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V I S U A L I Z Z A D I S C U S S I O N E
Sangita Dasi
Inserito il - 04/07/2026 : 20:44:31 LEZIONE* di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada Tenuta a Hyderabad, il 22 Aprile 1974
SRIMAD-BHAGAVATAM CANTO 1 CAPITOLO 2
VERSO 8
dharmah svanusthitah pumsam Visvakshena-kathasu yah notpadayed yadi ratim srama eva hi kevalam
TRADUZIONE
"Le occupazioni che ogni uomo svolge secondo la propria posizione sono sforzi inutili se non suscitano attrazione per il messaggio del Signore Supremo".
La parola dharma è generalmente tradotta come "religione". L'ho già spiegato più volte: il significato letterale di religione è "una forma di fede". Ma in realtà, dharma significa dovere occupazionale, o caratteristica innata. Proprio come un serpente: la religione del serpente è mordere, e il morso è letale—questo è il suo dharma, il suo dovere occupazionale, la sua natura intrinseca. Ogni cosa ha un proprio dharma. Come questo microfono, che deve funzionare e amplificare il suono—questo è il suo dharma. Se non amplifica il suono, è inutile. Quindi ogni cosa ha caratteristiche proprie; questo è il significato di dharma. Il dharma non è una fede artificiale. Si può cambiare la propria fede, ma non si può cambiare il proprio dovere occupazionale innato. Qual è dunque il dovere occupazionale dell'essere vivente? L'essere vivente è ora racchiuso in due tipi di corpi: grossolano e sottile.
Pertanto, quando si trova nella concezione corporea di vita, il suo dharma consiste nelle azioni che portano a un risultato interessato, ovvero la gratificazione dei sensi. Quando si trova sul piano mentale, il suo dovere occupazionale diventa la speculazione, l'immaginazione. E quando si trova nella sua condizione spirituale originaria, il suo dovere è servire Krishna. Queste sono le tre posizioni: karma, jnana, yoga, bhakti—un'evoluzione graduale. Perché anche la conoscenza spirituale si evolve gradualmente. Nirvisesa-brahman, antaryami paramatma e sad-aisvarya-purna-bhagavan—queste sono le diverse fasi della realizzazione del sé, del percorso spirituale. Karma, jnana, yoga e bhakti. Yoga significa bhakti-yoga, o la fase preliminare e primaria del bhakti-yoga. Perciò nella Bhagavad-gita (6.47) è detto:
yoginam api sarvesam mad-gatenantar-atmana yo mam sraddhavan bhajate sa me yuktatamo matah
"E di tutti gli yogi, colui che con grande fede dimora sempre in Me, e Mi adora servendoMi con un amore trascendentale è il più intimamente legato a Me ed è il più grande di tutti".
Esistono diversi tipi di yogi, ma lo yogi di prima classe, come dice Krishna, mad-gatenantar-atmana, è "colui che pensa sempre a Me", sraddhavan bhajate, "e piena fede Mi offre un servizio d'amore trascendentale". Perciò, anche pensare a Krishna è incluso in bhajana. Ci sono diversi modi di praticare bhajana, ascoltare e parlare di Krishna è anch'esso bhajana. Proprio come ora sto parlando di Krishna e voi ascoltate. Allo stesso modo, quando il parlare e l'ascoltare sono terminati, allora si pensa a Krishna; o recitando il mantra Hare Krishna, si pensa a Krishna. Poiché Krishna è assoluto, anche tutti questi diversi processi sono la stessa cosa, un unico e medesimo processo. Non c'è alcuna differenza tra cantare, ascoltare, ricordare o adorare nel tempio. Sravanam kirtanam visnoh smaranam pada-sevanam, arcanam (SB 7.5.23). Arcana è l'adorazione nel tempio e vandanam è l'offerta di preghiere. I cristiani e i musulmani pregano—naturalmente, non rivolgono le loro preghiere alla Persona Suprema, bensì a un concetto impersonale o a una qualche idea. Ma anche questo tipo di preghiera è uno dei processi della bhakti. Il processo di adorazione di chiunque accetti la supremazia di Dio, la Persona Suprema, deve essere reputato nella categoria del bhakti-yoga. Più e più vi purificate eseguendo il processo del bhakti-yoga, più raggiungerete il vero livello.
Proprio come qui è spiegato, dharmah svanusthitah pumsam (SB 1.2.8): "Le occupazioni che ogni uomo svolge secondo la propria posizione"—non importa di che tipo di dharma si tratti. In realtà, il dharma è uno—il dovere costituzionale di ciascuno, o la propria natura. Tale natura implica che Dio è grande e noi siamo subordinati a Lui. Questa è l'ingiunzione dei Veda. Nityo nityanam cetanas cetananam eko yo bahunam vidadhati kaman (Katha Upanishad 2.2.13): "Egli è l'Essere cosciente supremo tra tutti gli esseri coscienti. E solo Lui provvede a tutti i beni di prima necessità per la vita dei molti altri esseri viventi". Si deve dunque comprendere quel numero singolare: Dio è Uno, Dio è nitya, eterno, ed è 'cetana', un essere vivente. Anche Lui è un essere vivente eterno, ma è il dirigente di tutti gli altri esseri viventi, nityo nityanam cetanas cetananam. Anche noi siamo nityanam cetananam, tuttavia, mentre noi siamo entità viventi al plurale, Lui è al singolare. Perché? Qual è la differenza tra questi due nitya e due cetana? Dio non è una pietra inerte.
Dio è un essere vivente come noi, ma è l'essere vivente principale ed è uno, al singolare. Proprio come noi abbiamo un capo. Ci sono migliaia e migliaia di seguaci, ma deve esserci un solo leader. Se segui un culto, devi accettare un leader. Che tu segua questa filosofia o quella, non importa; ma devi seguire un leader. Ciò nonostante, Krishna è il capo supremo, il capo dei capi. Ciò è affermato nella Bhagavad-gita, mattah parataram nanyat kincid asti dhananjayah (Bg. 7.7). Ci sono leader, ci sono dei, c'è sempre qualcuno che governa, c'è sempre un controllore. Dio significa "controllore". In qualche modo, anche noi siamo dio, in quanto controllori e anche un leader. Ma il capo e il controllore supremo è Krishna, Dio, la Persona Suprema. Bisogna dunque accettare un controllore, ma nessuno è il capo o il controllore supremo; perché a sua volta ogni leader è controllato da un altro leader. Ma Krishna non può essere controllato da nessun altro. Perciò Krishna dice, mattah parataram nanyat (Bg. 7.7): "Nessuno è superiore a Me". Nella Brahma-samhita (5.1) si legge:
"Krishna, conosciuto anche come Govinda, è Dio, la Persona Suprema. Egli ha un corpo spirituale pieno di eternità, conoscenza e felicità. È l'origine di tutto, non ha altra origine ed è la causa prima di tutte le cause".
Questa è l'affermazione della letteratura vedica: il controllore e il capo supremo è Krishna. Sac-cid-ananda-vigrahah. Krishna non è senza forma. Quando Krishna era presente su questo pianeta, non era senza forma. Egli ha la Sua forma. E qual è? Sac-cid-ananda-vigraha (Bs. 5.1). Anandamaya-rasa-vigraha, ananda-cinmaya-rasa, "una forma piena di felicità eterna, conoscenza e beatitudine trascendentale". (Bs 5.37). Quella forma, vigraha, non è come questa nostra forma. Dobbiamo capire questo: la nostra vigraha, al momento presente, la nostra forma materiale, non è sac-cid-ananda. Sat significa eterno, cit significa pieno di conoscenza e ananda significa pieno di beatitudine. Quindi, non appena pensiamo a un corpo, finiamo per paragonarlo al nostro. Allo stesso modo, a causa della nostra stoltezza, se pensiamo al corpo di Krishna come se fosse uno di noi, allora diventiamo 'mudha', sciocchi. Avajananti mam mudha manusim tanum asritam (Bg. 9.11): "Gli stolti Mi denigrano quando scendo in questo mondo nella forma umana. Non conoscono la Mia natura trascendentale né la Mia supremazia su tutto ciò che esiste".
Poiché Krishna si manifesta in forma umana, come un essere umano, non dovremmo considerarlo uno di noi. Altrimenti siamo 'mudha', mascalzoni e stolti. In altre parole, chi pensa che Krishna abbia un corpo come il nostro—questa è la filosofia mayavada—è un mudha. Na mam duskritino mudhah prapadyante naradhamah (Bg. 7.15): "Gli stolti, gli ultimi tra gli uomini, coloro la cui conoscenza è rubata dall'illusione e coloro che hanno una natura atea e demoniaca: questi miscredenti non si abbandonano a Me". Queste sono le affermazioni della Bhagavad-gita. Come si può fraintendere? È molto chiaro. Queste parole usate nella Bhagavad-gita, na mam duskritino mudhah, non sono inventate da noi. Alcuni potrebbero anche essere scontenti o arrabbiati, ma noi dobbiamo citare i passi delle Scritture. Chiunque non si arrenda a Krishna rientra in queste categorie. Quali sono? Innanzitutto i duskritina. Duskritina significa semplicemente 'impegnato in attività peccaminose'. Kriti significa 'virtuoso'; ma duskriti è in senso negativo e significa 'miscredente'. Coloro che usano la loro intelligenza per qualcosa di atroce, limitandosi a pianificare come fare del male agli altri, sono chiamati 'duskritina'.
Semplicemente pianificando per la propria soddisfazione dei sensi: questo si chiama 'asura'. Asuram bhavam asritah, gli asura pianificano per la propria gratificazione dei sensi; mentre i devoti pianificano solo per soddisfare i sensi di Krishna. Questa è la differenza: Come potrò soddisfare Krishna? Entrambi pianificano, ma uno lo fa per soddisfare i propri sensi, mentre l'altro pensa a come soddisfare i sensi di Krishna. Questa è la differenza tra asura (esseri demoniaci) e deva (esseri divini)—queste sono le due classi di uomini. Dvau bhuta-sargau loke daiva asura eva ca (Bg. 16.6): "In questo mondo esistono due categorie di esseri creati, gli uni divini e gli altri demoniaci". Vishnu-bhaktah bhaved daiva asuras tad-viparyayah (Padma Purana): Coloro che sono devoti del Signore, Suoi servitori, sono chiamati deva, o esseri celesti; e gli asura sono esattamente l'opposto, asuras tad-viparyayah. Proprio come Hiranyakasipu e suo figlio Prahlada: Prahlada è un deva perché è devoto di Krishna. E poiché Prahlada è un devoto di Krishna, Hiranyakasipu cerca sempre di tormentarlo.
Sebbene sia un bambino di cinque anni, suo figlio, il suo amato figlio, da quando è diventato cosciente di Krishna si è mutato nel nemico dell'asura Hiranyakasipu, suo padre. Questo meccanismo esiste da tempi immemorabili—due classi di esseri creati. Pertanto, diventare un devoto a volte è molto difficile, perché persino il padre può diventare un nemico. Questa è la condizione del devoto. Eppure, bisogna comunque diventare devoti. Questo e il vero successo della vita. Ma c'è un avvertimento: non appena diventi devoto, diventi nemico di molti, soprattutto al giorno d'oggi. Sapete che recentemente mi è stato negato l'ingresso in Africa. Il governo non mi ha permesso di entrare perché sono un devoto. Questa è la mia colpa. Hanno scritto apertamente che "Il bhajana è un disturbo". Vedete? Questa è la nostra posizione. Perciò Krishna, Bhagavan dice, catur-vidha bhajante mam (Bg. 7.16). In questo testo sul bhajana si legge: "Quattro tipi di persone possono dedicarsi al bhajana". Chi sono? Sukritino 'rjuna: "Coloro il cui passato è ricco di attività molto pie".
Oggi, invece, il bhajana è considerato un fastidio. Nelle scritture vediche si afferma che il bhajana è praticato dalle persone devote, mentre oggi, nelle circostanze attuali, è considerato un disturbo. Satatam kirtayanto mam yatantas ca dridha-vratah (Bg. 9.14): "Cantando sempre le Mie glorie, sforzandosi con grande determinazione (dridha-vratah)..." Queste sono le affermazioni delle scritture vediche. Chi è mahatma? Mahatmanas tu mam partha daivim prakritim asritah (Bg. 9.13): "Coloro che non sono illusi, le grandi anime, sono sotto la protezione dalla natura divina". Satatam kirtayanto mam yatantas ca dridha-vratah: Questi sono i mahatma. Nitya-yukta upasate (Bg. 9.14): "Queste grandi anime Mi adorano eternamente con devozione". Ma al momento presente... Non esattamente, bensì da tempo immemorabile ciò accade. Appena diventerai un devoto, e proverai il desiderio di partecipare al bhajana, avrai tantissimi nemici. Pertanto Caitanya Mahaprabhu ci ha raccomandato di essere tolleranti. Tuttavia non si può rinunciare al bhajana e alla coscienza di Krishna. Non è possibile. Siate tollerante. Trinad api. In cosa consiste la tolleranza?
trinad api sunicena, taror api sahisnuna amanina manadena, kirtaniyah sada harih
"Chi pensa di essere meno importante di un filo d'erba, chi è più tollerante di un albero e non si aspetta onori personali, ma è sempre pronto a offrire il proprio rispetto agli altri, può con facilità cantare il santo nome del Signore costantemente". (Cc. Adi 17.31)
Questo movimento per la coscienza di Krishna, che stiamo insegnando, ha dunque lo scopo di rendere la persona "sukritina", ovvero di aiutarla a raggiungere il successo nella vita attraverso la comprensione di Krishna. Poi questo verso spiega, dharmah svanusthitah pumsam Visvakshena-kathasu yat (SB 1.2.8). [Le occupazioni che ogni uomo svolge secondo la propria posizione sono sforzi inutili se non suscitano attrazione per il messaggio del Signore Supremo]. Perciò, questa formula significa che devi svolgere i tuoi doveri professionali in modo eccellente, svanusthitah, proprio come è prescritto. Svolgi il tuo dovere occupazionale in modo eccellente, con regolarità e dedizione; ma se ciò non risveglia la tua coscienza di Krishna assopita, allora è inutile, srama eva hi kevalam. Perché la vita umana è destinata a risvegliare la coscienza di Krishna. La nostra coscienza è ora contaminata, proprio come l'acqua piovana—non appena cade a terra, si trasforma in fango. Altrimenti, l'acqua piovana è acqua distillata, un'acqua molto buona, limpida e cristallina; ma non appena tocca terra, si sporca subito.
Allo stesso modo, in origine siamo tutti coscienti di Krishna, poiché siamo parte integrante di Krishna. Mamaivamso jiva-bhutah jiva-loka sanatanah (Bg. 15.7): "Gli esseri viventi, nel mondo di condizioni, sono i Miei frammenti eterni". Krishna dice: "Tutti questi esseri viventi sono parte integrante di Me". Proprio come il figlio è parte integrante del padre, in poche parole, così anche noi siamo parte integrante di Krishna. Così, al momento attuale, la nostra coscienza è contaminata, abhadra. In un punto del Bhagavatam si afferma, srinvatam sva-kathah krishnah punya-sravana-kirtanah, hridy antah-stho hy abhadrani (SB 1.2.17): "Sri Krishna, il Signore Supremo, che è il Paramatma [l'Anima Suprema] nel cuore di ogni essere e il benefattore del devoto sincero, toglie ogni desiderio materiale dal cuore del devoto che ha sviluppato il vivo desiderio di ascoltare il Suo messaggio". Abhadrani significa il desiderio di godere della materia, o le cose impure all'interno del cuore, hridy antah-sthah. Abbiamo così tante cose impure nel cuore. Ma come si sono accumulate? A causa del nostro contatto con la natura materiale. Questa è la nostra malattia.
E nella Bhagavad-gita è detto, karanam guna-sangah asya sad-asad-janma-yonisu (Bg. 13.22): "Ciò è dovuto al contatto con questa natura; s'incontrano allora piaceri e sofferenze nei vari tipi di corpi". Sad-asat significa un corpo piacevole o un corpo davvero ripugnante. Si potrebbe ottenere un bel corpo—colto, erudito, attraente, aristocratico—oppure ritrovarsi nel corpo di un verme negli escrementi. Capite? Si deve cambiare corpo, e ci sono 8.400.000 forme diverse di corpo. Ma allora perché c'è chi ha ottenuto il corpo di un verme negli escrementi e chi invece quello del deva Brahma, di Indra, Candra, Varuna o di un uomo ricco, gentile e bello? Perché queste differenze fisiche? Ciò è causato da karanam guna-sango 'sya (Bg. 13.22), il contatto con la natura materiale e le sue tre influenze, sattva-guna, rajo-guna, tamo-guna. Se vi associate al sattva-guna, allora, urdhvam gacchanti sattva-sthah (Bg. 14.18): Chi è guidato dalla virtù si eleva ai pianeti superiori, chi è dominato dalla passione rimane sui pianeti intermedi, terrestri, e chi è avvolto nell'ignoranza scivola nei mondi infernali. Sattva-guna indica le qualifiche del brahmana. Satyam samo damas titiksa arjavam, jnanam vijnanam (Bg. 18.42):
"Serenità, controllo di sé, austerità, purezza, tolleranza, onestà, saggezza, conoscenza e pietà sono le qualità che accompagnano l'attività del brahmana". Se rimani sul piano delle qualità brahminiche, ciò si chiama sattva-guna. E al di sotto di questo, sauryam tejo balam yuddhe capalayanam, le qualità ksatriya—questa è l'influenza della passione. E gli altri, che rimangono nell'influenza dell'ignoranza, non sanno quale sia il valore della vita, cosa sia la vita futura o cosa sia la realizzazione spirituale, perché soffrono e non hanno conoscenza. Questo è tamo-guna. Quindi, urdhvam gacchanti sattva-stha madhye tisthanti rajasah, adho gacchanti tamasah (Bg. 14.18). Questa è la nostra posizione. Perciò c'è il dharma, nella società umana civilizzata. Che lo si consideri una caratteristica o una fede, una nazione civilizzata ha una sorta di dharma, che sia dharma cristiano, dharma indù o dharma musulmano. Qualunque esso sia, dharma significa un certo rapporto con Dio. Questo è il dharma. Dharmam tu saksad bhagavat-pranitam (SB 6.3.19): "I veri princìpi religiosi sono emanati da Dio, la Persona Suprema".
Questa è un'altra definizione di dharma: "Dharma significa attenersi alle leggi di Dio". Così tutti cercano di rispettare le leggi. Mama vartmanuvartante manusyah sarvasah partha (Bg. 4.11): "Tutti seguono la Mia via in un modo o nell'altro, o figlio di Pritha, e come si abbandonano a Me in proporzione Io li ricompenso". Come è affermato anche nella Bhagavad-gita, tutti cercano di avvicinarsi. Qui l'imperativo fondamentale è, dharmah svanusthitah pumsam Visvakshena kathasu yah (SB 1.2.8), ossia, che la propria occupazione susciti attrazione per il messaggio del Signore Supremo. Visvakshena è un altro nome di Krishna. Pertanto, se nel seguire il processo del dharma non si arriva a comprendere Visvakshena, o Krishna, che cosa significa? Yadi notpadayed ratim, significa attaccamento (rati). Se non si è inclini ad ascoltare Krishna dopo aver eseguito il proprio dharma, dovere occupazionale, qualunque esso sia... In realtà, secondo la civiltà vedica, il dovere occupazionale è inteso come brahmana, ksatriya, vaisya, sudra—ognuno ha il suo dovere occupazionale. Perciò, quando si parla di dharmah svanusthitah, "sva" significa "proprio".
Così bisogna essere o brahmana, o ksatriya, o vaisya, o sudra. Oppure, al giorno d'oggi, si può essere un medico, un ingegnere o un uomo d'affari. Ognuno ha un proprio dovere professionale, a prescindere dal percorso che si sceglie. Ma il sistema della cultura vedica—brahmana, ksatriya, vaisya, sudra—è molto scientifico, poiché è necessaria una classe ideale di uomini, una classe di uomini intelligenti e puri, i brahmana. Questa è la civiltà vedica. Le persone vedranno e impareranno. Perché, in definitiva, la vita umana è destinata a elevarsi al livello della coscienza spirituale. Athato brahma jijnasa (Vedanta-sutra 1): "Ora si dovrebbe indagare sulla Verità Assoluta". Se nella società non esiste una classe ideale di uomini, i brahmana, come possono le persone imparare? Ciò è necessario. Non si può dire: "Diventiamo tutti tecnologi, sudra, e così potrete procurarvi il denaro per comprare carne e vino". La vita ideale è andata perduta, ma deve esserci. È proprio come se, volendo mantenere il corpo in forma, un cervello è necessario.
Se dici che "non c'è bisogno del cervello, ci bastano le gambe", allora cos'è questo corpo? Un corpo morto. Ci devono essere la testa, le mani, il ventre e le gambe. Così il brahmana è la testa o il cervello della società, gli ksatriya sono le braccia, e i vaisya sono il ventre. Lo stomaco e il ventre devono essere tenuti in ordine. Se non mangi, se non digerisci il cibo, anche il cervello non funzionerà e anche le mani non funzioneranno. Perciò, per il corretto funzionamento della società umana, devono esistere una classe brahmanica, la classe dei brahmana e la classe degli ksatriya. Sono tutti uguali, perché la mia mano è importante quanto il mio cervello. E anche se, in termini comparativi, il mio cervello è più importante della mia mano, si tratta di un confronto relativo. Tuttavia, il cervello è necessario. Allora, perché al momento la società è in uno stato caotico? Perché non ci sono brahmana, questo è il difetto. Quindi la società deve essere suddivisa, a livello materiale, in brahmana, ksatriya, vaisya e sudra. E gradualmente, tutti dovrebbero essere educati per diventare brahmana. Athato brahma jijnasa (Vedanta-sutra 1). Brahma-bhutah prasannatma (Bg. 18.54). Allora capirà cos'è la bhakti.
brahma-bhutah prasannatma na socati na kanksati samah sarvesu bhutesu mad-bhaktim labhate param
"Colui che raggiunge il livello trascendentale realizza subito il Brahman Supremo. Non si lamenta mai e non aspira mai a niente; si mostra uguale verso tutti gli esseri viventi. In questa condizione può servirMi con una devozione pura".
E quando raggiungerete lo stadio della bhakti, allora la vostra vita avrà successo. Questo è il processo. Perciò è spiegato che puoi continuare a svolgere i tuoi cosiddetti doveri occupazionali, ma se non raggiungi il livello della comprensione spirituale, allora questo è srama eva hi kevalam—semplicemente una perdita di tempo. È solo una perdita di tempo. Poiché non raggiungi l'ideale della tua missione, lavori semplicemente come gli animali e muori. Dharmah sva. Il concetto corporeo di vita. Yasyatma-buddhih kunape tri-dhatuke (SB 10.84.13): "Chi si identifica con il corpo inerte composto di muco, bile e aria,.... una persona simile non è migliore di una mucca o di un asino". Il semplice fatto di pensare: "Io sono questo corpo, e il mio unico scopo è soddisfare i sensi del corpo. Non solo il mio corpo, ma anche quello di mio figlio, di mio nipote, dei miei parenti". E ciò accade sotto nomi diversi—socialismo, questo "ismo", o un altro "ismo"—un concetto di vita basato sul corpo. Questa è la civiltà animale. Yasyatma-buddhih kunape tri-dhatuke (SB 10.84.13).
Perché anche gli animali pensano in questo modo. Un gatto pensa: "Io sono questo corpo, devo procurarmi il cibo, ovunque sia". La stessa cosa vale per un topo o per un cane. E se anche l'essere umano pensa così, qual è la differenza tra i cani e i gatti? Egli potrebbe essere molto orgoglioso di "svolgere i propri doveri con grande fedeltà", ma qui il Bhagavatam dichiara: dharmah svanusthitah pumsam Visvakshena kathasu yah, notpadayet (SB 1.2.8): "Se non sviluppate la vostra coscienza di Krishna, state semplicemente sprecando il vostro tempo". Questo è il verdetto. Il nostro movimento per la coscienza di Krishna sta solo cercando di educare le persone, dicendo: "Non sprecate il vostro tempo, avete ottenuto questa forma di vita umana per pura fortuna, dopo molte, molte nascite, bahunam sambhavanti; dopo un'evoluzione che ha richiesto molte, molte nascite. Ma non sprecate il vostro tempo, cercate semplicemente di risvegliare la vostra coscienza di Krishna assopita". La coscienza di Krishna è già dentro di voi; dovete solo risvegliarla. E qual è il processo? Questo risveglio avverrà semplicemente attraverso il canto e l'ascolto.
C'è un verso nella Caitanya-caritamrita: nitya-siddha krishna-bhakti sadhya kabhu naya, sravanadi-suddha-citte karaye udaya (Cc. Madhya 22.107): "Il puro amore per Krishna è stabilito eternamente nel cuore degli esseri individuali. Non è qualcosa che si deve ottenere da una fonte esterna. Quando il cuore si purifica con l'ascolto e con il canto, l'essere individuale si risveglia naturalmente". La Krishna-bhakti, la vostra devozione e il vostro attaccamento per Krishna, esistono perché siete parte integrante di Krishna. Come si dice a un bambino che i problemi saranno risolti in questo o in quel modo. Ma no, questo non sarà risolto. Srama eva hi kevalam, semplicemente sprecare tempo faticando per nulla. Adottate la coscienza di Krishna, seguite le istruzioni di Krishna come sono esposte nella Bhagavad-gita. Allora i vostri problemi economici, sociali, politici—tutti i problemi della società umana—saranno risolti. È una soluzione pratica, quindi se la prendiamo sul serio... Questa è la nostra propaganda: Chiediamo non solo agli indù o agli indiani, ma chiediamo a tutti in tutto il mondo: "Abbracciate questo movimento per la coscienza di Krishna e cercate di comprenderlo".
Ecco perché pubblichiamo così tanti libri. Siamo davvero fortunati. Sono molto lieto di comunicarvi che i nostri libri stanno riscuotendo un grande successo al di fuori dell'India. In tutto il mondo vendiamo ogni giorno libri per un valore non inferiore a quaranta-cinquantamila rupie. I nostri libri stanno riscuotendo un grande successo perché nel mondo occidentale, fuori dall'India, non si è mai sentito parlare dell'idea che ci si possa avvicinare a Dio in modo personale, che si possa parlare con Lui, vivere e divertirsi con Lui. Queste nuove idee, ovviamente, sono una novità per il mondo occidentale. Per questo motivo sono accolte con grande attenzione. Allora perché non in India?
Non sprecate il vostro tempo in questo o quel modo. Il processo è molto semplice, come raccomandiamo ai seguaci della coscienza di Krishna. Proprio ora ho ricevuto una lettera da Jaipur, dove chiedevano la mia guida. La guida non è così difficile. Prima di tutto cercate di purificarvi, di diventare senza peccato: niente rapporti sessuali illeciti, niente sostanze intossicanti, niente consumo di carne, niente gioco d'azzardo. Osservate questi quattro princìpi regolatori e cantate il mantra Hare Krishna il più possibile, almeno sedici giri. Poi vedrete come cambierà la vostra vita. Grazie molte. Hare Krishna.