| V I S U A L I Z Z A D I S C U S S I O N E |
| Andrea.m |
Inserito il - 14/12/2006 : 20:06:33 Hare Krishna a tutti,
continuiamo con il terzo capitolo: qualità richieste per praticare il servizio devozionale
Grazie alla compagnia dei puri devoti è possibile far nascere in se un attaccamento iniziale per Krishna, anche se si è ancora votati all’azione interessata e al piacere dei sensi.
Le caratteristiche di chi si trova in questa fase sono due:
- non si è ancora disposti a praticare le diverse forme di rinuncia, cioè a seguire rigidamente i principi regolatori dati dal maestro spirituale. - quando poi l’attaccamento per Krishna si rafforza e non vi sono più cedimenti, diventa possibile qualificarsi per compiere il servizio di devozione
Chi ha la possibilità di avvantaggiarsi della presenza fisica o mediante le istruzioni del puro devoto, ricevendo il seme del servizio devozionale, è molto fortunato:
anche se tale persona non si è totalmente legata al servizio di devozione, deve essere certa che le sue pratiche spirituali porteranno velocemente i loro frutti.
Vediamo ora le 3 categorie di devoti: puro, intermedio e neofita.
Caratteristiche del puro devoto:
- è molto esperto nello studio delle scritture essenziali e nella predica - riconosce Krishna come l’oggetto ultimo di devozione e di amore - ha osservato fin dall’inizio e senza mai deviare i principi regolatori sotto la guida di un altro puro devoto, verso il quale ha dato prova di fedeltà totale. - non mostra alcun interesse verso il sentiero inutile e arido della speculazione
Caratteristiche del devoto intermedio:
- non è molto abile nel convincere gli altri sulla base delle scritture - possiede tuttavia la certezza interiore che Krishna rappresenta l’oggetto supremo di adorazione
Descrizione del devoto neofita:
- la sua fede vacillante può essere scossa dalla forza di argomenti opposti - non è molto abile nel servirsi delle verità e degli argomenti contenuti nelle scritture - gli manca la fede risoluta nel fine da raggiungere
Quest’ultima classe di devoti è composta da quattro categorie di uomini:
- l’infelice, - il curioso, - colui che cerca le ricchezze - il saggio.
Tutti sono considerati grandi anime, ma il saggio gode di una particolare considerazione da parte di Krishna, poiché non è mosso da desideri materiali.
L’uomo che si libera dalla falsa concezione che lo lega al corpo si qualifica per compiere il servizio devozionale, il quale resta inaccessibile finché si resta attaccati alla materia.
Analizziamo ora i desideri materiali e la sete di grandezza:
1) la concezione impersonale non è che un prolungamento della coscienza materiale, poiché rimane il desiderio egoistico di fare uno con Dio.
2) nel mondo materiale ognuno tenta di elevarsi più in alto possibile per poter dominare gli altri: ciò avviene in ogni settore.
3) quando la sete di grandezza materiale si estende al massimo livello, si desidera fare uno con Dio
4) materialismo e impersonalismo sono paragonati al sortilegio malefico di una strega poiché sia l’uno che l’altro portano sofferenza inutile, impedendo all’essere di gustare il vero sapore del servizio di devozione.
Grazie.
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