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V I S U A L I Z Z A D I S C U S S I O N E
Andrea.m
Inserito il - 25/12/2006 : 09:20:06 Hare Krishna a tutti,
oggi parleremo del sesto capitolo intitolato “L’ARTE DI COMPIERE IL SERVIZIO DI DEVOZIONE“.
In questo capitolo è contenuta una serie di sessantaquattro principi che regolano la pratica del servizio devozionale, attraverso di essi possiamo impegnare correttamente tutti i sensi nel servizio a Sri Krishna.
Ora, poiché l’intento del corso è quello di riassumere schematicamente, affronteremo soltanto i punti più significativi rimandandovi al testo (Nettare della devozione) per ogni approfondimento.
Il primo punto è a proposito del maestro spirituale; accettare una tale autorità è senz’altro essenziale sotto tutti gli aspetti.
Può accadere, a volte, che l’insegnamento di un maestro differisca leggermente da quello di un altro maestro, questa differenza però deve essere considerata marginale; per entrambi infatti lo scopo deve sempre essere quello di far progredire il proprio discepolo verso la coscienza di Krishna, Dio.
Della prima serie di principi, 3 meritano una particolare attenzione:
- Prendere rifugio in un maestro spirituale autentico;
- Richiedere da lui l’iniziazione spirituale ed apprendere sotto la sua direzione la pratica del Bhakti yoga;
- Sottomettersi alle istruzioni del maestro spirituale con FEDE e DEVOZIONE.
Dei rimanenti principi viene sottolineata l’importanza di questi 5:
1) Adorare la Murti; 2) Ascoltare lo Srimad Bhagavatam; 3) Vivere in compagnia dei devoti; 4) Compiere il Sankirtana, ossia il canto del Maha mantra Hare Krishna; 5) Risiedere a Mathura.
Ricordiamo che nel terzo principio, per “compagnia” non si intende solamente quella fisica, ma anche e soprattutto quella spirituale attraverso le istruzioni.
Sul piano spirituale infatti, le istruzioni non sono diverse dal maestro che le ha trasmesse; quindi seguire il metodo datoci da Srila Prabhuoada e leggere le sue opere significa a tutti gli effetti beneficiare della sua compagnia.
Anche per quanto riguarda l’ultimo principio, il quinto, dobbiamo fare le dovute considerazioni:
è evidente infatti che non tutti possono permettersi di recarsi in un luogo sacro e vivere li tutta la vita, il vero significato di tali pellegrinaggi è quello di associarsi con i puri devoti che vi risiedono e informarsi da loro a proposito dei valori spirituali della coscienza di Krishna.
Tutto ciò può essere fatto comodamente a casa nostra ricreando l’atmosfera spirituale propria di questi luoghi semplicemente seguendo le indicazioni di Srila Prabhupada contenute nei libri che ha scritto, che come detto prima non sono differenti dalla sua persona, poiché situati entrambi a livello trascendentale.
Ovunque vi sia un puro devoto, li è Vrindavana, la dimora trascendentale.
Quindi ovunque vi sia Srila Prabhupada in persona o tramite i suoi libri, anche li è possibile sentirsi a casa, nel mondo spirituale, semplicemente seguendo sinceramente le istruzioni che vi sono racchiuse.
Come ultima regola di valore generale possiamo dire che praticare la coscienza di Krishna significa IMPEGNARE OGNUNO DEI NOSTRI SENSI AL SERVIZIO DI DIO.