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 RADIO KRISHNA CENTRALE
 Lezioni del Fondatore in Italiano
 La Bhagavad-gita cosi' com'e' - Cap. 1 Verso 40

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V I S U A L I Z Z A    D I S C U S S I O N E
Sangita Dasi Inserito il - 13/08/2018 : 18:44:52
RKC - RADIO KRISHNA CENTRALE PRESENTA:

Lezioni* di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada su

La Bhagavad-gita cosi' com'e'




Capitolo 1
Verso 40


adharmabhibhavat krishna
pradusyanti kula-striyah
strisu dustasu varsneya
jayate varna-sankarah


TRADUZIONE

"Quando l'irreligione predomina in una famiglia, o Krishna, le donne si corrompono e dalla degradazione delle donne, o discendente di Vrsni [pronuncia "Vrishni", n.d.r.], nasce una prole indesiderata".


SPIEGAZIONE
di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada

"Una popolazione sana è fondamentale per la pace, per la prosperità e il progresso spirituale della società umana. I princìpi religiosi del varnasrama furono stabiliti allo scopo di far prevalere una buona popolazione nella società ai fini del progresso spirituale dello stato e della comunità. La purezza di un popolo dipende dalla castità e dalla fedeltà delle donne. Come un bambino si lascia facilmente sviare, così una donna ha la tendenza a lasciarsi corrompere, perciò entrambi hanno bisogno della protezione degli anziani della famiglia. Se le donne sono impegnate nelle varie pratiche religiose non saranno spinte all’adulterio. Secondo Canakya Pandita, le donne non sono generalmente molto intelligenti, perciò non si può dare loro piena fiducia.

Ma se la loro castità e devozione sono protette con attività pie e col rispetto delle tradizioni familiari, esse non si lasceranno trascinare nell’adulterio e procreeranno una discendenza virtuosa, idonea a far parte del varnasrama-dharma. Se questo sistema sociale non viene rispettato, le relazioni assidue tra uomini e donne conducono all’adulterio, col rischio di generare una popolazione indesiderata.

Uomini irresponsabili provocano l’adulterio è una prole indesiderata invade la società, col rischio di guerre e epidemie".






LEZIONE*
di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada
tenuta a Londra (Regno Unito)
il 28 Luglio 1973

adharmabhibhavat krishna
pradushyanti kula-striyah
strishu dustasu varsneya
jayate varna-sankarah

“O Krishna, quando nella famiglia predomina l’irreligione, le donne si corrompono e dalla loro degradazione, o discendente dei Vrishni, nasce una prole indesiderata”.

Questo punto è molto importante: Una buona popolazione. In una società senza gentiluomini educati e istruiti che seguono le regole e le regolazioni dei princìpi religiosi, come ci si può aspettare pace e prosperità? È impossibile. Tutto il sistema vedico è destinato a creare una popolazione di prima classe, e non dedita a uccidere, a bere e a compiere altre attività colpevoli che non è possibile tenere sotto controllo. Se simili persone vanno al governo, come ci si può aspettare una buona amministrazione? Contamineranno tutti. Perciò, anche in un grande Stato come gli U.S.A., il presidente è criticato nonostante i suoi sforzi.

Soprattutto oggi giorno c’è bisogno di una buona popolazione, e a questo scopo le donne dovrebbero essere molte caste. Questo principio è alla base della civiltà vedica. Mantenere le donne caste era il compito di un padre responsabile, o del fratello maggiore in assenza del padre. Per le donne era obbligatorio sposarsi, ma non per l’uomo, che poteva rimanere brahmacari e astenersi dal sesso con la pratica spirituale. Ma se la donna non è strettamente protetta, allora sarà molto difficile avere una buona popolazione.

Tutto questo è spiegato negli Shastra, e non è diversamente. Canakya Pandita dichiara, ‘visvasam naiva kartavyam strishu raja-kuleshu ca’: “Non fidatevi delle donne e dei politici”. Naturalmente, se una donna avvicina la coscienza di Krishna, la sua posizione è differente. Papa-yoni, di bassa nascita. Se i figli nascono da un’unione difettosa, allora sono meno intelligenti. Krishna dichiara:

mam hi partha vyapasritya
ye ‘pi syuh papa-yonayam
striyo vaisyas tatha sudrah
te ‘pi yanti para gatih

“Coloro che si rifugiano in Me, o figlio di Pritha, anche se sono di bassa nascita – donne, vaisya [mercanti] e sudra [operai] – possono raggiungere la destinazione suprema”. (Bg. 9.32)

Anche coloro che nascono in famiglie degradate, papa-yoni, e anche le donne, i sudra e i vaisya possono diventare, con la pratica, pienamente coscienti di Krishna e tornare a casa da Dio senza impedimenti. Quando un uomo o una donna diventa cosciente di Krishna, allora ha cura di sé stesso o di sé stessa. In questo verso (1.40) Arjuna si riferisce alle donne ordinarie, ‘strishu dustasu’, che sono corrotte perché l’irreligione è diventata predominante, ‘adharmabhibhava’. Questo è adharma. E quando una ragazza è educata fin dall’inizio a rimanere casta, questo è dharma, o satita dharma. Sati significa castità.

Ci sono molte storie sulle donne caste, come la storia di Nala e Damayanti. Damayanti sposò il re Nala, che in seguito divenne così povero da non avere neppure una stoffa per coprirsi; e marito e moglie erano costretti a coprirsi insieme sotto la stessa stoffa. [Questa storia è narrata nel Mahabharata] Ma non esisteva il divorzio. Vedete? Anche in una condizione così miserevole, la donna non lasciò il marito; anche se era figlia di re. Questo è un esempio estremo di castità.

Senza considerare i tempi antichi, nel 1935, a Bombay, vidi un mendicante seduto sul ciglio della strada. L’uomo era senza faccia, i lineamenti erano sfigurati e non poteva vedere. Probabilmente aveva subito un incidente, e sua moglie sedeva con lui sul ciglio della strada. Sia lui che la moglie erano puliti e ordinati. La moglie lo portava là e poi lo riportava a casa. Era una donna giovane, e così capii che era una moglie molto casta; non aveva lasciato il marito così sfigurato, ma lo aiutava perché avevano bisogno di denaro. Ci sono molte storie sulle donne caste.

Una volta Ramanujacarya andò a casa di un discepolo che era molto povero, ma non vide nessuno e pensò: “È un uomo di famiglia, perché non c’è nessuno?” Si avvicinò e vide che la porta non era chiusa a chiave, e allora capì che la moglie era in casa. Quando bussò alla porta, la donna rispose, ma non poté uscire perché non aveva nemmeno un vestito. Così Ramanujacarya comprese la situazione e immediatamente le porse la sua veste attraverso la porta socchiusa. La donna si ricoprì con la veste, aprì la porta e offrì gli omaggi; e poi andò dal droghiere, perché Ramanujacarya era venuto a casa sua e doveva riceverlo. Il droghiere sapeva che la donna era molto povera e cercava sempre di sedurla; e lei non aveva mai accettato, sebbene fosse molto giovane. Ma quella volta disse: “Ho bisogno subito di grani, ghi e altre cose, perché il mio Guru Maharaja è venuto a casa mia e devo riceverlo. Per favore, dammi queste cose, e stasera io accetterò la tua proposta, anche se devo sacrificare la mia castità”.

Felicissimo, l’uomo le dette tutto quello che chiese; e la donna cucinò dell’ottimo cibo per il Guru e i suoi servitori. Nel frattempo il marito ritornò a casa dopo aver lavorato tutto il giorno e vide che il Guru e i suoi associati erano stati ben ricevuti. Quando la moglie gli disse in che modo si fosse procurata il cibo, il marito rispose: “Ormai hai promesso, perciò vai da lui e portagli del prasada”. Ascoltando la storia, il droghiere si commosse: “Oh, che donna casta e fedele! Tu sei mia madre. Prendi ancora dei grani, prendi ciò che vuoi”.

Così questa era l’educazione. La psicologia è che se la donna è educata a essere casta, per tutta la vita amerà fedelmente il primo uomo che incontrerà. Questa è una buona psicologia per il mantenimento della società; perciò in India, e soprattutto in Bengala, una ragazza era sposata prima della pubertà, e finché non raggiungeva la pubertà rimaneva nella casa del padre. Sapendo di essere sposata rimaneva molto casta, e pensando a suo marito diventava sempre più fedele e devota. Questo è detto ‘kanya-daya’, e significa che è obbligatorio che un padre faccia sposare la figlia.

Così, se questo dharma, se questo principio religioso è violato, come fa osservare Arjuna, allora l’irreligione predomina, ‘adharmabhibhavat’. Quando le persone trascurano le tradizioni familiari e i princìpi religiosi, le donne si corrompono e nasce una prole indesiderata – ‘adharma abhibhavat krsna pradusyanti kula-striyah’ (1.40). Kula è la famiglia, e striyah è la donna; significa che la donna deve appartenere a una famiglia rispettabile, kula-striyah.

Nella cultura vedica, alla donna non sposata non era permesso di parlare con nessun uomo. Anche questa è psicologia. Nel Bhagavata è detto che l’uomo è come il burro, e la donna è come il fuoco. Appena si avvicina al fuoco, il burro si scioglie; perciò devono rimanere separati. Questa è l’affermazione degli Shastra. È anche detto che non si dovrebbe rimanere in un luogo solitario nemmeno con la propria figlia, la sorella e perfino la madre.

Nessuno prova lussuria per la madre, la sorella o la figlia; eppure gli Shastra lo affermano chiaramente. Com’è possibile? Gli Shastra spiegano: ‘balavan indriya-gramah’. I sensi sono così forti da contaminare la mente. Qualcuno dirà: “Forse i mascalzoni e gli sciocchi rimangono contaminati”; ma anche un saggio erudito può rimanere contaminato, ‘vidvams api karshati’. Questo è il verdetto degli Shastra. A volte in India sono criticato perché permetto agli uomini e alle donne di rimanere nello stesso tempio. In India non è permesso; le donne vanno e vengono dal tempio, e nessuna rimane per la notte. Io mi difendo spiegando che il sistema di questo paese è che le donne e gli uomini si mescolano tra loro. Come posso controllarli? Inoltre, perché non dovrei dare anche alle donne l’opportunità di cantare Hare Krishna? Devo dare anche a loro quest’opportunità, a qualunque costo. Questa è la mia risposta.

Perciò la castità è molto importante per produrre una buona popolazione; e per generare ed educare buoni figli ci sono i samskara, o metodi purificatori, di cui il primo è il Garbhadhana-samskara, che si esegue prima di concepire un figlio. I samskara sono per le caste più elevate, soprattutto per i brahmana e gli kshatriya, e talvolta per i vaisya, mentre i sudra non ne hanno. Ci sono dieci samskara, i dasa-vidha samskara, tra cui c’è anche il matrimonio. Il sistema dei samskara è detto kula-dharma, perché fa parte delle tradizioni familiari e dei princìpi religiosi. Il significato del Garbhadhana-samskara è che nel matrimonio la vita sessuale non è senza restrizioni.

Conoscete la storia di Hiranyakasipu. La moglie di Kasyapa Muni era sessualmente eccitata, ma il marito si oppose perché quel momento della sera non era propizio, “Perché insisti?” Ma la donna era sopraffatta dalla lussuria, e poiché il marito fu costretto a soddisfarla, nacque il demone Hiranyakasipu. Così Garbhadhana-samskara significa calcolare il momento propizio in cui marito e moglie si uniscono per procreare un buon figlio.

La Bhagavad-gita spiega che il sesso non è nocivo, purché sia conforme ai princìpi religiosi; e lo scopo del Garbhadhana-samskara è di far nascere un figlio di prima classe, in grado di diventare cosciente di Krishna – e per capire i Veda ha bisogno di un buon cervello. Questa è l’idea. Quando i figli non sono generati in questo modo, ma nascono come cani e gatti, è detto ‘varna-sankara’: impossibile stabilire a che varna appartengano – brahmana, kshatriya, vaisya o sudra. Questo è definito varna-sankara, e una simile popolazione non è positiva.

Poiché questi metodi purificatori non sono accettati neppure in India, ogni cosa è stravolta; e perciò gli Shastra dichiarano che in quest’era sono tutti sudra: ‘kalau sudra sambhava’. Non più brahmana, kshatriya o vaisya, ma solo sudra. Non più cultura vedica, non più Garbhadhana-samskara, ma una popolazione nata come i cani e i gatti. Non ci sono più distinzioni e si accettano tutti come sudra. In realtà varna-sankara è inferiore a sudra. E per i sudra non c’è diksha, nessuna iniziazione, poiché diksha è per i nati in famiglie brahmana, kshatriya o vaisya. In India ci sono i guru di professione che iniziano i sudra, ma non mangiano il cibo toccato da questi discepoli. Si suppone che le persone iniziate non siano più sudra, eppure questi guru li considerano ancora tali e non accettano il loro cibo.

Nell’Hari-bhakti-vilasa Sanatana Gosvami spiega: ‘tatha diksha-vidhanena dvijatvam jayate nrsnam’. Se una persona è appropriatamente iniziata, diventa subito un brahmana. Dvijatvam, dvija significa seconda nascita. Esiste un processo chimico per cui il metallo è trasformato in oro quando è mescolato al mercurio nella giusta proporzione; ma è molto difficile, perché, con il calore, anche minimo, il mercurio è distrutto. Così c’è un processo per ogni cosa.

Molti yogi sanno come creare l’oro mescolando rame, stagno e mercurio nelle giuste proporzioni. Perciò Sanatana Gosvami usa questo esempio. Proprio come mescolando due metalli al mercurio, si può creare l’oro, similmente con l’iniziazione appropriata eseguita dal maestro spirituale appropriato, anche un sudra, o inferiore a sudra, varna-sankara o candala, può trasformarsi in dvija, o brahmana. Perciò noi raccomandiamo questo metodo, il Pancaratriki-vidhi, per creare dvija.

Rupa Gosvami raccomanda che l’iniziazione deve essere eseguita secondo le ingiunzioni di sruti, smriti o pancaratriki-vidhi. Secondo la filosofia del Vedanta, o il metodo vedico, per il progresso spirituale ci sono tre metodi – ‘nyaya-prasthana, sruti-prasthana e smriti-prasthana’. Gli Smriti sono i testi autorizzati scritti in conformità agli Sruti. Sruti-smriti, come la Bhagavad-gita, che non appartiene direttamente ai Veda, ma tutti i suoi versi sono strettamente compilati in conformità al Nyaya-prasthana e Sruti-prasthana. Perciò ogni libro scritto strettamente in conformità ai Veda e ai Vedanta è accettato come letteratura vedica.

Pancaratriki vidhi significa che non ha importanza se un uomo è sudra o ‘candala’. Ci sono cinque gradazioni, iniziando da brahmana, kshatriya, vasya e sudra, la quarta classe; e al di sotto di questa sono tutti candala, la quinta classe, o ‘pancama’, gli intoccabili. Intoccabili significa ‘papa-yoni’, nati in famiglie degradate – ‘mam hi partha vyapasritya ye pi syuh papa-yonayam’ (Bg. 9.32) – yavana e mleccha. Anch’essi diventano purificati quando sono iniziati nella coscienza di Krishna. Perciò è possibile trasformare anche un candala in un vaisnava – ‘prabhavisnave namah’. Vishnu è onnipotente e può fare qualsiasi cosa; e con il vishnu-mantra chiunque può diventare un vaisnava e trascendere ogni restrizione sociale.

Ciò è confermato da Krishna: ‘mam cavyabhicarini bhakti-yogena yah sevate sa gunan brahmatityaitan brahma-bhuyaya kalpate’ (Bg. 14.26), chi s’impegna nel servizio devozionale senza deviare in nessuna circostanza, trascende le tre influenze della natura materiale e raggiunge il livello del Brahman. Egli trascende immediatamente e si situa sulla piattaforma del Brahman.

Chi accetta molto seriamente il servizio devozionale non è più situato sulla piattaforma materiale, in cui è considerata la distinzione di brahmana, kshatriya, vaisya e varna-sankara; ma quando è situato nel servizio devozionale puro e incondizionato del Signore, è sulla piattaforma spirituale, brahma-bhuyaya kalpate, non più su quella materiale.

Piattaforma del Brahman significa ‘sa gunam samatitya etan’, o trascendere le tre influenze della natura materiale – sattva-guna, rajo-guna, tamo-guna. Sattva-guna significa qualificazione brahminica, ma anche questa è un condizionamento della natura materiale; e che dire dei sudra e dei varna-sankara?

In questo mondo tutti sono condizionati dalla natura materiale, ‘daivi hy esa gunamayi’ (Bg. 7.14). Brahmana significa essere un prigioniero di prima classe, ma sempre un prigioniero; non si può dire che sia libero. La libertà è qualcosa di diverso. Accade talvolta che un uomo rispettabile sia messo in prigione per una violazione politica, come Gandhi. Anche Gandhi andò in prigione, e come lui tanti altri, ma furono messi in un reparto separato, con libri, servitori e ogni facilitazione. Erano prigionieri di prima classe. Essere brahmana, dunque, significa essere un prigioniero di prima classe. Questo è tutto.

Il nostro punto è di non diventare prigionieri di prima classe, ma di uscire dalla prigione; questa è la visione vaisnava. Abbiamo già parlato di Madhavendra Puri, che compì la cerimonia Annakuta e installò la Divinità, e ogni cosa era brahminica, eseguita da brahmana qualificati; eppure Madhavendra Puri li inizio di nuovo come vaisnava e assegnò loro l’incarico di adorare la Divinità. Perciò i compiti del vaisnava non possono essere eseguiti neppure da un brahmana. Anche se è un brahmana qualificato, non è idoneo a propagare la filosofia vaisnava. Ciò è confermato negli Shastra:

sat-karma-nipuno vipro
mantra-tantra-visaradah
avaisnavo gurur na syad
vaishnavah sva-paco guruh

“Un brahmana erudito, esperto in tutta la conoscenza vedica, non è qualificato a diventare maestro spirituale se non è un vaisnava, o esperto nella scienza della coscienza di Krishna. Ma una persona nata in una famiglia di casta inferiore può diventare maestro spirituale se è un vaisnava, o cosciente di Krishna”. (Padma Purana)

‘Sva-pacah’ significa candala, mangiatori di cani, e sono considerati i più bassi. Ci sono diversi tipi di mangiatori di carne, ma in India non esistevano i mangiatori di mucche; alcuni mangiavano maiali, capre e anche cani, ma nessun governo avrebbe permesso di mangiare la carne di mucca. La restrizione era che nessuno poteva toccare la mucca, ma poteva mangiare qualche altro animale; perciò sva-pacah, mangiatori di cani. In Corea e in altre parti mangiano i cani e vendono pubblicamente la loro carne. Anche in India mangiano carne di cane. I mangiatori di cani sono considerati i più bassi del genere umano; sva-pacah, ‘sva’ significa cane e ‘pacah’ è colui che cucina.

Un uomo nato in una famiglia sva-pacah o candala può diventare guru, ma non un brahmana che non è vaisnava; neppure se è un brahmana qualificato. Il brahmana ha sei tipi di occupazioni: è erudito, e insegna ad altri la letteratura vedica; ciò è detto ‘pathana pathana’. Adora gli esseri celesti e compie altri riti e cerimonie religiose, ‘yajana’; e poi ‘dana pratigriha’, accetta donazioni, e non è mai impegnato nel servizio di altri perché questa è l’occupazione dello sudra. Questi sono i princìpi religiosi, o il dharma del brahmana.

Ci sono moli tipi di dharma, e perciò Arjuna dice: adharma-abhibhavat krishna. Quando questi princìpi sono sacrificati e c’è un risveglio di ‘adharma’, o princìpi irreligiosi, allora le donne si corrompono e nasce una prole indesiderata, ‘pradu#7779;yanti kula-striyah’ (1.40). La restrizione andrà perduta e le donne saranno corrotte; e “quando le madri di famiglia, kula-striyah, si degradano nella loro condizione di donna (strishu dustasu), o discendente di Vrishni (varsneya), si produce una progenie indesiderata, jayate varna-sankarah”.

Il verso successivo chiarirà come la popolazione varna-sankara renderà questo mondo un inferno; ma questo lo spiegheremo nella prossima lezione. Cercate di capire come la società, fino a cinquemila anni fa, fosse strettamente basata sui princìpi vedici; al contrario di oggi in cui nessuno li osserva. E poiché i princìpi vedici erano strettamente osservati, tutto il mondo era unito sotto il governo dei Pandava, fino al nipote di Arjuna, Maharaja Parikshit, che salì al trono dopo la battaglia di Kurukshetra.

Fino ad allora ogni cosa era in ordine e in tutto il mondo si seguiva i princìpi vedici: no al consumo di carne, al sesso illecito, al gioco d’azzardo e all’intossicazione. Il re era molto forte, e quando Maharaja Parikshit vide un uomo nero che stava per uccidere una mucca, impugnò immediatamente la spada: “Chi sei? Ti ucciderò”. L’uomo, che era Kali, implorò per la sua vita: “O re, tu mi vuoi uccidere, ma è giunto il mio tempo, e la mia occupazione è uccidere le mucche. Che posso fare? Questa è la mia occupazione”.

Così Maharaja Parikshit comprese che il Kali-yuga era iniziato, e non poteva fermare la sua occupazione. Questo è un altro problema. Ognuno deve essere impegnato nella sua occupazione, perciò il re gli assegnò determinati luoghi: i mattatoi, i postriboli del sesso illecito, nei luoghi dove c’è l’intossicazione e il gioco d’azzardo. A quel tempo fu difficile per Kali trovare questi luoghi, e così ci fu una cospirazione per uccidere il re e aprire le porte a Kali.

La società umana è destinata a osservare i princìpi vedici – ‘varnasramacaravata purushena parah puman’ (Cc. Madhya 8.58), il Signore Sri Vishnu è adorato compiendo i doveri prescritti nel sistema dei varna e degli asrama. L’uomo è destinato ad adorare il Signore, ‘visnur aradhyate’; ma nell’era presente questi mascalzoni non lo sanno, ‘andha yathandair upaniyamanah’. Gli stessi leader sono ciechi e cercano di rendere ciechi anche gli altri. Questa è la situazione sociale, e perciò non c’è speranza di risvegliare la cultura vedica.

Ma per la grazia di Caitanya Mahaprabhu è diventato possibile purificando lo specchio del cuore, ‘ceto darpanam marjanam’. La cultura vedica è destinata a purificare il cuore e a renderlo perfettamente spiritualizzato, brahma-bhutah. Il fine dei Veda è conoscere Dio, ‘vedais ca sarvair aham eva vedyah’ (Bg. 15.15), ma in questo momento il mondo intero è nel caos, perciò, il misericordioso Caitanya Mahaprabhu semplicemente raccomanda: ‘harer nama harer nama harer nama eva kevalam’.

Semplicemente cantate il mantra Hare Krishna, e il risultato sarà: ‘ceto-darpana-marjanam’, la purificazione del cuore. Lo stesso risultato che è introdotto dalla cultura vedica: purificare il cuore e capire la propria posizione originale. È semplicemente meraviglioso. ‘Kirtanad eva krishnasya mukta-sangah param vrajet’ (SB. 12.3.51): “Col semplice canto del maha-mantra Hare Krishna, ci si può liberare dalla schiavitù materiale ed essere promossi al regno trascendentale”.

Non c’è bisogno perciò di deprimersi. Non apparteniamo a “questo” e non “a quello”, non preoccupatevi ma semplicemente cantate e sarete purificati. Questo è il movimento per la coscienza di Krishna. Grazie molte. Hare Krishna".




Fine.

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Altro sull'autore, Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada

Biografia:
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Cio' allo scopo di evitare possibili fraintendimenti, sul significato di alcuni termini e concetti espressi, non sempre corrispondenti alle accezioni linguistiche attuali, e quindi talvolta, causa di una comprensione errata o distorta delle vere intenzioni, del maestro spirituale fondatore.

Il testo integrale originale (in Inglese) delle lezioni, e' comunque reperibile in rete su vari siti esteri.

















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