limitato e perciò è Hrisikesha. Cercate di capire la differenza tra Krishna e chiunque altro. Krishna e ‘goloka eva nivasaty akhilatma-bhutah’ (Bs 5.37): Egli risiede a Goloka e nel cuore di ogni essere vivente. Atma-bhutah è Hrisikesha, l’anima di tutti. Egli dà l’intelligenza, e perciò, più vi purificate più ricevete istruzioni direttamente da Hrisikesha. Questo è il punto.

Quindi come potete purificavi? “Purificati” significa non essere più soggetti alle influenze della natura materiale. Questo è spiegato col termine ‘gudakesha’ – gudaka-isha, il maestro o colui che vince (isha) il sonno (gudaka); sonno è anche sinonimo d’ignoranza. Sarete purificati quando diventerete maestri dei sensi materiali; e allora sarete gudakesha. Questo è tutto. Perciò Arjuna è chiamato gudakesha. Non pensate che Arjuna sia nell’illusione. Com’è possibile? Egli è sempre con Krishna. Come può essere illuso?

Nella Caitanya-caritamrita (Madhya 22.31) è detto ‘krsna surya-sama maya andhakara’. [Krishna è paragonato al sole e maya è paragonata all’oscurità]. Gudaka significa oscurità, maya. Quindi, dove risplende il sole non può esserci l’oscurità. Abbiamo esperienza di questo. Ecco la luce del sole ed ecco l’oscurità. Perciò, ‘krsna surya-sama maya andhakara, yahan krsna tahan nahi mayara adhikara’. Ovunque Krishna è presente, non può esserci l’oscurità, o maya.
La Bhagavad-gita (7.14) spiega:

daivi hy esha gunamayi
mama maya duratyaya
mam eva ye prapadyante
mayam etam taranti te

“Questa Mia energia divina, costituita dalle tre influenze dell’energia materiale, è difficile da superare, ma coloro che si abbandonano a Me ne varcano facilmente i limiti”.

Se vi abbandonate a Krishna, non sarete più soggetti a maya. Maya non vi toccherà più. Se rimanete sempre alla luce del sole, per voi non ci sarà la notte. Oggi giorno è molto facile: Se in aereo viaggiate sempre a ovest, non incontrerete mai la notte. Girare intorno al globo in direzione ovest è materialmente possibile. Salite sul vostro aereo di mattina e dirigetevi a ovest senza mai fermarvi; continuate per alcuni o molti giorni, come desiderate, ma non incontrerete mai la notte. È un fatto pratico. Similmente, se rimanete sempre con Krishna, diventerete ‘gudakesha’, non incontrerete mai l’oscurità, non sarete mai toccati da maya. Questa è la coscienza di Krishna. Cercate dunque di diventare Gudakesha.

Perciò Krishna è Hrisikesha – sarvasya caham hrdi sannivistah: “Io risiedo nel cuore di ogni essere e da Me vengono il ricordo, la conoscenza e l’oblio”. (Bg. 15.15) Krishna è presente e conosce il vostro scopo, che cosa volete, qual è il vostro passato e il vostro futuro. Egli conosce ogni cosa – ‘vedaham samatitani’ (Bg. 7.26): “Conosco tutto ciò che è accaduto in passato, ciò che accade nel presente e ciò che accadrà in futuro”.

Perciò, ‘sthapayitva rathottamam’ (Bg 1.24), Krishna conduce lo splendido carro tra i due eserciti. Alla richiesta di Arjuna, ‘senayor ubhayor madhye ratham sthapaya me cyuta’, Krishna esegue subito l’ordine conoscendone il motivo. Arjuna vuole vedere con chi deve combattere, i suoi amici e parenti, e sta esitando. Ci si può così chiedere perché Arjuna sia in questa condizione d’ignoranza. Egli è ‘gudakesha’, al di sopra di questo mondo materiale. Come può essere condizionato dai suoi cosiddetti amici e parenti? Esita a combattere su questo principio: “Sono i miei parenti, i miei amici, i miei familiari”; e Krishna lo sapeva. Come può essere così condizionato dall’affetto per la famiglia? Egli è Gudakesha, al di sopra di queste cose. Ma per desiderio di Krishna egli sta interpretando il ruolo di un uomo ordinario. Altrimenti, come verrà enunciata la Bhagavad-gita?

Krishna non può parlare con una persona ordinaria, né può combattere con un uomo ordinario. Anche i demoni che combattono con Lui non sono ordinari; come Hiranyaksha e Hiranyakasipu, che erano Jaya e Vijaya, abitanti di Vaikuntha. Krishna disse: “Se diventate Miei nemici, allora in tre vite ritornerete a casa; e se rimanete Miei amici, ritornerete a casa dopo sette nascite”. Così preferirono diventare Suoi nemici, per ritornare solo dopo tre nascite.

Perché Krishna vuole combattere? Egli possiede tutte le propensioni e perciò talvolta vuole combattere, ma è una lotta simulata. Nel mondo di Vaikuntha non ci può essere alcuna lotta, così, volendo esercitare il Suo spirito combattivo Krishna invia in questo mondo il Suo devoto, che diventa Suo nemico e combatte con Lui.

Dovete dunque capire Krishna nella Sua forma di Hrisikesha. Egli sa che, finché Arjuna non sarà condizionato dall’affetto per i Suoi familiari e si mostrerà prudente nei loro confronti, la Bhagavad-gita non potrà essere enunciata. Perciò, sebbene Gudakesha, Arjuna, sia al di sopra dell’oscurità, per volere di Krishna, Hrisikesha, egli interpreta il ruolo di un uomo ordinario che è influenzato dall’affetto per la famiglia. Perciò nel verso successivo Krishna dichiara: “Mio caro Partha, ora vuoi vedere con chi dovrai combattere? Ecco Bishma, Drona e molti altri re, tutti discendenti della dinastia Kuru, i figli di Dhritarastra. Perciò, ora guarda bene e preparati a combattere”.

Così, questa è la spiegazione di Hrisikesha e Gudakesha. Grazie molte.



Fine.

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Altro sull'autore, Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada

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