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V I S U A L I Z Z A D I S C U S S I O N E
Andrea.m
Inserito il - 13/12/2006 : 15:17:36 Hare Krishna a tutti,
oggi cominceremo l’analisi del secondo capitolo intitolato “Le prime fasi della devozione”
innanzitutto bisogna sapere che nel servizio devozionale esiste una continuità, questo significa che nessuno vi accede se non è già stato in contatto con esso in una vita precedente.
Tuttavia la misericordia di un puro devoto è così grande che chi prendere rifugio in lui può accedere al Bhakti yoga anche se in passato non ha mai compiuto azioni devozionali.
Il servizio di devozione è suddiviso in tre livelli, a seconda dell’elevazione del devoto:
1) apprendimento e pratica dei principi 2) comparsa dei primi sentimenti di estasi 3) puro amore per Dio
Soffermiamoci per il momento sulla descrizione della prima tappa: quella del devoto neofita.
In primo luogo cerchiamo di capire bene che cosa si intende per “pratica”: essa consiste nell’impegnare i sensi nel servizio di devozione.
La pratica non mira a sviluppare qualche nuova facoltà, ma a risvegliare il nostro amore per Dio che è la tendenza naturale di ogni essere vivente.
A questo proposito potremmo riportare l’esempio del bambino: in lui la tendenza a camminare esiste già, altrimenti se non vi fosse qualsiasi tentativo di farlo camminare sarebbe vano. Allo stesso modo se in noi non vi fosse già la coscienza di Krishna, non potremmo pensare di risvegliarla. Questa prima fase del servizio devozionale è detta anche “Sadhana Bhakti” o “Vaidhi Bhakti”, ed è il metodo per risvegliare l’amore per Krishna.
Principalmente le pratiche che la compongono sono:
1) mangala arati 2) 4 principi regolatori e 16 giri di japa 3) rendere omaggio al maestro spirituale
Tra le pratiche della Sadhana Bhakti possiamo inserire anche lo studio dei libri di Srila Prabhupada.
Attraverso di essi infatti è possibile acquisire tutta la conoscienza necessaria per stabilirsi perfettamente sul piano del Bhakti yoga, lo studio costante delle sue opere preserva il devoto dalle cadute e lo fortifica nella fede.
La Sadhana Bhakti guarisce l’anima condizionata dalla follia provocata in lei da maya, l’illusione materiale.
Essa inizia con il canto del mantra Hare Krishna, e si può suddividere in altre due fasi:
1) seguire rigidamente i principi regolatori 2) manifestare attaccamento per Krishna e il desiderio di servirLo spontaneamente
Un altro argomento molto importante di questo capitolo è quello che riguarda il nome di Krishna: esso non deve essere messo sullo stesso piano di quello degli esseri celesti, poiché permette di porre fine alla paura della morte.
In ultimo si parla dello scopo del movimento della coscienza di Krishna:
fare in modo che ognuno possa vivere felice compiendo il proprio dovere e sviluppando contemporaneamente la propria coscienza di Krishna.
Infatti il movimento per la coscienza di Krishna trascende le norme del vanasrama, poiché ognuno può rimanere nella propria posizione (purché non sia colpevole) e svolgere il servizio di devozione a Krishna.