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 RADIO KRISHNA CENTRALE
 Lezioni del Fondatore in Italiano
 La Bhagavad-gita cosi' com'e' - Cap.1 Versi 21-22

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V I S U A L I Z Z A    D I S C U S S I O N E
Sangeeta Dasi Inserito il - 21/04/2018 : 18:10:04
RKC - RADIO KRISHNA CENTRALE PRESENTA:

Lezioni* di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada su

La Bhagavad-gita cosi' com'e'




CAPITOLO 1
VERSI 21-22


arjuna uvaca
senayor ubhayor madhye
ratham sthapaya me ‘cyuta
yavad etan nirikse ham

yoddhu-kaman avasthitan
kair maya saha yoddhavyam
asmin rana-samudyame


TRADUZIONE

"Arjuna disse:
O infallibile, Ti prego, conduci il mio carro trai due eserciti affinché possa vedere chi è presente sul campo, chi desidera combattere, chi dovrò affrontare nel corso della battaglia imminente".


SPIEGAZIONE
di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada

"Benché Krishna sia Dio, la Persona Suprema, mostrando la Sua misericordia assoluta Si è messo al servizio del Suo amico Arjuna. L’affetto che Egli ha per i Suoi devoti non fallisce mai, perciò qui è definito infallibile. Nel Suo ruolo di conduttore di carro deve obbedire agli ordini di Arjuna, e poiché lo fa senza esitazioni è chiamato infallibile. Ma anche se ha accettato la posizione di conduttore di carro per il Suo devoto, la Sua posizione suprema è sempre fuori dubbio. In ogni circostanza Egli rimane Dio, la Persona Suprema, Hrisikesa, il maestro dei sensi di tutti gli esseri.

La relazione tra il Signore e il Suo servitore è molto dolce e trascendentale. Il servitore è sempre pronto a servire il Signore, e il Signore, da parte Sua, cerca sempre l’occasione di servire il Suo devoto. Egli prova una gioia maggiore nel vedere il Suo puro devoto prendere una posizione superiore e darGli ordini piuttosto che comandare di persona. Egli è il maestro, e tutti gli esseri Gli sono subordinati, nessuno Gli è superiore, nessuno può comandarLo; ma vedere un Suo devoto che Gli dà ordini Lo riempie di una grande gioia spirituale, sebbene Egli rimanga il maestro infallibile in ogni circostanza.

Arjuna, puro devoto del Signore, non ha alcun desiderio di lottare contro i suoi parenti, ma vi è spinto dall’ostinazione di Duryodhana che rifiuta ogni negoziato. Perciò è molto ansioso di vedere chi sono i capi presenti sul campo di battaglia. Naturalmente non è più l’ora di proporre un altro accordo di pace, ma Arjuna vuole vedere i volti dei comandanti nemici per capire fino a che punto essi tengano a impegnarsi in una battaglia che nessuno desidera".







ESTRATTO da una LEZIONE*
di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada
tenuta a Londra (Regno Unito)
il 18 Luglio 1973


"arjuna uvaca
senayor ubhayor madhye
ratham sthapaya me ‘cyuta
yavad etan nirikse ‘ham
yoddhu-kaman avasthitan
kair maya saha yoddhavyam
asmin rana-samudyame

Arjuna disse: “O infallibile, Ti prego, conduci il mio carro tra i due eserciti affinché io possa vedere chi è presente, chi desidera combattere e chi devo affrontare in questa grande prova d’armi”.

‘Atham sthapaya me cyuta’: “O Acyuta, Ti prego conduci il mio carro tra i due eserciti”. In un verso precedente Arjuna si rivolge a Krishna chiamandoLo Hrisikesha, il maestro dei sensi, e ora si rivolge a Lui chiamandoLo Acyuta che significa infallibile; mentre ‘cyuta’ significa fallibile, caduto. Noi siamo anime condizionate, cadute (cyuta). Siamo venuti in questo mondo materiale in uno spirito di godimento e perciò siamo caduti. Condizione caduta significa “non riuscire a mantenere correttamente la propria posizione”, e perciò cadiamo; il che equivale a degradarsi. Tutti gli esseri viventi nell’universo materiale, da Brahma fino all’insignificante formica, sono tutte anime condizionate cadute. E perché sono cadute?

‘Krishna bhuliya jiva bhoga vancha’*, quando l’essere dimentica la posizione di Krishna come goditore Supremo, allora, ‘kare pasate maya tare japatiya dhare’*, è immediatamente catturato nella rete di maya. L’essere vivente non sarà mai felice in questa condizione: caduto nella morsa dell’energia materiale e impegnato della gratificazione dei sensi. Questa è la condizione caduta dell’essere; proprio come un criminale detenuto in prigione è caduto dalla sua rispettabile posizione come cittadino. *[da “Prema Vivarta” di Jagadananda Pandita].

Similmente, ‘mamaivamso jiva-bhuta’ (Bg. 15.7), in questo mondo condizionato gli esseri sono parti e frammenti eterni di Krishna, e perciò la loro posizione è di vivere con Krishna. Proprio come questo dito, che è parte del corpo e deve rimanervi attaccato; e se è separato dal corpo, o caduto, allora non ha più valore. Chiunque sia separato dal servizio del Signore Supremo, è considerato caduto. Questa è la conclusione. Ma Krishna è Acyuta, infallibile, e viene per riscattarci (Bg. 4.7):

yada yada hi dharmasya
glanir bhavati bharata…

Krishna dichiara: Ogni volta che in un luogo dell’universo la pratica religiosa declina e l’irreligione predomina, Io vengo in persona. Ogni volta che si presenta un dissenso nei doveri occupazionali degli esseri viventi – dharmasya glanir bhavati – allora Krishna appare.
In realtà noi non traduciamo la parola ‘dharma’ con “religione”. Il dizionario definisce il termine “religione” come “un tipo di fede”, e la fede può cambiare; ma non il dharma, e qualsiasi cambiamento può subire, è ritenuto artificiale.

Per esempio, la condizione dell’acqua è di essere liquida; e se talvolta si solidifica e diventa ghiaccio, questa non è la sua condizione naturale. Per cause esterne o artificiali, come il freddo eccessivo o altri mezzi, l’acqua si solidifica; ma il suo stato naturale è la liquidità. Similmente, anche la separazione dal servizio del Signore è innaturale perché lo stato naturale dell’essere è servire il Signore con amore e devozione. Così, quando dimentica Krishna e la Sua posizione, l’essere vive una condizione innaturale.

Krishna dichiara, ‘bhoktaram yajna-tapasam sarva-loka-mahesvaram’ (Bg. 5.29): “Io sono il proprietario e il goditore”. Questa è la posizione di Krishna. Egli è il goditore e non cade mai dal Suo ruolo; non sarà mai nella posizione di essere goduto. È impossibile, e se volete portare Krishna a questa posizione, allora sarete sconfitti – poiché per voi è innaturale essere i goditori.

Perciò, ‘krishna bhuliya jiva bhoga vancha kare’, la condizione caduta dell’essere è quando dimentica la posizione di Krishna e pensa di essere lui il goditore; allora, ‘pasate maya tare japatiya dhare’, immediatamente cade nella trappola di maya. Di conseguenza l’anima condizionata e caduta lotta per l’esistenza cercando di godere e di essere il proprietario, ma ciò è artificiale; proprio com’è artificiale la posizione di una donna che vuole diventare uomo, anche se indossa abiti maschili come accade nei paesi occidentali. Ma ciò è artificiale, proprio come la nostra posizione in questo mondo materiale in cui cerchiamo d’imitare Dio.

In realtà la Bhagavad-gita descrive gli esseri viventi come prakriti – prakriti significa donna e purusha uomo. Gli esseri viventi perciò non sono mai purusha. Krishna è il Purusha Supremo. Arjuna disse: ‘param brahma param dhama…, purusham sasvatam divyam’ (Bg. 10.12): “Tu sei la la Verità Assoluta (param brahma), la suprema dimora (param dhama), la Persona originale (purusha sasvata) e trascendentale (divyam). Krishna è sempre purusha. Dio non può essere femminile, ma è sempre maschile. Egli è purusha, Colui che gode; e noi siamo prakriti, coloro che sono goduti. Com’è spiegato nella Bhagavad-gita (Bg. 7.5), ‘apareyam itas tu viddhi me prakritim para’: “Oltre a questa energia inferiore (la natura materiale) esiste un’altra Mia energia superiore (gli esseri viventi)”.

Anche l’energia materiale, ‘bhumir apo nalo vayuh’ (Bg. 7.4), terra, acqua, fuoco, aria, è prakriti, femminile e controllata. Secondo le scritture alla donna non è mai data la posizione di controllore, ma è sempre controllata; e noi accettiamo gli Shastra. In ogni caso, sia l’uomo che la donna sono in una posizione artificiale quando credono di essere i goditori. La donna porta abiti femminili, ma la sua mente è come quella di un uomo, anche lei vuole godere; e anche i cosiddetti uomini non sono purusha ma prakriti. ‘Apareyam itas tu viddhi me prakritim para’ (Bg. 7.5), oltre a questa energia inferiore ne esiste un’altra superiore, costituita dagli esseri viventi (para prakriti).

Come la prakriti– terra, acqua, aria, fuoco, etere – è controllata da Krishna, così anche i cosiddetti uomini e donne di questo mondo materiale sono controllati. Nessuno può affermare di non essere controllato. Perciò esistono due prakriti: para e apara (superiore e inferiore); ma entrambe sono controllate, nessuna delle due è il controllore. Questa è la differenza tra purusha e prakriti: purusha significa controllore, colui che domina, e prakriti significa controllata, che è dominata. Questa è la differenza. Ma Sri Krishna non cade mai dalla Sua posizione di dominatore e perciò è chiamato Acyuta, infallibile.

‘Senayor ubhayor madhye ratham sthapaya me cyuta’: “O infallibile, Ti prego, conduci il mio carro tra i due eserciti”. Krishna è il Signore Supremo, e Arjuna sa di non essere il controllore. È un devoto e conosce la sua posizione, non cerca di controllare Krishna, e si rivolge a Lui chiamandolo Acyuta. Ma poiché la promessa di Krishna era di guidare il carro di Arjuna e di eseguire i suoi ordini, ora Arjuna fa la stessa richiesta a Krishna, “O Acyuta, non infrangere la Tua promessa” – ‘senayor ubhayor madhye ratham sthapaya me cyuta’ (Bg. 1.21)

L’altro punto è che Arjuna voleva vedere con chi doveva scontrarsi. In realtà non desiderava lottare, e in seguito sarà spiegato che combatterà con riluttanza. Essendo un vaisnava non voleva uccidere inutilmente, ma questo era il suo dovere di ksatriya e così doveva uccidere, come il rappresentante di Krishna. ‘Paritranaya sadhunam vinasaya ca duskritam’ (Bg. 4.8), Krishna ha due missioni da compiere: proteggere i devoti e annientare i miscredenti. Sadhu significa devoto, e non semplicemente cambiare di abito e smettere di fumare bidi. Lo Srimad-Bhagavatam spiega:

titikshavah karunikah
suhridah sarva-dehinam
ajata-satravah santah
sadhavah sadhu-bhushanah

“I sintomi di un sadhu sono la tolleranza, la compassione e l’attitudine amichevole verso tutti gli esseri. Il sadhu non ha nemici, è sereno, si conforma alle Scritture, e tutte le sue caratteristiche sono sublimi”. (SB. 3.25.21)

Questa è la qualificazione del sadhu: titikshava – tollerare ogni tipo di condizione miserevole, poiché questo è un luogo pieno di sofferenza. Un sadhu impara come tollerare e non è mai disturbato. ‘Yasmin sthito duhkhena gurunapi duhkhena na vicalyate’ (Bg. 6.22): una volta raggiunta questa perfezione non ci si allontana più dalla verità. Il sadhu che ha preso rifugio in Krishna non è mai disturbato, anche se è posto nelle condizioni più pericolose. Come Prahlada Maharaja, che fu posto da suo padre in molte situazioni pericolose e che fu anche avvelenato. Pur sapendo che suo padre gli avrebbe fatto bere del veleno, bevve ugualmente, pensando, “Krishna mi salverà”. Il potente Hiranyakasipu costrinse la madre di Prahlada ad avvelenare suo figlio. La madre lo implorò piangendo, ma egli era un demone mascalzone. Così la madre lo sapeva, e anche il figlio sapeva che il padre lo stava avvelenando. Ma che poteva fare un piccolo bambino? Così bevve il veleno perché non era disturbato: “D’accordo, se Krishna lo desidera, vivrò”. Questa è la posizione del sadhu, non è disturbato ed è tollerante in ogni circostanza, titikshava, ed è misericordioso con tutti, karunika.

Come Gesù Cristo che fu misericordioso anche con chi lo crocefisse: “O Signore, perdonali, non sanno che cosa fanno”. Questo è il sadhu. Anche se è personalmente molestato dai demoni, egli è misericordioso con le persone che sono prive della coscienza di Krishna, e fino alla fine cercherà di predicare: “Che cos’è il corpo materiale? Anche se queste persone mi uccidono, che ricevano il perdono”. Nel mondo materiale quando un uomo è disturbato non è in grado di aiutare gli altri, ma il sadhu continua a farlo. E come? Facendo le cosiddette opere umanitarie? No. ‘Suhrdam sarva-bhutanam’ (Bg. 5.29), egli è “il benefattore di tutti gli esseri viventi”, e non permetterà nessun tipo di uccisione. Nella religione cristiana c’è un’ingiunzione, “Non uccidere”; eppure uccidono, e si fanno chiamare cristiani. Uccidere è una delle loro occupazioni, perciò è molto difficile trovare un vero cristiano. Il primo comandamento di Gesù Cristo è “Non uccidere”, ma chi lo sta osservando?

Perciò, ‘suhridam sarva-bhutanam’, anch’essi sono esseri viventi; tuttavia, nel loro interesse dichiarano che gli animali non hanno l’anima. Quale nonsenso. Perché gli animali non dovrebbero avere l’anima? Qual è la differenza tra l’animale e l’uomo? Quali sono i sintomi dell’anima? L’uomo mangia, dorme, si difende e fa sesso, e anche l’animale compie le stesse attività. Perciò, che cosa manca all’animale per affermare che non ha l’anima? Questa è conoscenza imperfetta, o fare adattamenti per il proprio beneficio. Hanno fatto una correzione: “Non uccidere” è diventato “Non commettere omicidio”, riferendosi solo all’essere umano. Ma Gesù Cristo non ha mai detto questo. Il comandamento è “Non uccidere”, e si applica sia agli umani sia agli animali e perfino agli alberi. Non uccidere senza necessità – questo è il sadhu. Invece, “Non uccidere mio fratello, ma uccidi pure i miei vicini”, questo non è un sadhu. Il sadhu è benevolo con tutti gli esseri viventi.

Coscienza di Krishna significa essere gentili con tutti, perciò noi diciamo di no al consumo di carne. Perché uccidere gli animali? Si deve prendere Krishna-prasada – ‘putram puspam phalam toyam yo me bhaktya prayacchati, tad aham asnami’*. Krishna è Dio e può mangiare qualsiasi cosa, anche il fuoco, ma noi non possiamo. Quando scoppiò un incendio nella foresta di Vrindavana, e tutti i pastorelli furono in pericolo, Krishna li salvò ingoiando il fuoco. Egli è Dio e può mangiare qualsiasi cosa, eppure raccomanda, ‘putram puspam phalam toyam yo me bhaktya prayacchati, tad aham asnami’*. Perché? Perché bisogna mangiare il prasada di Krishna; così Egli raccomanda, “Offri tutti a Me”. Noi siamo devoti di Krishna, e questo è il nostro cibo. Siamo destinati a mangiare gli avanzi dal piatto di Krishna.

*[“Se qualcuno mi offre con amore e devozione una foglia, un fiore, un frutto e dell’acqua, accetterò la sua offerta” (Bg. 9.26)].

‘Tara madhye jihva ati lobhamaya sudurmati’, (“tra questi sensi la lingua è la più vorace e incontrollabile”), se vuoi conquistare la lingua, allora non accettare nulla che non sia offerto a Krishna, e la tua lingua sarà controllata. La lingua è l’acerrimo nemico dell’essere vivente perché lo trascina e lo controlla. “Dammi subito del vino, della carne, una sigaretta”. Ma Krishna dichiara, ‘putram puspam phalam toyam’. Se prendiamo solo il prasada di Krishna, allora le altre cose saranno naturalmente rifiutate. Questa è la posizione del sadhu – ‘suhridam sarva-bhutanam’, egli è benevolo con tutti gli esseri viventi. Se tutta la popolazione umana accetta soltanto Krishna prasada, allora i macelli, le industrie di liquori e i postriboli chiuderanno. Questo è il movimento per la coscienza di Krishna. Vogliamo chiudere questi luoghi assurdi e peccaminosi di prostituzione e di relazioni sessuali illecite; altrimenti, non avremo alcuna possibilità di ritornare ‘acyuta’, ma rimarremo ‘cyuta’, caduti.

I mascalzoni predicano che la religione non ha nulla a che fare con ciò che si mangia: “Potete fare ciò che volete e mangiare qualsiasi cosa e diventare comunque una persona religiosa”. Questo è un nonsenso: è impossibile essere religiosi se si è attratti alle attività peccaminose; tali attività devono essere interrotte. Questa è la prima condizione – altrimenti non è possibile conoscere Dio. Ma forse, a eccezione del movimento per la coscienza di Krishna, tutti hanno una vaga idea di Dio poiché sono peccaminosi. Ma noi possiamo dare il nome, l’indirizzo e ogni altra informazione su Dio perché abbiamo un’idea chiara su chi è Dio. La Brahma-samhita (5.30) descrive chiaramente Dio. Non è che Muralidhara, Syamasundara, Krishna, è stato immaginato da qualche artista o poeta. No, la forma del Signore è descritta negli Shastra. Egli è impegnato a suonare il flauto, ‘venum kvanantam’, e i Suoi occhi sono simili ai petali del fiore di loto, ‘aravinda-dalayataksham’; sul capo porta una piuma di pavone, ‘barhavatamsa’, ed è così attraente che il Suo splendore supera la bellezza di migliaia di Cupidi, ‘kandarpa-koti-kamaniya-visesha-sobham’. Si suppone che Cupido sia la persona più attraente in questo mondo materiale. ‘Govindam adi-purusham tam aham bhajami’ – una chiara idea di Dio.

Questa è la descrizione di Dio data negli Shastra; ed è la stessa descrizione di quando Dio, Krishna, viene su questo pianeta. Egli suona il flauto e ha una piuma di pavone sul capo; questa immagine non è creata dalla fantasia di un artista ma è la forma esatta di Dio. Ecco il nome e le attività del Signore; è un’idea molto chiara, e il sadhu sa chi è Dio. Mentre altri speculano, “Dio deve essere molto vecchio”, perché è adi-purusham, il primo essere vivente, e così via. Ma è impossibile immaginare Dio, perché Dio è sempre Dio, e si deve sapere che Egli non è mai ‘cyuta’, caduto.

Dio non cade mai dalla Sua posizione originale. Egli stesso dichiara ‘mattah parataram nanyat’: “Non esiste verità superiore a Me”. (Bg. 7.7) Questi è Dio. Ma se è controllato, come può essere Dio? Krishna è il controllore Supremo, ‘isvarah paramah krishnah’ (Brahma-samhita 5.1); isvarah significa controllore e paramah significa supremo. Krishna dichiara anche, ‘mattah parataram nanyat’. Perciò Egli è acyuta, mantiene la Sua posizione e non cade mai. Ma noi siamo anime cadute, poiché, essendo parti e frammenti di Krishna, la nostra posizione è di servire Krishna.

Lo stesso esempio del dito: è una parte del corpo e la sua occupazione è di servire il corpo. Il dito prende un rasgulla e lo porta alla bocca, ma non può mangiare il rasgulla; allo stesso modo, noi non possiamo mangiare direttamente – questa è la nostra condizione malata – ma dobbiamo offrire tutto a Krishna. Se mangiamo ciò che Krishna ha mangiato, allora saremo energizzati. Quando portiamo un rasgulla alla bocca, e quando esso va nello stomaco, allora anche le dita e ogni altra parte ne gode perché l’energia è distribuita in tutto il corpo. Ma non possiamo essere energizzati mangiando direttamente, perché si deve mangiare Krishna prasada. Questo è il principio: ‘jivera svarupa haya nitya krishna dasa’ (Cc. Madhya 20.108-109), la posizione costituzionale, ‘acyuta’, dell’essere vivente è di essere il servitore eterno di Krishna.

Perciò la nostra posizione ‘acyuta’, non caduta, è di servire Krishna; e se rifiutiamo di servirLo, questa è la nostra posizione ‘vicyuta’, o condizione caduta – ‘acyuta e vicyuta’. Diventare coscienti di Krishna significa appartenere di nuovo ad ‘acyuta-gotra’; ‘gotra’ è la tradizione familiare. Secondo la civiltà vedica, tutti hanno un ‘gotra’, o appartengono alla stessa famiglia. Bisogna dunque diventare ‘acyuta-gotra’, o appartenere di nuovo alla famiglia di Krishna. Nella nostra condizione caduta ce ne siamo dimenticati, ma quando risvegliamo la nostra coscienza di Krishna allora ritorniamo a far parte della famiglia di Krishna. Krishna non è mai solo, ‘eko bahu syama’, ma gode sempre in compagnia dei Suoi devoti.

Perché Krishna non è mai solo? Perché è supremamente potente e ricco. Avete mai visto qualcuno molto potente e ricco rimanere da solo? Un re potente e ricco è sempre attorniato da molti associati. Perciò Krishna non è mai da solo, ma è sempre in compagnia delle gopi e dei gopa, o di altri Suoi compagni come Arjuna. Essendo devoto, Arjuna conosce le condizioni per diventare acyuta, e perciò si rivolge a Krishna chiamandoLo Acyuta, “O infallibile”. Grazie molte. Hare Krishna".


Fine.

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Il testo integrale originale (in Inglese) delle lezioni, e' comunque reperibile in rete su vari siti esteri.











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