RKC Forum
[ Home | Registrati | Discussioni Attive | Discussioni Recenti | Segnalibro | Msg privati | Sondaggi Attivi | Utenti | Download | Cerca | FAQ ]
Nome Utente:
Password:
Salva Password
Password Dimenticata?

 Tutti i Forum
 IL FONDATORE - LIBRI E LEZIONI DI SRILA PRABHUPADA
 LEZIONI SULLO SRIMAD BHAGAVATAM (in Italiano)
 Srimad-Bhagavatam Canto 1 Capitolo 2 Verso 6

Nota: Devi essere registrato per poter inserire un messaggio.
Per registrarti, clicca qui. La Registrazione è semplice e gratuita!

Larghezza finestra:
Nome Utente:
Password:
Icona Messaggio:              
             
Messaggio:

  * Il codice HTML è ON
* Il Codice Forum è OFF

Faccine
Felice [:)] Davvero Felice [:D] Caldo [8D] Imbarazzato [:I]
Goloso [:P] Diavoletto [):] Occhiolino [;)] Clown [:o)]
Occhio Nero [B)] Palla Otto [8] Infelice [:(] Compiaciuto [8)]
Scioccato [:0] Arrabbiato [:(!] Morto [xx(] Assonnato [|)]
Bacio [:X] Approvazione [^] Disapprovazione [V] Domanda [?]

   Allega file
  Clicca qui per sottoscrivere questa Discussione.
 
    

V I S U A L I Z Z A    D I S C U S S I O N E
Sangita Dasi Inserito il - 17/01/2026 : 09:32:25
RKC - RADIO KRISHNA CENTRALE PRESENTA:

Lezioni* di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada su

Lo Srimad Bhagavatam



TRADUZIONE E TRASCRIZIONE IN ITALIANO A CURA DI SANGITA DEVI DASI



LEZIONE*
di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada
tenuta a Roma (Italia), il 24 Maggio 1974

SRIMAD-BHAGAVATAM
CANTO 1 CAPITOLO 2

VERSO 6

sa vai pumsam paro dharmo
yato bhaktir adhoksaje
ahaituky apratihata
yayatma suprasidati

TRADUZIONE

"L'occupazione suprema [dharma] per l'uomo è quella che conduce al servizio d'amore e devozione al Signore trascendentale. Questo servizio di devozione dev'essere ininterrotto e incondizionato per soddisfare completamente l'anima".

Prabhupada: Om namo bhagavate vasudevaya. Leggiamo il secondo capitolo del primo canto dello Srimad-Bhagavatam, intitolato "La divinità e il servizio di devozione". Abbiamo appena recitato il sesto verso, ora possiamo iniziare dal primo verso (SB 1.2.1):

iti samprasna samhristo
vipranam raumaharsanih
pratipujya vacas tesam
pravaktum upacakrame

"Sri Vyasadeva disse: Ugrasrava [Suta Gosvami], figlio di Romaharsana, soddisfatto delle perfette domande dei brahmana, li ringrazia e si appresta a rispondere".

Ci fu un grande incontro... A quei tempi non c'erano incontri politici, non erano necessari, non c'era la democrazia ma la monarchia. I re erano istruiti e non c'era bisogno di democrazia. In realtà, il governo moderno o la democrazia, come ora si vede soprattutto nel grande paese democratico, l'America, e il presidente eletto con voto popolare saranno disapprovati. Così, qual è il valore della democrazia? Eleggere qualcuno col proprio voto: anche questo è condannato. Significa che gli elettori non hanno esperienza e nemmeno l'uomo che viene eletto, anche se è un uomo valido. Altrimenti, perché cambiare opinione una volta eletta una persona come capo esecutivo? Quindi la democrazia si è rivelata una farsa. Non ha alcun significato, perché le persone non sono istruite e sono per lo più sudra. Devono esserci quattro classi di uomini: brahmana, ksatriya, vaisya, sudra—ossia, di prima, seconda, terza e quarta classe.

Al momento non ci sono uomini di prima né di seconda classe, ma sono tutti di terza e quarta classe. Quindi, in base ai voti di persone di terza e quarta classe, come ci si può aspettare un buon governo? Non è possibile. Pertanto non c'era bisogno di un incontro democratico; ma ci fu un incontro dei brahmana di prima classe che talvolta si riunivano a beneficio dell'intera società umana. Questi incontri continuano tuttora in India, come nel Kumbha-mela, che recentemente ha avuto luogo ad Haridwar. Le persone sante si riunivano in quattro luoghi: Prayag ad Allahabad, Vrindavana, Haridwar e Ramesvaram. E un incontro simile si tenne a Naimisaranya, un bel luogo santo tuttora esistente. La domanda dei saggi quindi era: "Dopo la dipartita di Krishna, chi avrebbe guidato il destino degli esseri umani?" Così questa era l'ultima domanda (SB 1.1.23):

bruhi yogesvare krishne
brahmanye dharma-varmani
svam kastham adhunopete
dharmah kam saranam gatah

"Ora che Sri Krishna, la Verità Assoluta, il maestro di tutti i poteri mistici, è tornato nel Suo regno, rivelaci chi custodisce i princìpi della religione".

Dharma, il principio religioso... Krishna dice nella Bhagavad-gita (4.7), yada yada hi dharmasya glanir bhavati bharata: "Ogni volta che in qualche luogo dell'universo la religione declina e l'irreligione avanza, o discendente di Bharata, Io vengo in persona". Glanih significa contaminato. "Ovunque ci sia contaminazione riguardo all'adempimento dei princìpi religiosi, Io scendo". Tadatmanam srijamy aham, "Allora scendo per sistemare le cose". Così Krishna è venuto per questo scopo, per sistemare o purificare la contaminazione nell'adempimento dei princìpi religiosi, dharmasya glanih. Pertanto, appena c'è contaminazione, significa che c'è una categoria di uomini che si sono corrotti. Sono chiamati duskrita, peccatori. Quando aumenta il numero di persone peccaminose, si crea necessariamente contaminazione nel sistema di vita religiosa. Questo è ciò che accade. E se tutti seguono i princìpi religiosi, ossia non tutti commettono attività peccaminose, allora non c'è possibilità di contaminazione nella religiosità. Questa è la norma.

Al momento non sanno cosa sia la contaminazione né il principio religioso. Questo è il difetto della civiltà moderna, che la religione sia descritta nel dizionario come un tipo di fede e non come un principio. Ma secondo la concezione vedica, la religione non è un tipo di fede. La religione è il proprio dovere o la propria occupazione naturale. Questa è la religione e non si può cambiare; ma la fede si può cambiare. "Ora sono maomettano e divento indù", oppure, "Sono indù e divento cristiano". Posso cambiare la mia fede, da questa a quella, ma io rimango lo stesso uomo. Perciò questo non è il significato di religione. Religione significa che non si può cambiare in nessuna circostanza. Questa è religione; ed è il significato di dharma. E se cambiate, allora quella è la vostra condizione malata; non è una condizione normale. Così questo è il significato di religione. Pertanto nella Bhagavad-gita è detto, yada yada hi dharmasya glanir bhavati (Bg. 4.7). Quando l'essere umano cambia le sue normali condizioni di vita, ciò costituisce una contaminazione della religione.

La normale condizione di vita è descritta da Caitanya Mahaprabhu, quando Sanatana Gosvami Gli chiese: "Perché soffro?" Chiese questo. Era un ministro, una carica molto importante, e uno studioso molto colto in sanscrito e arabo. A quel tempo c'era il dominio dei Pathan. Poiché il governo era maomettano, i funzionari responsabili, i ministri, dovevano imparare la lingua araba o persiana. [A parte:] I Moghul erano persiani? Oh, erano turchi. [I Moghul erano di origine turco-mongola, ma erano fortemente influenzati dalla cultura persiana]. Quindi era un grande erudito ed era nato in una famiglia di brahmana, tutto andava bene. Eppure si presentò davanti a Sri Caitanya Mahaprabhu dicendo di non essere un autentico erudito perché non sapeva qual era la sua identità. Questa è una cosa molto importante, bisogna conoscere la propria identità. Al momento, l'identificazione avviene in base alla pelle, "Sono indiano, sono americano". È tutto. Ma questa non è la nostra vera identificazione. La corretta identificazione è "aham brahmasmi": "Sono un'anima spirituale". Ciò deve essere compreso nella forma di vita umana; altrimenti, anche un cane si gonfierà orgoglioso: "Sono un grosso cane".

Allo stesso modo, se un uomo si gonfia semplicemente per il concetto corporeo di vita, "Sono un grande romano", "Sono un grande indiano", non c'è distinzione tra la concezione della vita del cane e quella del grande romano, perché il centro è il corpo. Così Krishna è venuto a stabilire questo fatto: "Non sei né romano né indiano, né brahmana né sudra. Sei il Mio eterno servitore. Perciò abbandona tutte queste assurde identificazioni". Sarva-dharman parityajya (Bg. 18.66). Perché a causa della vostra errata identificazione, avete creato i cosiddetti "ismi"—induismo, nazionalismo, questo e quell' "ismo". Sono tutte sciocchezze. Questa è la comprensione della religione. Tutto ciò che abbiamo creato con la concezione corporea della vita, è tutto assurdo. La vera religione è: "Io sono l'eterno servitore di Krishna". Questa è la vera religione. Quando Caitanya Mahaprabhu fu interrogato da Sanatana Gosvami, questi disse: "Caro signore, sono venuto da Te per arrendermi perché Tu sei il mio maestro spirituale. Mi hai chiesto di abbandonare la mia vita familiare, e quindi, secondo la Tua parola ho rinunciato. Ora sono venuto da Te e così questa è la mia prima domanda". Bisogna essere molto curiosi, soprattutto dopo aver preso l'iniziazione, adau gurvasrayam.

Così questo è il nostro sistema. Ora, per diventare illuminati sugli affari spirituali della vita... Come disse anche Arjuna, sisyas te 'ham sadhi mam prapannam (Bg. 2.7)—"Ora sono Tuo discepolo e un'anima sottomessa a Te. Istruiscimi, Ti prego"—allo stesso modo, anche Sanatana Gosvami disse: "Signore, su Tua richiesta, ora mi sono arreso a Te perciò questa è la mia domanda". Qual è questa domanda? Deve esserci una domanda. Se si cerca davvero la realizzazione spirituale, deve esserci una domanda intelligente. La prima domanda intelligente fu posta da Sanatana Gosvami, ke ami kene amaya jare tapa-traya: "Signore, per favore, dimmi qual è la mia identificazione, perché sono stato messo in questa misera condizione di vita materiale". Le persone non lo sanno, proprio come i cani e i gatti. Il gatto o il cane non sa che la sua vita è esecrabile, ma è felice. Questa è maya. Persino il maiale pensa: "Sono molto felice". Questa è maya, moha. Janasya moha, aham mameti (SB 5.5.8): "Accresce così le sue illusioni e pensa solo in funzione di 'io' e 'mio'."

Perciò, quando la vita umana è presente, si deve risvegliare almeno la consapevolezza che, "In realtà non sono felice". Questo è l'inizio della vita umana; non rimanere nell'oscurità come cani e gatti. Sono infelici sotto ogni aspetto, a ogni passo, eppure pensano: "Sono felice". Gatti, cani, maiali, lavorano giorno e notte per procurarsi del cibo e un po' di gratificazione dei sensi. Questa è la vita moderna, e questa è la felicità: Essere molto occupati giorno e notte per procurarsi qualcosa da mangiare e per la gratificazione dei sensi. Pensano che questa sia la felicità. In realtà, non lo è. Sanatana Gosvami era intelligente e perciò chiese, ke ami kene amaya jare tapa-traya (Cc. Madhya 20.102). La prima domanda al maestro spirituale è: "Qual è la mia identificazione? Perché subisco i tre tipi di miseria?" Non sanno cosa siano le triplici miserie; le sofferenze ci sono, ma loro non lo sanno, è gente ottusa. Adhyatmika, adhibhautika, adhidaivika, questi tre tipi di sofferenze ci devono essere. Almeno una o due. Ma no, i tre tipi di sofferenza sono sempre presenti.

Adhyatmika significa relativo al corpo o alla mente: "Oggi sono molto debole", "Ho problemi di stomaco, dissenteria". Questo è detto adhyatmika; oppure la mente è insoddisfatta e ostile. E adhidaivika, proprio come il freddo o il caldo intenso, il terremoto, carestia e pestilenza... Ci sono tante cose, adhidaivika. E quindi adhibhautika, le sofferenze offerte da altri esseri viventi. In tal modo siamo sempre coinvolti nelle miserie del corpo e della mente, adhyatmika. Perciò Sanatana Gosvami chiese: "Non voglio queste miserie, ma perché mi sono imposte?" È una domanda molto intelligente. "C'è una soluzione?" Questa è intelligenza, non una temporanea riduzione del problema. Temporanea, come l'estate o l'inverno. Comunque, in estate soffriamo il caldo torrido, in quel periodo desideriamo intensamente un luogo fresco; e durante l'inverno soffriamo il freddo, il gelo, la pioggia. Queste cose continueranno ad accadere. Finché si è nel mondo materiale, non si può evitarlo. Perciò Sanatana Gosvami si chiedeva: "Perché queste cose mi danno problemi, anche se non le voglio?" È una domanda molto intelligente. "C'è una soluzione?"

Così la civiltà moderna, il popolo moderno o quello sciocco del passato, non vogliono la soluzione. Pensano che "Le cose vanno così, non possiamo evitarle, lascia che soffriamo". Questa non è intelligenza. Se si soffre, allora bisogna trovare un rimedio. E in effetti lo stiamo facendo. Ma poiché non sappiamo qual è il rimedio vero e proprio, non capiamo il punto, eppure c'è una soluzione. E per questa soluzione bisogna andare dal maestro spirituale. Com'è descritto, samsara-davanala-lidha-loka-tranaya: La vita materialistica è sempre come un fuoco ardente nella foresta, quindi tranaya, come possiamo uscirne. 'Trana' significa liberarsi dalla sofferenza. E karunya-ghanaghanatvam: Come si possono mitigare queste sofferenze? Le persone sono diventate così ottuse che non riescono a capire quale sia la vera sofferenza, né si interrogano su come attenuarla. Questa è la situazione, per questo sono chiamati sudra. Brahmana significa che è intelligente; per tale motivo cerchiamo di rendere le persone brahmana in modo che possano diventare intelligenti. Mentre altri cercano di farli diventare sudra.

Sudra significa rimanere nell'ignoranza, mentre brahmana significa rimanere nella conoscenza. Questa è la differenza tra brahmana e sudra. E poi le altre due classi intermedie, ksatriya e vaisya. Si ritiene che i brahmana siano gli uomini di prima classe nella società; gli ksatriya, la seconda classe; i vaisya, la terza classe; e tutti gli altri di quarta e quinta classe. Quindi non ci fu alcun incontro di uomini di quarta e quinta classe. Cosa potranno fare? Semplicemente approvare una risoluzione, tutto qui. Proprio come le Nazioni Unite. Cosa possono fare? Negli ultimi vent'anni, hanno cercato di trovare soluzioni ai problemi del mondo. Hanno tanti dipartimenti, uno di questi è l'OMS, l'Organizzazione Mondiale della Sanità. Ma poiché sono tutti sudra, cosa potranno fare? Trovare soluzioni? Al momento, il mondo intero è pieno di sudra, che hanno denaro, e quindi lo spendono semplicemente per il piacere dei sensi. Pertanto, secondo la civiltà vedica, ai sudra non dovrebbe essere dato molto denaro; ma solo ciò di cui hanno effettivamente bisogno, tutto qui, perché non sanno come utilizzarlo. Al momento, poiché l'intera popolazione è composta da sudra, appena ottengono del denaro, lo spendono in vino, donne e lo sperperano. I grandi ricchi uomini d'America spendono cinquantamila dollari a settimana in Florida per assistere a una danza nuda. Non è forse vero? Perché sono sudra, non sanno come spendere il denaro.

In passato, prima di questo, le persone erano poco intelligenti, o avevano almeno una certa fede religiosa, costruivano templi, chiese e moschee. Oggigiorno queste cose non si fanno più. Appena si ottiene del denaro, ci si chiede: "Come spenderlo per la gratificazione dei sensi?" Anticamente non c'erano riunioni di sudra. Gli incontri si tenevano tra i brahmana, le persone sante, per valutare come tutti possano rimanere felici e come la loro vita spirituale possa progredire. Perciò i brahmana erano i capi e gli altri, ksatriya, vaisya e sudra, prendevano istruzioni dai brahmana per il loro sostentamento. Era un sistema molto valido ed era naturale. Proprio come in questo corpo, il brahmana è la testa, il cervello, lo ksatriya le braccia, il vaisya lo stomaco e il sudra le gambe. Così, quando il corpo è in buone condizioni, il cervello è molto buono e allora dà la direzione alle gambe, alle mani, allo stomaco. Se uno ha un buon cervello, non mangia molto. "Perché dovrei mangiare di più? Quando non ho fame, perché dovrei riempirmi lo stomaco?" Ci vuole cervello. E non, "Ecco qui una cosa molto buona e appetitosa, lasciami riempire il piatto", perché non ha cervello. E dopo aver riempito il piatto, allora arriva la dissenteria. Capite? Quindi in ogni azione è necessario il cervello.

I brahmana dunque erano il cervello di prima classe della società e davano istruzioni al popolo in generale, a partire da ksatriya, vaisya e sudra. Davano istruzioni agli ksatriya, la classe più intelligente per l'amministrazione, che governavano secondo le istruzioni dei brahmana; e anche ai vaisya che producevano cibo e proteggevano le mucche, assolvendo così al loro dovere. E i sudra eseguivano gli ordini di queste tre classi superiori. In questo capitolo troverete che alla fine della riunione i saggi decisero che, atah pumbhir dvija-sresthah (SB 1.2.13): "O migliori tra i nati-due-volte, è stato concluso che la più alta perfezione che si possa raggiungere adempiendo i propri doveri nella divisione del varnasrama è soddisfare il Signore, Sri Hari". In questo modo la risoluzione fu approvata perché erano presenti tutti i brahmana. Perciò il presidente, Suta Gosvami, pronunciò davanti a tutti i brahmana le parole 'dvija-sresthah'. Si rivolse a loro come 'dvija', che significa "nato due volte"—la prima nascita è dal padre e dalla madre, e la seconda nascita è dal padre spirituale e dalla conoscenza vedica. Questa è la seconda nascita, l'iniziazione.

Il padre spirituale, o maestro spirituale, dà la seconda nascita attraverso i Veda che sono la madre. Perciò sono chiamati dvija, nati-due-volte. A meno che non si abbia accettato un maestro spirituale autentico, si rimane "nato una sola volta", o sudra. Per i sudra non esiste il termine "nato due volte", ma solo per i brahmana, ksatriya e vaisya. Poiché i sudra sono in genere meno intelligenti, non erano iniziati. L'iniziazione era per i brahmana, gli ksatriya e i vaisya—i dvija. Tra i tre tipi di dvija, nati-due-volte, i brahmana erano la prima classe. In quell'incontro, Naimisaranya, non c'erano ksatriya perché erano tutti brahmana che stavano discutendo. Atah pumbhir dvija-sresthah (SB 1.2.13). Dvija-sresthah, i migliori dei brahmana. Non erano brahmana ordinari. Con la piena conoscenza vedica tutti loro si riunirono. Varnasrama-vibhagasah. Il varnasrama deve essere presente nella società umana, quindi varnasrama-vibhagasah. Vibhaga significa "divisione". Atah pumbhir dvija-srestha varnasrama-vibhagasah, svanusthitasya dharmasya. Ognuno ha il suo dharma. Questo è il dharma del brahmana. Dharma significa il loro dovere professionale. Questo è il dharma.

I doveri del brahmana sono: satyam, praticare come diventare veritiero; sama, come controllare i sensi; e dama, come controllare la mente. Satyam samo damas titiksa, come imparare la tolleranza, l'indulgenza. Arjavam, come diventare semplici, non disonesti. Jnanam, la completa conoscenza di ogni cosa. Vijnanam, l'applicazione pratica. Satyam samo damas titiksa arjavam jnanam vijnanam astikyam (Bg. 18.42), piena fiducia nella letteratura vedica. Questo si chiama astikyam, si chiama teismo, credere negli shastra senza alcuna deviazione. Questo è teismo. Ateismo significa non credere negli shastra o non accettarli così come sono, commentandoli secondo il proprio capriccio. Questo è l'ateismo, mentre teismo significa avere piena fede nella conoscenza vedica. Vi ho fatto più volte l'esempio: Sebbene lo sterco di mucca sia le feci di un animale, tuttavia la letteratura vedica conferma che lo sterco di mucca è puro. Perciò non potete obiettare: "Sono le feci di un animale; in un passo condannate che se si toccano le feci di un animale, bisogna fare il bagno tre volte, e ora dite che lo sterco di mucca, che è anch'esso feci di animale, è puro. Dov'è la logica?" Invece dovete accettare, questo è teismo; poiché lo dicono i Veda, dovete accettarlo senza discutere.

Questo è teismo, astikyam. Non potete cambiare, non potete commentare. Brahma-karma svabhava-jam (Bg. 18.42). Se non avete questa fede nella conoscenza vedica, non potete fare alcun progresso. Non è possibile. Se voi, con la vostra scarsa conoscenza, volete interpretare, fin dall'inizio non vi è alcuna possibilità di progredire. Perciò nella Bhagavad-gita troverete che, quando Arjuna ascoltò da Krishna i princìpi della Bhagavad-gita, disse, 'sarvam etad ritam manye yad vadasi me keshava' (Bg. 10.14): "O Krishna, accetto come verità assoluta tutto ciò che mi hai detto". Scoprirete questo. Prima di tutto disse, sisyas te 'ham sadhi mam prapannam (Bg. 2.7): "Ora sono Tuo discepolo e un'anima sottomessa a Te. Istruiscimi, Ti prego". Naturalmente, sad-dharma-pricchat ["Informarsi sulla religione eterna o il puro servizio devozionale", (Bhakti-rasamrta-sindhu)], deve esserci, ma qualsiasi cosa il maestro spirituale abbia detto, egli l'ha accettata totalmente. Perciò, sarvam etad ritam manye yad vadasi me keshava—questo è il principio. Questo è chiamato astikyam, teismo. Prima di tutto, prima di accettare il maestro spirituale, si deve scoprire se è presente Krishna o il Suo rappresentante. Arjuna si arrese a Krishna, sisyas te 'ham: "Sono il Tuo discepolo".

Allo stesso modo, tutti dovrebbero arrendersi a Krishna o al Suo rappresentante, il maestro spirituale. Se uno non sa chi è Krishna, né parla di Lui, ma si limita a vibrare le parole di Krishna secondo la sua propria comprensione, non è un maestro spirituale, non può esserlo. Il maestro spirituale non inventa le proprie idee; ma è colui che pronuncia esattamente le parole pronunciate da Krishna in piena accettazione. Questo è il segreto, non si può cambiare nulla. Nell'incontro a Naimisaranya, quindi, la risoluzione fu presa in questo modo: svanusthitasya dharmasya (SB 1.2.13). Ognuno ha il suo dharma, il suo dovere particolare—brahmana, ksatriya, vaisya. Si deve quindi deve essere abbastanza intelligenti da sapere se con l'adempimento del proprio dovere particolare si è soddisfatto Krishna. Così come le diverse parti del corpo, il loro dovere è quello di mantenere il corpo in forma. Ciò significa mantenere il corpo soddisfatto: se il metabolismo e l'organizzazione del corpo sta andando bene. Oppure se ci sono discrepanze nel processo regolare, perché ci sono tanti processi che avvengono all'interno del corpo—kapha-pitta-vayuh.

Pertanto c'è un'ottima disposizione automatica. Il cervello deve mantenere tale disposizione attiva e ben funzionante: "Quando mangerò, quando non mangerò, quando dormirò, quando dovrò..." Queste sono necessità, ma il cervello deve saperle regolare. Mangiare, dormire, accoppiarsi, appagare i sensi e proteggersi—tutto ciò è necessario, ma occorre che il cervello sappia come gestire tutte queste attività. Perciò il cervello è necessario; e ognuno ha il suo dovere. E l'azione risultante, di come le cose procedono bene con successo, qual è la prova? La prova è 'samsiddhir hari-tosanam' (SB 1.2.13). Il compito è come soddisfare Krishna. Hari-tosanam. Questo è del tutto naturale. Proprio come in un grande ufficio, dove ci sono tanti impiegati che lavorano. Il principio è che tutti dovrebbero essere pronti a svolgere il lavoro di routine dell'ufficio o a soddisfare il direttore generale. Ma come si fa a capire se il direttore generale è soddisfatto o meno? Direttamente dal sovrintendente che c'è in ogni ogni reparto dell'ufficio. Così, se il sovrintendente è soddisfatto, si deve sapere che il direttore generale è soddisfatto.

Allo stesso modo, voi siete sotto la direzione del vostro maestro spirituale. Se vedete che il maestro spirituale è soddisfatto, allora dovete sapere che Krishna è soddisfatto. Ciò è confermato da Visvanatha Cakravarti: yasya prasadad bhagavat-prasadah. E, yasyaprasadan na gatih kuto 'pi, se il maestro spirituale non è soddisfatto, allora soffrirete. Yasya aprasadan na gatih kuto 'pi. Perché, allora chi (se non il maestro spirituale) raccomanderà a Krishna l'avanzamento e tante altre cose? Perciò il nostro compito è di vedere e scoprire. Non importa se si agisce come sudra, brahmana o ksatriya. Se con le nostre azioni, sva-karmabhis tam abhyarcya, Krishna è soddisfatto, allora la nostra vita avrà successo. Non importa in quale posizione vi troviate; non importa, se Krishna è soddisfatto. Questo è il principio della vita; questo è il vero dharma. Krishna dice: sarva-dharman parityajya mam ekam saranam vraja (Bg. 18.66). Pertanto, ci siamo arresi a Krishna e lo abbiamo soddisfatto? Questo è il compito da scoprire. Perciò questo capitolo è molto importante. Potremmo approfondire.

Così il dharma è in realtà sotto la protezione di Dio, la Persona Suprema. Non è possibile fabbricare il dharma, perché non sappiamo cosa sia. Dharmam tu saksad bhagavat-pranitam (SB 6.3.19). Dharma significa obbedire agli ordini di Dio, la Persona Suprema. Non importa se si è indù, musulmani o cristiani. Ciò è spiegato nel sesto verso—sa vai pumsam paro dharma yato bhaktir adhoksaje. Nel verso si legge "paro dharmah". Paro dharmah significa il migliore, il supremo dharma. Yato bhaktir adhoksaje (SB 1.2.6). Non importa che si è indù o musulmani; se si è interessati a soddisfare Dio, questa è la religione di prima classe. Altrimenti, è di terza o quarta classe o qualsiasi altra cosa... Se il vostro interesse è soddisfare Dio, allora è di prima classe. Il nome non importa, non cambia nulla. Pertanto scopriamo che, in realtà, coloro che sono avanzati nei princìpi religiosi sono tutti devoti, o fedeli, proprio come il Signore Gesù Cristo. Similmente anche Maometto era devoto, non ha mai dichiarato: "Io sono Dio". Maometto ha detto questo? No. Servitore di Dio. Allo stesso modo, Gesù Cristo ha detto: "Figlio di Dio". Perciò va benissimo. Non importa, se siamo fedeli, figli di Dio o servitori di Dio, allora è un sistema religioso di prima classe. Ma non è facile a dirsi.

Ma il bhagavata-dharma—perciò è chiamato bhagavata—è semplicemente la relazione con Krishna. Nello Srimad-Bhagavatam non troverete altri argomenti se non quello di stabilire la relazione originale con Krishna, e quindi è di prima classe. Sa vai pumsam paro dharmo yato bhaktir adhoksaje ahaituki... (SB 1.2.6), senza alcuna causa (ahaituki). Ma nel campo materiale, cosa si può fare? In un modo o nell'altro, anche se è detto nella Bibbia, vanno in chiesa per chiedere il pane. Ma questo non è "paro dharmah", l'occupazione suprema, perché c'è "hetu", una causa. Lo stesso anche nella religione musulmana, solo per essere promossi al regno celeste. No, questo non è di prima classe. Prima classe significa "ahaituki", senza alcuna causa. Non è che "vado in chiesa, vado in moschea, vado al tempio per chiedere qualcosa a Dio". È proprio così, ma questo non è di prima classe. Di certo è un bene, nel senso che questi furfanti siano almeno venuti a pregare Dio, ma questo tipo di preghiera non rende la religione di prima classe. La preghiera offerta da Sri Caitanya Mahaprabhu, na dhanam na janam na sundarim kavitam va jagadisa kamaye (Cc. Antya 20.29, Siksastaka 4): "Mio caro Signore, non desidero ricchezze", na dhanam, "né alcun numero di discepoli o seguaci", na dhanam na janam na sundarim, "né una bella moglie".

Così, molte cosiddette incarnazioni di Dio, vengono per ottenere ricchezza, belle donne e molti seguaci. Non è questo che si desidera; questa non è religione. Religione significa non desiderare tutte queste cose. Na dhanam na janam na sundarim kavitam va jagadisa kamaye. Non per nessuna cosa materiale... Ahaituky apratihata. "Oh, sono un uomo povero, non posso amare Dio. Non posso migliorare il mio servizio devozionale". No, il servizio devozionale è così attraente, apratihata, che non può essere controllato da nessuna condizione materiale. Questo è il dharma. Sa vai pumsam paro dharmo yato bhaktir adhoksaje (SB 1.2.6). Questa è la prova di quanto sia religioso, di quanto sia devoto. Perciò dobbiamo essere sempre attenti a verificare il nostro progresso, come stiamo progredendo. Perché, se non si diventa devoti di prima classe, non c'è alcuna possibilità di essere sollevati da questa condizione materiale di vita. Non è possibile. Non è possibile. Ahaituky apratihata yayatma samprasidati (SB 1.2.6): "Questo servizio di devozione dev'essere ininterrotto e incondizionato per soddisfare completamente l’anima". Grazie mille.




Fine
------------------

Altro sull'autore, Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada

Biografia:
www.radiokrishna.com/vsp_online.php

Altre opere: www.radiokrishna.com/books_online.php

Lezioni Audio: www.radiokrishna.com/rkc_archive_new/index.php?q=s&sm=fi&s=lezioni+di+srila+prabhupada&x=8&y=6

Canzoni, Bhajans ecc.: www.radiokrishna.com/rkc_archive_new/index.php?q=f&f=%2FMusica+-+Music+A-K%2FBhaktivedanta+Swami+Prabhupada

------------------

Vuoi continuare la lettura o approfondire la tua conoscenza dello Srimad Bhagavatam ?
Visualizzala o scaricala gratuitamente !

Presentazione: www.facebook.com/note.php?note_id=234702044697

Lettura/download PDF: www.radiokrishna.com/fclick/fclick.php?fid=4

Puoi anche leggere degli articoli preparatori allo studio dello Srimad Bhagavatam sul forum di RKC:

https://padasevanam.mediarama.com/rkcforum/forum/forum.asp?FORUM_ID=41

oppure puoi ascoltare la lettura integrale dell'opera su youtube:

www.youtube.com/watch?v=gnsAjTDpJE8&list=PLFu_3gS0YRazQj7OO2cVf24hqCZzVhIK4

Buon ascolto, Hare Krishna !

La redazione di Radio Krishna Centrale

------------------

DISCLAIMER *
Le lezioni, a volte sono riportate sottoforma di estratto, per una presentazione adatta anche ai lettori estranei agli argomenti trattati, o in generale al metodo del bhakti yoga, la coscienza di Krishna.
Cio' allo scopo di evitare possibili fraintendimenti, sul significato di alcuni termini e concetti espressi, non sempre corrispondenti alle accezioni linguistiche attuali, e quindi talvolta, causa di una comprensione errata o distorta delle vere intenzioni, del maestro spirituale fondatore.

Il testo integrale originale (in Inglese) delle lezioni, e' comunque reperibile in rete su vari siti esteri.



RKC Forum © RKC - tutti i diritti riservati Torna all'inizio della Pagina
Questa pagina è stata generata in 0,3 secondi. radiokrishna | TRKN | Snitz Forum